Di Maio: senza risposte conseguenze anche su Eni

Regeni, Moavero convoca l’ambasciatore egiziano: «Rispettate gli impegni»


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«Quello che fanno le aziende riguarda il libero mercato ma tutto risentirà di mancate risposte» sull’omicidio di Giulio Regeni da parte delle autorità egiziane entro la fine dell'anno: in mancanza di risposte «ne trarremo le conclusioni». Lo ha detto il ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, a margine di un evento al Mise ai cronisti che gli hanno chiesto delle conseguenze economiche delle tensioni con Il Cairo e in particolare di possibili contraccolpi in materia di petrolio e quindi per l’Eni. Intanto, il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi ha formalmente convocato alla Farnesina l’ambasciatore egiziano in Italia, Hisham Badr, per sollecitare le autorità de Il Cairo «ad agire rapidamente per rispettare l’impegno di fare piena giustizia sul barbaro omicidio di Regeni».

Già ieri il presidente della Camera, Roberto Fico, aveva annunciato la sospensione dei rapporti tra il Parlamento italiano e quello egiziano finchè non si accerterà la verità sul ricercatore ucciso. Un stop che «è stato approvato da tutti i gruppi politici all’unanimità», ha sottolineato Fico. In tutta risposta, il Parlamento egiziano in una nota «ha espresso il proprio rammarico per le dichiarazioni e l’atteggiamento ingiustificabile da parte del presidente» Fico.

Di Maio: ci aspettiamo risposte entro fine anno
«Io sono ancora legato all’impegno preso dal governo egiziano di darci risposte tra la fine di novembre e la fine dell’anno e noi ce le aspettiamo», ha aggiunto Di Maio. Quanto al possibile blocco dell'export di armi verso il Paese, il ministro ha ripetuto: «Si compromettono tutti i rapporti: se la strada che abbiamo provato non porta a dei segnali dall'Egitto, trarre le conclusioni non riguarda solo quell'argomento lì».

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Più in generale, Di Maio ha annunciato: «Finita la manovra ci metteremo al lavoro per far rispettare legge che già c’è e che ferma l'export di armi verso determinati paesi che non riteniamo sicuri. Lo dice già la legge italiana da tanti anni ed è un obiettivo nostro, di questo governo».

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