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Regionali, finisce 3-3. Il centrosinistra mantiene Campania, Toscana e Puglia; il centrodestra si conferma in Veneto e Liguria e strappa le Marche. Referendum: stravince il sì

Netto successo dei Sì al referendum costituzionale sul taglio dei parlamentari. I favorevoli sfiorano il 70. Finisce 3-3 la partita delle Regionali. Ma, viste le premesse, per il centrosinistra è molto più di un pareggio.

di Andrea Gagliardi

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Il segretario Nazionale PD Nicola Zingaretti con il presidente della Campania Vincenzo De Luca

Netto successo dei Sì al referendum costituzionale sul taglio dei parlamentari. I favorevoli sfiorano il 70. Finisce 3-3 la partita delle Regionali. Ma, viste le premesse, per il centrosinistra è molto più di un pareggio.


4' di lettura

Vittoria netta del sì (con il 69,6%) al referendum costituzionale sul taglio dei parlamentari (con affluenza al 53,8%). E tre a tre il risultato delle elezioni regionali, con il centrosinistra che mantiene Campania, Toscana e Puglia (queste ultime due date in bilico dagli ultimi sondaggi e dai primi exit poll) e il centrodestra che si impone in Veneto e Liguria, strappando al centrosinistra le Marche. Sono questi, a spoglio concluso per il referendum e ancora in corso per le regionali, i principali risultati della consultazione elettorale del 20 e 21 settembre. Il M5s, unico partito ad essersi convintamente speso per il sì, incassa la vittoria al referendum, ma registra una performance negativa alle regionali. Mentre il Pd a guida Zingaretti esce sostanzialmente rafforzato.

Giani e Emiliano vincono in Toscana e Puglia

Confermato dunque il preannunciato “plebiscito” per Zaia in Veneto, la vittoria del presidente uscente Toti in Liguria e del candidato di centrodestra Acquaroli nelle Marche. Sul fronte opposto è netta l'affermazione dell’uscente De Luca in Campania, ma, a sorpresa, vincono ampiamente vittoria anche Emiliano in Puglia ed Giani in Toscana, contro gli sfidanti di centrodestra rispettivamente Fitto e Ceccardi.

Pareggio (tre a tre) tra centrodestra e centrosinistra

Nel dettaglio, a scrutinio praticamente terminato, in Toscana Eugenio Giani (centrosinistra) ha 8 punti di vantaggio (48,6%) sulla sfidante di centrodestra Susanna Ceccardi al 40,4%. In Veneto Luca Zaia vince a valanga, con il 76,8%, su Arturo Lorenzoni (centrosinistra) fermo al 15,7%.In Liguria Giovanni Toti (centrodestra) si impone con 56,1% su Ferruccio Sansa (centrosinistra e M5s) al 38,9%. Nelle Marche Francesco Acquaroli (centrodestra), con il 49,1% stacca Maurizio Mangialardi (centrosinistra) fermo al 37,2%. In Campania Vincenzo De Luca (centrosinistra), con il 69,6% stacca di oltre 50 punti Stefano Caldoro (centrodestra) al 17,9%. Con la 5s Valeria Ciarambino all’10%. In Puglia invece Michele Emiliano (centrosinistra) si conferma per il secondo mandato con il 46,9% contro Raffaele Fitto al 38,9%. Da registrare qui l’11% della candidata M5s Antonella Laricchia.

Referendum, Zingaretti soddisfatto: ora avanti riforme

Il leader del Pd Nicola Zingaretti è «soddisfatto» del risultato del referendum, perché con la vittoria del Sì «si apre una stagione di riforme e con gli alleati faremo di tutto perché vada avanti spedita». Quanto al risultato delle regionali, il Pd «è il primo partito politico italiano». Detto questo, aggiunge, non «cadiamo nel tranello del rimpasto sui nomi: incalzeremo il governo su come spendere bene i miliardi di euro» del Recovery Fund. E rilancia in materia di immigrazione: «Sui decreti Salvini c'è un accordo e ora vanno assolutamente modificati». «Grazie a Zingaretti che in mezzo a pressioni e pessimismi di ogni tipo ha tenuto il timone del partito nella direzione giusta, sia sul referendum che sulle regionali. Non era facile e ora che lui e il Pd sono più forti, governo e riforme costituzionali potranno andare avanti» è il commento su Twitter di Dario Franceschini, capo delegazione Pd al governo.

Referendum, Di Maio: esito storico, impossibile senza M5S

Canta vittoria per la vittoria del sì al referendum Luigi Di Maio. «Quello raggiunto oggi è un risultato storico. Torniamo ad avere un Parlamento normale, con 345 poltrone e privilegi in meno. È la politica che dà un segnale ai cittadini. Senza il MoVimento 5 Stelle tutto questo non sarebbe mai successo» scrive su Fb il ministro degli Esteri M5s, che parla di «punto di inizio non un punto di arrivo». E aggiunge: «Da oggi si riapre un percorso di rinnovamento e rinascita che ci vedrà uniti: in questa cornice il prossimo step dovrà essere l'approvazione di una legge elettorale proporzionale». E rilancia: «Voglio rivolgere un invito sia al fronte dei sì che al fronte del no: riduciamo anche gli stipendi dei parlamentari». Quanto alle ricadute politiche del referendum, per Di Maio «qualcuno voleva il No per colpire anche il governo, ma è stato un boomerang».


Regionali, Salvini; non chiedo elezioni anticipate

Il leader della Lega Matteo Salvini, che incassa la sconfitta di Susanna Ceccardi in Toscana e vede la lista di Luca Zaia (44,6%) prendere quasi il triplo dei voti della Lega (16,9%) in Veneto, cerca di vedere il bicchiere mezzo pieno. E dichiara: «Se i dati verranno confermati, da domani Lega e centrodestra saranno alla guida di 15 Regioni su 20!». E aggiunge: le elezioni anticipate «non le chiedevo ieri e non le chiedo oggi. Prima ci sono meglio è, ma non per le elezioni regionali e il referendum».

Meloni: ora ridare parola a italiani

Di diverso parere la leader di Fdi Giorgia Meloni per la quale, dopo la vittoria del sì al referendum, «è necessario dare all'Italia le ulteriori coraggiose riforme costituzionali di cui ha bisogno, e solo un Parlamento pienamente legittimato dal voto popolare può farlo. Non certo un Parlamento delegittimato dagli italiani nella sua composizione e anche nella sua numerosità. Per questo diventa necessario ridare al più presto la voce agli italiani affinché ogni forza politica possa presentare le proprie proposte di riforma».

Italia viva non brilla

Male Italia viva, con l’eccezione della Campania. Il partito dell’ex sindaco di Firenze Matteo Renzi in Toscana non va oltre il 4,5% (con una lista insieme a +Europa). Ottima performance in Campania con il 7,4%. Ma il risultato è deludente nelle altre regioni: 3,2% nelle Marche; 2,1% (con +Europa e Psi) in Liguria; 1,1 in Puglia (malgrado il candidato governatore Ivan Scalfarotto) e solo 0,6% in Veneto.


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