al voto l’11 novembre

Referendum Atac: dal no di M5S alle divisioni nel Pd, ecco tutte le posizioni dei partiti

di Andrea Gagliardi e Andrea Marini


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(ANSA)

3' di lettura

È partito il conto alla rovescia verso l’11 novembre: tra quattro domeniche i cittadini romani potranno votare al referendum consultivo sulla messa a gara del servizio di trasporto pubblico locale, ad oggi gestito da Atac, la società al 100% del Comune di Roma. Ci si potrà recare alle urne dalle 8 alle 20. I promotori del referendum, Radicali Italiani e Radicali Roma, sono di fatto gli unici movimenti a schierarsi apertamente per il Sì. Il Pd, dove alcune personalità singole si sono a favore del quesito, non ha ancora preso una posizione ufficiale. Fi e Lega non hanno ancora deciso. FdI, M5S e la sinistra fuori dal Pd sono per il no.

Radicali italiani unico partito per il Sì
«Pochissimi romani sono a conoscenza della scadenza dell’11 novembre. È fondamentale prendere una chiara posizione e incentivare il dibattito e la partecipazione popolare: per questo riteniamo urgente incontrare movimenti e partiti politici a partire dai vertici del Pd romano». Così in una nota Riccardo Magi (segretario di Radicali Italiani e deputato di +Europa), Alessandro Capriccioli (Consigliere regionale del Lazio di +Europa Radicali) e Mingiardi (avvocato e membro della Direzione di Radicali italiani), promotori del Referendum Mobilitiamo Roma, e Simone Sapienza, segretario di Radicali Roma.

M5S (con Raggi) schierato per il No
Schierata «assolutamente per il no» è la sindaca di Roma Virginia Raggi, insieme al M5S. «Il privato – ha detto la prima cittadina – ce l’abbiamo già a Roma con il Tpl, a cui siamo stati obbligati per legge a lasciare il 20 per cento del servizio, e funziona malissimo. Il Comune di Roma paga regolarmente le imprese, ma i lavoratori ricevono gli stipendi sempre in ritardo. Se questo deve essere il privato...». Il Campidoglio ha anche comunicato che per validare il referendum servirà il quorum del 33% degli aventi diritto: «L’indizione del referendum è antecedente all’approvazione del nuovo Statuto, sarà applicata la precedente normativa che prevede il quorum», ha comunicato in una nota. Tuttavia i Radicali Italiani stanno verificando con alcuni esperti l’eventuale legittimità di questa posizione.

Gli esponenti Pd per il Sì
Alcuni esponenti di primo piano del Pd hanno firmato per la consultazione: dal ministro per lo Sviluppo economico Carlo Calenda («A Roma c’è un referendum che va fortissimamente sostenuto», ha detto in una intervista al Foglio) al sottosegretario agli Affari europei Sandro Gozi, per non parlare dell’ex candidato sindaco Roberto Giachetti (vicino ai Radicali). Tra i referendari anche esponenti non della maggioranza Pd, come l’ex vicesindaco della giunta Rutelli, Walter Tocci.

Pd verso la consultazione degli iscritti
Nonostante posizioni di singoli esponenti a favore del quesito, il Pd non ha preso una posizione per il sì, anche perché ci sono alcuni esponenti locali del partito che sono per il no, come i consiglieri comunali Ilaria Piccolo e Marco Palumbo. La posizione ufficiale del partito sarà decisa dagli iscritti con una consultazione interna. «Si svolgerà dal 19 al 28 ottobrespiega il segretario del Pd romano Andrea Casu - in concomitanza con la votazione per scegliere il segretario regionale. In quell’occasione si potranno votare due quesiti: uno sulla posizione da tenere sul referendum sul trasporto pubblico locale e un altro sul piano rifiuti».

Forza Italia incerta
Sarà definita solo nei prossimi giorni la linea di Forza Italia. «A livello identitario saremmo per la liberalizzazione e quindi per il sì - spiega Davide Bordoni, capogruppo Fi in Campidoglio – ma con l’azienda Atac in concordato preventivo il timore è che la liberalizzazione comporti un rischio svendita».

FdI per il No, la Lega non ha ancora deciso
Fratelli d’Italia si schiera per il no al referendum (posizione comunicata oggi in una conferenza stampa). La Lega non ha ancora preso una posizione ufficiale: «Ci riuniremo e decideremo all’inizio della prossima settimana», spiega Francesco Zicchieri, segretario della Lega nel Lazio. Sergio Pannacci, responsabile trasporti della Lega a Roma e provincia, aggiunge: «Noi non siamo né con Raggi né con i Radicali Italiani. Il nostro obiettivo è un partenariato pubblico-privato. Personalmente sono per andare a votare al referendum e votare no».

Sinistra schierata per il no
Schierata per il No la sinistra fuori dal Pd. Come il deputato di Liberi e Uguali e consigliere comunale di Sinistra X Roma Stefano Fassina: «L'offensiva demagogica e populista sulla privatizzazione del servizio è un'inaccettabile presa in giro dei cittadini sempre più sofferenti. Il nostro No al referendum promosso dai Radicali è un Si chiaro e progettuale per il risanamento di Atac e per il rilancio del trasporto pubblico locale sostenibile», ha dichiarato.

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