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Referendum Tav, pressing del Piemonte: costa 10 milioni, serve election day

di Andrea Gagliardi


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(ANSA)

2' di lettura

«Se il ministro Salvini non risponderà alla nostra lettera torneremo a breve alla carica. La consultazione popolare che abbiamo chiesto sulla Tav costerebbe oltre 10 milioni di euro. Per questo abbiamo chiesto al Viminale il via libera a un election day con le elezioni europee e le regionali del 26 maggio. Se dovessimo avere risposta negativa rinunceremmo alla consultazione. Ma ci aspettiamo una replica ufficiale giuridicamente circostanziata. E in tempi rapidi visto che il consiglio regionale decade a fine mese». È il punto di vista che filtra dalla Regione Piemonte a una settimana dalla lettera al ministro dell’Interno in cui si chiede «lo svolgimento della consultazione popolare nello stesso giorno delle imminenti consultazioni elettorali europee, regionali e amministrative» perché «permetterebbe di ottenere la necessaria garanzia di regolarità e nel contempo di conseguire un significativo risparmio economico».

La chiusura di Salvini e Conte
Salvini in passato ha aperto più volte alla consultazione popolare sulla Tav («Ai referendum siamo sempre e comunque favorevoli»). Ma una settimana fa ha chiuso all’ipotesi, dicendo tranchant che «il referendum non si può fare perché manca la legge della Regione Piemonte». Lo ha detto spalleggiato dal premier Giuseppe Conte («Non ci sono gli strumenti giuridici»).

Il referendum consultivo
Ma la consultazione che Chiamparino propone è disciplinata dall'articolo 86 dello statuto del Piemonte. In base a questa disposizione, «la Regione può deliberare la consultazione di particolari categorie o settori della popolazione su provvedimenti di loro interesse». Inoltre, «la consultazione può essere indetta anche per categorie di giovani non ancora elettori, purchè abbiano compiuto i sedici anni». Per indire questo tipo di referendum basta una deliberazione del Consiglio, da votare a maggioranza semplice, che ne propone il tema, i tempi e le modalità di svolgimento.

Il problema dei tempi stretti
Ulteriore problema però sono i tempi. In Piemonte si vota il 26 maggio. Il consiglio regionale scade a fine mese. E serve una delibera del consiglio, dopo il responso del Viminale della fattibilità dell'election day, per indire la consultazione. Di qui la necessità di una «rapida risposta» del ministero.

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