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Regionali, in Sicilia presidenza a Renato Schifani

Rispettate le previsioni degli exit poll per l’ex presidente del Senato, candidato del centrodestra. L’ex sindaco di Messina De Luca ammette la sconfitta

di Nino Amadore

Aggiornato alle 8.25 del 27 settembre

(LaPresse)

3' di lettura

La svolta, possiamo dire, è arrivata nel pomeriggio di lunedì. E nemmeno tanto tardi. A un certo punto l’ex sindaco di Messina Cateno De Luca, considerato l’avversario più temibile dell’ex presidente del Senato Renato Schifani candidato del centrodestra alla presidenza della Regione siciliana, con un post su Facebook ha ammesso la sconfitta: «Io ho perso, ma non credo che i siciliani abbiano vinto». Una sorpresa in fondo, per tutti, visto che lo stesso De Luca aveva qualche ora prima contestato i dati degli exit poll definendoli «farlocchi». E invece quei dati, diffusi domenica sera dalla Rai e curati dal consorzio Opinio si sono rivelati azzeccati almeno nell’attribuzione della vittoria. 

Secondo gli ultimi dati l’ex presidente del Senato è saldamente in vantaggio: dopo 4.870 sezioni scrutinate su 5.298, Schifani ha il 41,8% dei voto, mentre De Luca è invece al 24,5%. Tra gli sconfitti anche la candidata del Pd, l’eurodeputata Caterina Chinnici, e il  candidato del Movimento Cinque Stelle Nuccio Di Paola. Irrilevante il peso di Gaetano Armao, ex vicepresidente della Regione che era stato candidato da Azione e Italia Viva.

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Micciché: «Finalmente un presidente palermitano»

Tanto comunque è bastato a far sentire i vertici del centrodestra siciliano con la vittoria in tasca. Primo tra tutti il commissario di Forza Italia Gianfranco Micciché, che è stato l'acerrimo avversario di una ricandidatura dell'uscente Nello Musumeci eletto invece al Senato con oltre 105mila voti. Micciché non ha dubbi: «Il voto disgiunto forse c’è stato al contrario. Abbiamo passato un mese di strazio, tra accuse di tutti i tipi, sospette e zizzanie, invece come vedete non esiste nessun voto disgiunto. Qualche voto disgiunto è assolutamente fisiologico e comunque Renato Schifani è già sopra il 40%, quindi abbiamo il presidente della Regione nuovo. Questo è sicuro. Sono contento che sia una persona palermitana e di Forza Italia. Per me, che rappresento Forza Italia da trent’anni e sono palermitano, è una grande soddisfazione. Sono veramente felice».

Schifani: «Questa è la vittoria di tutto il centrodestra»

E nella serata di lunedì è stato lo stesso Schifani a parlare da presidente della Regione con i giornalisti, tornando su alcuni punti peraltro dibattuti in campagna elettorale: dalle misure per contrastare le infiltrazioni mafiose nella spesa del Pnrr ai termovalorizzatori: «È una vittoria di tutto il centrodestra. Tutti avranno pari dignità, al di là dell’entità dei consensi che influiranno sulla composizione della giunta. Ma ribadisco che sarà il governo delle competenze – dice Schifani –. Ringrazio Berlusconi, Meloni, Salvini, Romano, Totò Cuffaro quando mi hanno dato la notizia della candidatura. Questa vittoria favorirà il popolo siciliano, perché ci sarà sinergia col governo nazionale. Se avessimo potuto votare anche la mattina del lunedì avremmo avuto probabilmente una presenza maggiore. Non c’è dubbio che viviamo un momento in cui certo elettorato è scoraggiato, ma non dimentichiamo che vengono da un periodo difficile come il Covid e il caro bollette, e lo scoramento della politica. Sta a noi politici dare delle risposte e assumere una credibilità».

«No a mediazioni al ribasso»

Schifani ha rivendicato le sue doti di mediatore, quelle che lo hanno portato a essere candidato presidente e a far ritrovare l’unità al centrodestra siciliano: «Io darò il massimo, lo farò confrontandomi, sono visto come un mediatore, ma mediare significa, a volte, farsi convincere dal proprio interlocutore – dice –. Ci attendono giornate complicate e difficili. Quello che chiedo ai siciliani è di avere un pizzico di pazienza. Ma una cosa è certa: non accetterò mediazioni al ribasso, non fa parte della mia storia».

Un comitato di magistrati per vigilare sul Pnrr

E poi ci sono le questioni aperte. Il Pnrr e il timore di infiltrazioni mafiose: «Istituirò una conferenza dei servizi affinché la mafia non si infiltri nel territorio. Istituirò un comitato ristrettissimo di ex magistrati o ex personaggi delle forze dell’ordine per verificare l’andamento del Pnrr» dice l’ex presidente del Senato. Il tema rifiuti e termovalorizzatori: «Nel mio programma avevo detto che la differenziata è apprezzabile ma non decolla. Le discariche sono stracolme, lo sappiamo, a partire da Bellolampo. È evidente che la soluzione non può che passare dalla realizzazione di due termovalorizzatori per dare ossigeno a due aree geografiche Palermo e Catania. Musumeci aveva avviato queste procedure. Se troverò le procedure avviate continuerò quel percorso» ha ribadito.

La reintroduzione delle Province

E poi la questione dell’assetto istituzionale siciliano a partire dalle province: «Le reintrodurremo, la riforma Delrio è fallita - dice – . Bisogna dirlo. Non ha dato risposte, proveremo con un Ddl a istituirle in maniera compiuta, poi deciderà l’Assemblea regionale siciliana».

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