L’indagine

Regeni, Conte in commissione: pressing sull’Egitto per avere la verita

Il premier attende una «manifestazione forte e tangibile» di collaborazione dal Paese nordafricano. I risultati si ottengono «con l’intensificazione del dialogo»

Regeni, Conte: chiediamo a gran voce cooperazione giudiziaria

2' di lettura

Un segnale «concreto e forte» di collaborazione nella ricerca della verità giudiziaria sulla morte di Giulio Regeni. È quello che il governo italiano si aspetta dall’Egitto, a partire dall’incontro in videoconferenza che i pm italiani avranno l’1 luglio con i colleghi della procura generale del Cairo. Il premier Giuseppe Conte ribadisce l’impegno costante per assicurare alla giustizia i torturatori e assassini del ricercatore friulano. Risponde alla chiamata della commissione parlamentare d’inchiesta, in un’audizione convocata dopo la vendita di due fregate Fremm all’Egitto.

Attendiamo «manifestazione tangibile»

La prima occasione istituzionale per separare i piani e affermare che i rapporti commerciali non affievoliscono l'azione diplomatica e giudiziaria per arrivare, dopo oltre quattro anni, a quei passi avanti che finora sono mancati. «Abbiamo sollecitato i nostri interlocutori egiziani ad assicurare collaborazione più intensa» nelle indagini e il presidente al Sisi «anche nel colloquio di domenica scorsa ha sempre manifestato piena comprensione per le richieste italiane e disponibilità a collaborare per il perseguimento di un obiettivo riconosciuto essenziale per rilanciare le nostre relazioni. Attendiamo ancora una manifestazione tangibile di tale volontà».

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«Noi inflessibili sulla verità: speriamo di averla»

La vicenda Regeni «è rimasta e rimarrà sempre al centro dell’attenzione del governo italiano. Tutte le componenti e le diramazioni del governo sono tutte votate a questo obiettivo. Questa postura che il governo sta portando avanti sono convinto ci dia la speranza di poter giungere a verità: è un obiettivo verso il quale rimarremo inflessibili fino a quando non l’otterremo», ha aggiunto Conte. «Risultati» nella ricerca della verità si avranno «con l’intensificazione, non con l’interruzione del dialogo bilaterale». Poi il pensiero del premier è andato ai familiari del giovane: «Quando mi sono insediato la prima volta ho chiesto subito un incontro dei genitori di Regeni che poi ho incontrato una seconda volta, per acquisire elementi e informazioni di prima mano e per testimoniare una mia particolare sensibilità».

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