ELECTION DAY

Regionali, verso voto il 20 settembre: Pd-M5S uniti solo in Liguria, tensione nel centrodestra

A parte alcune certezze come la ricandidatura dei governatori uscenti Zaia e Toti (centrodestra) e De Luca e Emiliano (centrosinistra), le alleanze tra Pd e M5s sul territorio sono per ora più un’eccezione che la regola, mentre il centrodestra fatica a trovare la quadra sul nome dei candidati in diverse regioni

di Andrea Gagliardi e Andrea Marini

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(/ AGF)

A parte alcune certezze come la ricandidatura dei governatori uscenti Zaia e Toti (centrodestra) e De Luca e Emiliano (centrosinistra), le alleanze tra Pd e M5s sul territorio sono per ora più un’eccezione che la regola, mentre il centrodestra fatica a trovare la quadra sul nome dei candidati in diverse regioni


4' di lettura

La data ormai sembra decisa. Il Governo intende fissare l’election day con regionali, comunali e referendum costituzionale domenica 20 e lunedì 21 settembre. In quei giorni saranno chiamati alle urne oltre 16 milioni di italiani per le elezioni in sette regioni (Puglia, Campania, Liguria, Veneto, Marche, Valle d'Aosta e Toscana). E in quelle date si voterà anche per il primo turno delle Comunali (oltre 1000 le amministrazioni coinvolte e 6,6 milioni gli elettori) e per il referendum confermativo sul taglio dei parlamentari.

Puzzle da comporre

A poco più di quattro mesi dal voto il puzzle di candidati e alleanze è però ancora da definire. A parte alcune certezze come la ricandidatura dei governatori uscenti Luca Zaia e Giovanni Toti (per il centrodestra) e Vincenzo De Luca e Michele Emiliano (centrosinistra), le alleanze tra Pd e M5s sul territorio sono per ora più un’eccezione che la regola, mentre il centrodestra fatica a confermare i candidati in diverse regioni.

Il fattore Covid sulle coalizioni

Il Pd a guida Zingaretti punta a un’alleanza organica con i Cinquestelle, anche nei territori. Ma il coronavirus ha complicato la strategia. Di fatto solo in Liguria ci si avvia a una intesa. Anche nel centrodestra gli scenari si sono modificati: la Lega, pur rimanendo nei sondaggi primo partito in Italia (e quindi nel centrodestra), attorno al 26%, sta perdendo consensi. Insidiata da Fratelli d’Italia, nelle ultime rilevazioni attorno al 15% (in pratica alla pari con il M5S). Nuovi equilibri che rischiano di far saltare le vecchie intese sulle candidature risalenti all’anno scorso.

In Campania strada spianata per De Luca

In Campania, prima dello scoppio dell’epidemia, il Pd era disposto a convergere con i Cinquestelle sul nome del ministro dell’Ambiente Sergio Costa (già indicato al governo dal M5S stesso). Con l’attuale governatore dem uscente Vincenzo De Luca pronto a fare un salto nella compagine del governo Conte. Ma De Luca, diventato una figura di primo piano nella lotta al coronavirus, ha acquistato popolarità e i dem hanno deciso di confermarlo. Con i Cinquestelle che vedono in pole la candidatura di bandiera di Valeria Ciarambino. Mentre nel centrodestra Berlusconi punta tutto sull’ex presidente della Regione Stefano Caldoro (in quota Forza Italia), sgradito però al leader della Lega Matteo Salvini, che vorrebbe un nome nuovo.

In Puglia guerra Lega-Fdi

Complicata la situazione in Puglia. Il governatore uscente dem Michele Emiliano ha riguadagnato consensi per la sua gestione del coronavirus in Regione, senza convincere però M5s e Italia viva (che ha deciso di presentare liste in tutte le regioni al voto) ad appoggiarlo. Tanto che i Cinquestelle puntano sulla consigliera Antonella Laricchia. Ma anche il centrodestra è diviso. Si ripete il copione. Il candidato, in base agli accordi di coalizione, in questo caso spetterebbe a Fratelli d’Italia che sostiene l’ex governatore Raffaele Fitto, osteggiato però da Salvini che punta a un governatore al Sud e insiste su Nuccio Altieri, ex fittiano di ferro, presidente di Invimit, società di gestione del risparmio del Mef.

Anche nelle Marche centrodestra diviso
Nelle Marche il Pd ha negato il bis al governatore uscente Luca Ceriscioli. E ha candidato il sindaco dem di Senigallia Maurizio Mangialardi, sostenuto anche da Italia Viva, Articolo 1, Azione di Calenda, Socialisti, Verdi, +Europa. Nonostante le aperture, i 5 Stelle correranno da soli. Anche qui si registrano tensioni nel centrodestra. Con la leader di Fdi Giorgia Meloni che indica il suo deputato marchigiano Francesco Acquaroli. E Salvini che non apprezza, preferendo un candidato civico come il sindaco di Jesi Massimo Bacci.

In Liguria accordo M5s-Pd

L’alleanza M5s-Pd pare destinata a decollare solo in Liguria. Nelle ultime ore sembra prendere quota il nome del giornalista del Fatto quotidiano Ferruccio Sansa. La volontà politica di chiudere l’accordo è forte: gli iscritti al M5S hanno votato su Rousseau il sì all’intesa con quasi il 60%. E uno dei big del Pd, il vicesegretario Andrea Orlando (di La Spezia), è tra i principali fautori dell’intesa. La strada per M5S e Pd è comunque in salita (Italia Viva è già pronta a correre da sola), vista la popolarità conquistata dal governatore uscente di centrodestra Giovanni Toti (ex Fi, su cui anche gli azzurri hanno dovuto frenare i malumori).

Zaia corre verso la riconferma

Ben poche le incognite Veneto: pare scontata la vittoria del centrodestra, dove il governatore leghista uscente Luca Zaia ha consolidato il suo consenso con la gestione della crisi del Covid-19. Per questo non sorprende che il Pd abbia deciso di tentare la sfida impossibile con Arturo Lorenzoni, vicesindaco “civico” di Padova. Mentre il M5s, con un proprio candidato, sembra destinato a giocare un ruolo da comprimario.

Toscana verso la riconferma come regione rossa

La Toscana si avvia a riconfermarsi roccaforte rossa, con l’ex presidente Pd del consiglio regionale Eugenio Giani, candidato del centrosinistra appoggiato anche dai renziani. Mentre il M5S correrà da solo. Eppure la Toscana era stata a lungo il sogno di Salvini, convito di poter centrare la vittoria storica dopo aver espugnato nelle comunali degli anni scorsi alcuni fortini rossi. Ma dopo la sconfitta della leghista Lucia Borgonzoni in Emilia Romagna il 26 gennaio, le speranze si riducono. E così la candidata leghista Susanna Ceccardi (europarlamentare ed ex sindaco di Cascina, sostenuta da tutto il centrodestra) sembra non bastare più a Salvini.

I rischi per Salvini
Nonostante la Lega sia nei sondaggi il primo partito d’Italia (e quindi del centrodestra), potrebbe finire questa tornata delle regionali sono con la riconferma di Zaia (che in prospettiva rischia di fare ombra allo stesso Salvini). Per questo il leader del Carroccio ha provato a rimettere in discussione le candidature, già decise, di Fi (Campania) e FdI (Puglia e Marche). Probabile che la quadra nel centrodestra si trovi con Fi e FdI pronti a ricompensare la Lega con la scelta dei candidati sindaci nelle principali città capoluogo al voto nelle amministrative, anche al Sud (vanno al rinnovo Agrigento, Andria, Aosta, Arezzo, Bolzano, Chieti, Crotone, Enna, Fermo, Lecco, Macerata, Mantova, Matera, Nuoro, Reggio Calabria, Trani, Trento e Venezia).

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