alle urne il 24 febbraio

Regionali, Sardegna al voto con la disoccupazione giovanile che sfiora il 50%

di Andrea Gagliardi e Andrea Marini


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2' di lettura

La Sardegna va alle elezioni regionali del 24 febbraio con un’economia caratterizzata da una crescita moderata, ancora troppo lenta per intaccare il gap con la media italiana. L’export, trainato dal polo della raffinazione del petrolio, è in crescita. Ma resta ancora bloccato all’1,2% del totale del Paese. A preoccupare è soprattutto il tasso di disoccupazione, che, seppur in calo rispetto al 2014, nel 2017 era ancora al 17% (11,4% la media dell’Italia). Il vero tallone d’Achille della regione è il tasso di disoccupazione giovanile: quasi un under 24 su due è in cerca di lavoro.

Disoccupazione sopra la media nazionale
Il tasso di disoccupazione in Sardegna è in calo (17% nel 2017 contro il 18,6% del 2014), ma resta nettamente al di sopra della media italiana (11,4%). In base ai dati del rapporto regionale di Bankitalia, la crescita dell’occupazione alle dipendenze nel 2018 è dipesa soprattutto dalla componente con contratti a termine, mentre ha continuato a flettere quella autonoma. A colpire è soprattutto il dato della disoccupazione giovanile, che si colloca al 46,8%: anche se è in calo rispetto al 50% del 2014, è ben 12 punti percentuali al di sopra del dato nazionale (34,7%).

Cresce il valore aggiunto per impresa, ma non basta
Secondo i dati di Infocamere, il valore aggiunto per impresa è cresciuto del 17,8% dal 2014 al 2017, sostanzialmente in linea con la media nazionale (+18,3%). Tuttavia la strada da percorrere per ridurre il gap è ancora lunga, visto che il dato in valore assoluto resta più di un terzo inferiore al resto del Paese. Stesso trend anche per l’export, cresciuto del 15,5% dal 2014 al 2017 (+12,6% la media nazionale). Tuttavia non è tutto oro quel che luccica, visto che la Sardegna ha una quota minima del totale nazionale delle vendite all’estero (1,2%). A trainare è soprattutto il polo della raffinazione petrolifera, responsabile dell’82% delle vendite all’estero. I prodotti delle industrie lattiero-casearie “Made in Sardinia“ sono calati di quasi il 25% in cinque anni.

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