al voto il 5 novembre

Regionali siciliane: le due incognite del voto

di Nino Amadore

2' di lettura

C’è una grande incognita che pesa sul voto per le regionali siciliane del 5 novembre. Anzi due. La prima si chiama voto disgiunto, ovvero la possibilità concessa dal sistema elettorale siciliano di votare il candidato per il Parlamento regionale (in altre parole il Consiglio regionale) ma di dare anche il voto al candidato presidente di un’altra lista o coalizione.

La seconda incognita, in qualche modo dipendente dalla prima, è quella che riguarda la possibile frammentazione o composizione incerta della futura Assemblea regionale: in parole povere c’è il rischio che il futuro governatore non abbia poi la maggioranza in Assemblea e che, addirittura, possa trovarsi davanti la balcanizzazione parlamentare con gruppi e gruppetti che vanno in ordine sparso.  Una questione, quella che riguarda la composizione, di non poco conto perché l’Assemblea, soprattutto se ostile al presidente della regione, ha la grande capacità di trasformarsi in una palude per qualsiasi provvedimento. Ne sa qualcosa Rosario Crocetta che con la palude si è, dipende dai punti di vista, scontrato.

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Che il voto disgiunto non sia solo un’ipotesi di scuola è ormai un dato consolidato negli ambienti politici siciliani. Del resto, in questo caso, vi è un testimonial d’eccezione: l’ex presidente della Regione siciliana Totò Cuffaro. L’ex governatore, che ormai, dopo aver scontato la pena per mafia, si dice fuori dalla politica ha nei giorni scorsi dichiarato: «Come più volte ribadito, non faccio politica né organizzo liste. Resto un uomo di centro che crede nei valori del popolarismo liberale e i miei tanti amici che ancora fanno politica prediligono come me questa parte del campo. Mi auguro che la Sicilia possa avere presto un governo all'altezza dei problemi che la attanagliano: speravo potesse essere guidato dal professore Lagalla e sostenuto dal mio amico di sempre Saverio Romano, ma cosi non è stato. Godranno comunque sempre del mio affetto, del mio sostegno e della mia amicizia».

Sia Cantiere Popolare di Saverio Romano che Idea Sicilia dell’ex rettore di Palermo Roberto Lagalla sono schierati a sostegno di Nello Musumeci che non ha mai avuto le simpatie di Cuffaro. Ora, se è pur vero che è molto complicato organizzare un voto disgiunto di massa, è anche vero che nelle varie province l’elettorato non fa mistero di voler utilizzare questo strumento messo a disposizione dalla legge elettorale isolana.

Non fanno mistero di volerne cogliere i frutti dalle parti del Movimento Cinque Stelle: i dirigenti sono consapevoli di essere più deboli sul piano delle liste e di non poter contare su big del voto come gli altri, ma nel giro di Sicilia avviato già in estate continuano a incassare apprezzamenti e dichiarazioni di simpatia per il candidato presidente Giancarlo Cancelleri. Ecco perché dalle parti dei Cinque Stelle l’idea che la conquista del governo della Regione passa dal voto disgiunto e dalla forza di Cancelleri che, dicono, raccoglie consensi anche da parte di chi non è disponibile a votare la lista del Movimento. Si vedrà.

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