IL TEST DEL VOTO LOCALE

Emilia-Romagna: Bonaccini batte Borgonzoni 51,4% a 43,6%, Salvini sconfitto. In Calabria vince Santelli

In Emilia-Romagna la Lega non riesce nell’impresa: il candidato del centrosinistra Bonaccini batte Lucia Borgonzoni. In Calabria netta vittoria del centrodestra con Jole Santelli

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Stefano Bonaccini, presidente uscente e candidato del centrosinistra in Emilia-Romagna (Ansa)

In Emilia-Romagna la Lega non riesce nell’impresa: il candidato del centrosinistra Bonaccini batte Lucia Borgonzoni. In Calabria netta vittoria del centrodestra con Jole Santelli


4' di lettura

Il governatore uscente Stefano Bonaccini batte Lucia Borgonzoni nella corsa per la presidenza dell’Emilia-Romagna, una sfida che ha assunto significati politici nazionali. Le proiezioni Swg e le indicazioni fornite da Opinio, che hanno subito visto il candidato governatore del centrosinistra in netto vantaggio sulla leghista, sono state confermate dai risultati dello spoglio reale. A scrutinio concluso Bonaccini è al 51,4% e Borgonzoni al 43,6%. Terzo, a distanza siderale rispetto agli altri due, il pentastellato Simone Benini (3,5%). In Calabria invece la candidata del centrodestra Jole Santelli ha vinto con un ampio vantaggio: 55,4% contro il 30,1% del candidato indipendente di centrosinistra Filippo Callipo (sostenuto dal Pd). Mentre l’M5s Francesco Aiello si è fermato al 7,3%.

Elezioni regionali, in Calabria trionfa Jole Santelli

Boom affluenza in Emilia-Romagna
Il dato che emerge in maniera forte è quello dell’affluenza: dopo anni in cui è stata in caduta libera, in questa tornata elettorale è tornata a crescere in modo significativo. Alle ore 23 l'affluenza alle urne per le elezioni regionali in Emilia Romagna è stata del 67,67%, 30 punti in più rispetto al 37,76% della precedente consultazione di riferimento del 2014. L’affluenza in Calabria è stata del 44,32%: il dato è praticamente stabile rispetto al 44,16% della precedente consultazione di riferimento. Nel complesso quasi 5,5 milioni gli elettori che sono stati chiamati al voto: oltre 3,5 milioni in Emilia-Romagna; circa 1,8 milioni in Calabria.

LO SPOGLIO IN TEMPO REALE IN EMILIA-ROMAGNA

E.Romagna: da primi dati pesante effetto “voto disgiunto”
È stato pesante l’effetto del voto disgiunto alle regionali dell’Emilia-Romagna: Bonaccini ha preso circa il 3% in più delle liste a lui collegate, rosicchiando voti sia a Lucia Borgonzoni, sia al Movimento 5 Stelle. Sia Borgonzoni, sia Benini, sono infatti al di sotto dei voti presi dalle liste che li sostengono.

Pd di nuovo primo partito in Emilia Romagna
Il Pd in Emilia torna primo partito con il 34,7 per cento: un primato che gli era stato sottratto dalla Lega alle Europee e dai 5Stelle alle politiche del 2018. Segue la Lega con il 32%. E Fratelli d'Italia con l'8,6. La lista Bonaccini presidente ha il 5,7 per cento. I 5Stelle crollano al 4,7 per cento (avevano oltre il 27 per cento alle politiche). E Forza Italia si inabissa al 2,6%

E.Romagna, Bonaccini: sardine ci hanno ricordato la piazza
Il governatore dell’Emilia-Romagna ha espresso delle considerazioni sul voto. «Ci siamo dimenticati di stare in piazza - ha detto -, ce l’hanno detto anche le “sardine”, riempiendo le piazze e chiedendo una politica non solo fatta di volgarità e di un invito alla rabbia o al rancore, ma anche più civile e pacata». «L’arroganza - ha aggiunto - non paga mai. Soprattutto se caratterizzi la campagna elettorale nascondendo la candidata che sarebbe la mia avversaria, significa che hai deciso di giocare su altro terreno e noi abbiamo vinto anche su quel terreno».

Orlando: risultato modifica asse politico governo
La vittoria di Stefano Bonaccini in Emilia Romagna è destinata a cambiare i “pesi” all'interno della maggioranza. Perché consolida l'asse tra Giuseppe Conte e il Pd e fa emergere l'irrilevanza del M5S e della sua scelta di correre in solitaria. A farlo notare il vice segretario del Pd Andrea Orlando a
Circo Massimo su radio Capital, che commenta: «È giusto che oggi si usi questo risultato per modificare l'asse politico del governo su molte. Ad esempio il M5S, dopo questa severa sconfitta, dovrebbe rinunciare a un armamentario che non paga elettoralmente e che rende difficile l'attività di governo. Ad esempio, sulla questione della giustizia dovrebbe esserci una disponibilità al confronto superiore a quella che c'è stata finora».

Salvini:  il cambio è solo rinviato
«Qui abbiamo fatto opposizione con 9 consiglieri fino a ieri, adesso 13 o 14
consiglieri. E' un passaggio vuole dire che abbiamo fatto tanto e dobbiamo fare di più ci prepariamo a 5 anni di appassionata opposizione perché il cambio in Emilia Romagna è solo rimandato». Così il leader della Lega Matteo Salvini nella conferenza stampa dopo le regionali in Emilia-Romagna.

LA MAPPA DEL VOTO REGIONALE: 2014 E 2020
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Fonti Chigi: Conte lavora a agenda, avanti per rilancio
Il governo ora continua nella sua azione per il rilancio del Paese, hanno sottolineato fonti di Palazzo Chigi dopo il voto per le regionali. Il premier Giuseppe Conte, hanno spiegato le stesse fonti, è al lavoro sull’agenda di governo e attende i dati definitivi per ogni commento. Dalla presidenza del Consiglio è trapelata intanto soddisfazione anche per l’alta partecipazione democratica registrata in questa domenica di
voto.

E.Romagna, Benini (M5s): non siamo spariti noi ma Fi
«Possiamo dire di essere soddisfatti come M5s, constatiamo che chi è sparito dall’Emilia-Romagna non sono i cinque Stelle ma è Forza Italia, che forse non avrà nemmeno un seggio». Lo ha detto Simone Benini, candidato presidente per il M5s alle regionali dell’Emilia-Romagna, commentando i primi dati. «Per quanto riguarda Bonaccini invece, noi abbiamo parlato di temi in questa campagna e Bonaccini ha rilanciato i nostri temi, quindi va benissimo, più copiate i nostri programmi e meglio è».

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