mephisto waltz

Refugium peccatorum


2' di lettura

Stavo meditando davanti a un magnifico poster del polacco Leszek Zebrowski – quelli sì che sono bravi nella grafica pubblicitaria – che rappresenta un mio confratello luciferino, protagonista ne “Il maestro e Margherita” di Michail Bulgakov, ove l’amore per Margherita Nikolaevna viene riscattato dal diavolo. (J. Hansen scripsit). Allargando l’orizzonte, mi sono chiesto: come mai le umane genti fanno la fila per andare all’opera, al cinema, a una mostra, a una fiera antiquaria? O a un bel concerto rock (non al jazz che è un po’ fuori moda) o perché stanno incollati alla tv per seguire un grande Slam con Federer oppure la partenza di un Gran Premio automobilistico (che poi è subito noia). Anziché stare in compagnia di un bel libro o scrutare il cielo stellato, quello stesso che già incantava il primo uomo sulla terra, e riconoscere stelle amiche che ritornano con precisione matematica al cambiamento di ogni stagione. Simplex est natura animantis … la natura umana riesce a rimanere molto semplice anche in quest’epoca di tecnologia esasperata. Per passione, per fede, per liberarsi dal tran-tran. Ma anche per scelta esperienziale, per poter dire c’ero anch’io.

Come in questo recente mutamento a livello globale intervenuto in ogni teatro lirico, in ogni festival, dove appaiono sempre più spettacoli riservati ai bambini. Mirabilia. Pura opera di apostolato per uscire da degrado e ignoranza. Tipo l’ospitare per un pugno di lenticchie una esposizione di elettrodomestici alla Scala o svendere il palcoscenico come fosse una rotonda sul mare, per banchetti, sfilate alla moda, festini sportivi. Scelte sacrileghe, che ci si augura cessino con l’arrivo da Vienna di Dominque Meyer, il nuovo sovrintendente garbato. Inquieta invece il ritorno nel Bel Paese di Stéphane Lissner, al vertice del San Carlo: il quarto di fila chiamato da Oltralpe a sanare (sanare?) i nostri teatri, i più indebitati del mondo. Il nostro peraltro nulla sa di musica, come si tocca con mano nella famosa intervista raccolta da Hedwige Chevrillon, ripresa da YouTube, dove batte il record assoluto di ignoranza. Evviva lo straniero, che acchiappa e non lascia traccia. Ahi serva Italia...(Dante, VI canto, Purgatorio) refugium peccatorum.

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