al voto il 29 aprile

Regionali in Friuli, dal voto disgiunto alla preferenza singola: ecco come si vota

di A.Gagliardi e A. Marini

Flussi elettorali Molise: gli anziani scelgono il M5S


3' di lettura

Voto disgiunto, preferenza singola, croce solo sulla lista, solo sul nome del candidato presidente o su tutti e due. Il sistema di voto in Friuli Venezia Giulia, chiamato alle urne domenica prossima, ha caratteristiche che lo differenziano da quelle delle altre regioni. A partire da quelle del Molise di domenica scorsa. Garantisce all’elettore tre opzioni, ognuna con un effetto diverso.

Scheda unica per consiglio e presidente
Come in altre Regioni, tuttavia, la votazione per l’elezione del presidente della Regione e per l’elezione del Consiglio regionale avviene su un’unica scheda. La scheda riporta il nome, il cognome e il contrassegno dei candidati alla carica di Presidente, nonché i contrassegni delle liste (o la lista singola) che lo appoggiano affiancati dalla riga per esprimere il voto di preferenza.

Opzione voto solo al candidato presidente
Si può votare per il candidato presidente. In questo caso, il voto non si estende alle liste collegate (o alla lista singola collegata). Diverso il caso del Molise dove questo tipo di voto si estendeva anche a favore della lista o della coalizione che appoggia il candidato governatore. Diverso anche dal Rosatellum con cui si è votato nelle politiche, dove il voto dato solo al candidato nel collegio uninominale si estendeva anche alle liste, in proporzione ai voti da queste ottenuti.

Il voto a presidente e lista collegata
Si può votare per un candidato presidente e per una lista, tracciando un segno sul nome del candidato presidente e un segno sul simbolo della lista collegata (o una sola delle più liste collegate). In questo caso, l’elettore sceglie di premiare non solo il candidato governatore, ma anche una delle liste che lo appoggiano (una opzione che ha tanto più valore quando a sostenere un aspirante presidente della Regione ci siano più partiti).

Croce solo sulla lista e sì al voto disgiunto
Nel caso in cui l’elettore esprima un voto solo a favore di una lista, il voto si intende espresso anche a favore del candidato alla carica di Presidente della Regione con la stessa collegato. Ciascun elettore può esprimere un voto a favore di una lista e un voto a favore di un candidato alla carica di Presidente della Regione, anche non collegato alla lista votata. Un'opzione questa del cosiddetto voto disgiunto - non prevista nel sistema elettorale regionale del Molise dove si è appena votato - che viene usata anche nei sistemi elettorali di altre regione (ultime dove si è votato, in Lazio e Lombardia) e in quella per i comuni, per costringere i partiti a presentare candidati governatori di primo piano in grado i strappare voti anche agli schieramenti avversari.


Possibile solo una preferenza
Ciascun elettore può esprimere un voto di preferenza per un candidato alla carica di consigliere regionale compreso nella lista votata. In Molise (ma anche in Lazio e Lombardia) invece era possibile la doppia preferenza di genere. Il Friuli, quindi, non si è adeguata alle norme previste in altre regioni per favorire la presenza delle donne in consiglio, anche se un tentativo di modificare la legge elettorale in questo senso era stato tentato, ma senza successo.

L’attribuzione dei seggi
Il numero dei consiglieri da eleggere è pari a 49 a quali va aggiunto il Presidente della Regione. Risulta eletto il candidato che ha ottenuto il maggior numero di voti validi. Il territorio è suddiviso in 5 circoscrizioni elettorali: Udine, Trieste, Pordenone, Gorizia e Tolmezzo. Ognuna, in base alla popolazione, esprime un diverso numero di seggi .

Le tre soglie di sbarramento
Vengono ammesse alla ripartizione le liste che abbiano ottenuto almeno il 4% dei voti su base regionale, oppure che abbiano ottenuto almeno l'1,5% su base regionale e faccia parte di una coalizione con almeno il 15%. Infine, si può accedere alla ripartizione dei seggi se si è ottenuto il 20% in una circoscrizione.

Premio di maggioranza
Governabilità assicurata con un robusto il premio di maggioranza per la lista (o le liste) che appoggiano il candidato governatore vincente. È del 60% nel caso in cui quest’ultimo sia stato eletto con più del 45% dei voti, o almeno del 55% dei seggi, nel caso in cui il Presidente sia stato eletto con una percentuale di voti pari o inferiore al 45%.

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