le misure del decreto

Redditometro, sospesi i controlli in attesa della revisione dei parametri

di Marco Mobili

Decreto Di Maio: dal maxi indennizzo sui licenziamenti alla stretta su contratti a termine e delocalizzazioni

3' di lettura

La revisione del redditometro porta a una sospensione immediata dei controlli sugli anni d’imposta 2016 e seguenti. Mentre sull’esclusione dei professionisti dallo split payment i tecnici del Mef e di Palazzo Chigi hanno chiesto un supplemento di indagine per definire l’impatto della misura sui conti pubblici. Non solo. Più che un’abolizione vera e propria dello spesometro si parla di un chiarimento “d’urgenza” sulla possibilità per i contribuenti di optare per l’invio trimestrale o semestrale.

Sullo stop alla pubblicità per il mercato del gioco pubblico a salvarsi sarebbero soltanto la «Lotteria della Befana» e gli spot dei Monopoli sul gioco responsabile e sicuro. Ancora forti i dubbi dei tecnici del Mef sulla possibilità di introdurre una ciambella di salvataggio per i contratti pubblicitari e di sponsorizzazione in essere: se non sarà stralciata la norma scritta nell’ultima bozza verrà definita comunque una data spartiacque. Il condizionale resta comunque d’obbligo perché il decreto d’estate approvato ieri sera dal Cdm potrebbe richiedere ancora un supplemento di istruttoria tecnica e politica per sciogliere tutti i nodi. E i tempi ci sono perché la promulgazione del provvedimento non potrà avvenire prima del rientro in Italia del Capo dello Stato previsto per la serata di venerdì.

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Sulle semplificazioni arriva dunque un pacchetto in misura ridotta ma che, come ha sottolineato il vicepremier Luigi Di Maio, punta a eliminare «istituti creati per fare cassa». Il riferimento riguarda anche lo split payment per i professionisti che operano con la Pa. Con il decreto, costi permettendo, si punta e eliminare questo obbligo prevedendo che la scissione contabile non si applichi alle prestazioni «i cui compensi sono assoggettati a ritenute alla fonte a titolo di imposta o a titolo di acconto».

Per il redditometro, invece, si prefigura una profonda operazione di restyling con l’abolizione dell’attuale decreto ministeriale datato 2015 che fissa elementi e indici di capacità contributiva dei cittadini. Nelle intenzioni del Governo sarà lo stesso ministero dell’Economia a riscrivere i parametri degli accertamenti sintetici, ma solo dopo aver ascoltato Istat e associazioni di categoria sulle modalità di ricostruzione induttiva del reddito in base alla capacità di spesa e alla propensione al risparmio dei contribuenti. Una revisione del Dm ministeriale che porterebbe di fatto alla sospensione immediata degli accertamenti da effettuare sugli anni d’imposta 2016 e seguenti. Allo stesso tempo vengono salvati gli inviti del Fisco a fornire dati e notizie che hanno innescato accertamenti e atti per gli anni d’imposta fino al 31 dicembre 2015. Per lo spesometro, invece, si punta alla possibilità di opzione tra invio trimestrale e semestrale delle fatture emesse e ricevute. Unificando le comunicazioni dei dati Iva del terzo e del quarto trimestre all’attuale data del 28 febbraio 2019 si supera l’invio previsto per settembre.

Il contrasto alla ludopatia con lo stop di pubblicità e sponsorizzazioni a ogni forma di gioco ha richiesto già ieri più di un confronto sulle coperture: 200 milioni nel 2019 che saranno garantiti da maggiori controlli e un ritocco al Preu. Stretta sul gioco che per Stefano Zapponini, presidente di Sistema Gioco Italia, richiede un confronto diretto, soprattutto sul «divieto della pubblicità per i giochi ad alto tasso di compulsività». Per Zapponini «ogni riforma deve abbandonare qualsiasi carattere espulsivo dalla filiera legale visto che, come giustamente rilevato dal ministro Di Maio, questo apre le porte al gioco illegale».

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