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Refinitiv, l’affare da 27 miliardi ora è “obsoleto”

L’ex chairman di LSE, il francese Xavier Rolet, evidenzia ora i rischi di una operazione seguita da vicino anche a Bruxelles

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(REUTERS)

L’ex chairman di LSE, il francese Xavier Rolet, evidenzia ora i rischi di una operazione seguita da vicino anche a Bruxelles


2' di lettura

Refinitiv è il provider di dati finanziari di proprietà del fondo americano Blackstone e della canadese Thomson Reuters. In febbraio, il London Stock Exchange Group aveva annunciato che sarebbe riuscita a completare l'acquisizione di Refinitiv entro l’anno: un affare da 27 miliardi di dollari. Sono solo quattro mesi fa, adesso sembra una vita fa. Quando LSE faceva questa dichiarazione a febbraio, Refinitiv registrava un fatturato annuo superiore alle attese, sostenuto da un balzo nell'attività di clearing.

Adesso l’ex capo di LSE, il francese Xavier Rolet, che ha guidato la Borsa di Londra per un decennio fino al 2017, sostiene che quella stessa acquisizione comporta dei rischi e che parte del business di Refinitiv è ora ”obsoleto”.

Cosa è successo? Sostiene Rolet che il nuovo proprietario di Refinitiv dovrebbe rivedere tutta la tecnologia del provider che è il frutto di “una serie di acquisizioni nel corso di diversi decenni. Questa tecnologia ha bisogno di essere completamente ripensata e rifatta di sana pianta”.

L’acquisizione di Refinitiv da parte di LSE dovrebbe essere chiuso completato nella seconda metà di quest'anno, aveva spiegato David Schwimmer, ex di Goldman Sachs che guida LSE nel 2018.

L 'operazione è stata sottoposta a un intenso esame preliminare a Bruxelles, scriveva a febbraio Financial Times, il rischio era che le autorità di regolamentazione avrebbero sottoposto il deal a un'indagine ben più approfondita del previsto.

L’affare Refinitiv ci interessa da vicino perché si è parlato di Borsa italiana come parte dell’affare. London Stock Exchange infatti è nato dalla fusione di Borsa di Londra e Borsa italiana. Secondo alcuni osservatori - ha scritto il Sole24Ore nel novembre 2019 - la cessione parziale o totale di Borsa italiana, che è valutata fino a 4 miliardi, potrebbe aiutare a finanziare l'operazione.

Adesso le parole dell’ex capo di LSE Rolet sembrano rimettere tutto in discussione o almeno gettano una luce nuova su quello che sembrava un grande affare ma che potrebbe nascondere delle trappole, scrive il Telegraph online che dà la notizia. “Se portano a termine l’operazione sono pronto a togliermi il cappello davanti a David e ai suoi manager. Potrebbe essere un capolavoro ma in egual modo potrebbe andare in un altro modo perché Thomson ha una precisa reputazione”. Rolet ora chairman della capital markets division di Shore capital, punta il dito soprattutto su alcune divisioni di Refinitiv come il foreign exchange che non cresce più. E definisce basato su un modello “obsoleto” in particolare il business Eikon di Refinitiv che fornisce computer usati dai trader della City. Da LSE non hanno voluto rilasciare alcun commento su queste dichiarazioni.

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