un anno dalla scomparsa

Regeni, in un video il colloquio con il capo degli ambulanti che lo ha denunciato

di Andrea Gagliardi

Video inedito: Regeni con il sindacalista che lo denunciò

3' di lettura

A due giorni dal primo anniversario della scomparsa (il 25 gennaio 2016) di Giulio Regeni, trovato morto il 3 febbraio lungo la strada tra Il Cairo e Alessandria, una tv egiziana ha trasmesso un video, chiaramente girato all’insaputa del ricercatore friulano, in cui si vede Regeni parlare con il presidente del sindacato dei venditori ambulanti egiziani, Mohamed Abdallah. Nel dialogo trasmesso dall’emittente “Sada El Balad”, l’uomo chiede denaro per curare la propria moglie malata di cancro: Regeni rifiuta di darlo ma prospetta la possibilità di finanziare la raccolta di «informazioni» sul sindacato e i suoi
«bisogni». Si tratta di immagini trasmesse degli investigatori egiziani a quelli italiani.

Video girato con microcamera della polizia
Il video è stato girato il 6 gennaio 2016, secondo quanto si apprende, con una
apparecchiatura in dotazione alla polizia del Cairo nascosta in un bottone della camicia di Abdallah. Per chi indaga in Italia sull'omicidio del ricercatore friulano ciò conferma del coinvolgimento della polizia nella realizzazione del video.
Secondo quanto accertato da inquirenti ed investigatori italiani il capo del sindacato degli ambulanti avrebbe denunciato Regeni alla polizia prima del 6
gennaio, dunque prima del colloquio videoripreso, e non il 7 gennaio come indicato in un primo momento dai magistrati egiziani ai colleghi romani, forse perché tratti in inganno dalla stessa polizia. Dopo la denuncia di Abdallah la polizia si sarebbe d'accordo col sindacalista per girare il video.

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Regeni: in video colloquio con capo ambulanti
Il video mostra il volto di Regeni, di cui si sente la voce parlare in buon arabo e rispondere a un uomo che parla egiziano e che evidentemente tiene un telefonino seminascosto. Il sindacalista, fra l’altro, dice «mia moglie ha il cancro e deve subire un’operazione e io devo cercare denaro, non importa dove». Regeni risponde: «Il denaro non è mio. Non posso usare soldi per nessun motivo perchè sono un accademico». Ad Abdallah che insiste, il ricercatore replica che soldi «arrivano attraverso la Gran Bretagna e il centro egiziano che lo dà agli ambulanti». «Bisogna cercare di avere idee e ottenere informazioni prima del mese di marzo», dice fra l’altro Regeni nel video di 3 minuti e 47 secondi. Alla domanda «che tipo di informazioni vuoi?», il ricercatore risponde: «qual è la cosa più importante per te per quanto riguarda il sindacato e quali sono i bisogni del sindacato». «Voglio idee a partire da tale questione, la più importante per noi, e si potranno sviluppare le idee», dice ancora Regeni.

Ok Egitto a esperti Italia per esaminare video
Dopo un anno ancora si cerca la verità su quanto accaduto al giovane ricercatore. Dall’Egitto ieri è arrivato il via libera della procura egiziana alla richiesta dei magistrati italiani di inviare propri esperti e quelli dell’unica azienda tedesca nel recupero dei dati delle telecamere di sorveglianza per analizzare quella relativa alla stazione della metropolitana nella zona di Dokki, dove Regeni transitò, prima di sparire il giorno dell’anniversario della caduta di Hosni Mubarak.

Lo ha riferito l’agenzia ufficiale Mena, aggiungendo che «in occasione dell’ultimo incontro a Roma, la delegazione della procura egiziana ha consegnato a quella italiana le copie dei documenti richiesti dall’Italia e un Cd contenente la conversazione tra Giulio Regeni e il rappresentante degli ambulanti», Mohamed Abdallah, registrata da quest’ultimo il 22 gennaio e consegnata alla polizia. Secondo l’agenzia Mena, però, proprio in base a quella registrazione, «i servizi di sicurezza egiziani decisero di smettere di seguire» il ricercatore, perché dalla conversazione «era emerso che la sua attività non minacciava la sicurezza nazionale egiziana».

La denuncia del capo degli ambulanti egiziani
A fine dicembre era stato lo stesso Abdallah a dichiarare all'Huffington Post di aver voluto denunciare Regeni: «Sì, l'ho denunciato e l'ho consegnato agli Interni e ogni buon egiziano, al mio posto, avrebbe fatto lo stesso». «Io e Giulio - aveva raccontato il capo del sindacato autonomo degli ambulanti - ci siamo incontrati in tutto sei volte. Era un ragazzo straniero che faceva domande strane e stava con gli ambulanti per le strade, interrogandoli su questioni che riguardano la sicurezza nazionale. L’ultima volta che l’ho sentito al telefono è stato il 22 gennaio, ho registrato la chiamata e l’ho spedita agli Interni».

Gli appelli per far luce sulla videnda
Intanto a pochi giorni dall’anniversario della scomparsa del giovane, si moltiplicano gli appelli a raggiungere la verità al più presto. «Ci fermeremo soltanto quando la troveremo, quella vera e non quella di comodo», ha assicurato recentemente il ministro degli Esteri, Angelino Alfano.

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