al voto il 20-21 settembre

Regionali: venerdì e sabato la presentazione delle liste, ecco tutte le sfide

Sarà una sfida tra Pd e alleati di centrosinistra (ma senza i renziani di Italia Viva in Liguria, Veneto e Puglia) e il centrodestra unito. Pd-M5S alleati solo in Liguria

di Andrea Marini

M5s, voto su Rousseau per ok alleanze e no limite mandati

Sarà una sfida tra Pd e alleati di centrosinistra (ma senza i renziani di Italia Viva in Liguria, Veneto e Puglia) e il centrodestra unito. Pd-M5S alleati solo in Liguria


4' di lettura

Il via libera alle intese locali con il Pd votato dagli attivisti M5S su Rousseau non farà in tempo ad avere effetti sulle prossime elezioni regionali. Le liste andranno presentate entro venerdì 21 e sabato 22 agosto. L’unico accordo formalizzato, quello in Liguria, era già stato ufficializzato da giorni. Nelle altre Regioni al voto, vale a dire Veneto, Marche, Toscana, Puglia e Campania (si vota anche in Valle d’Aosta, ma qui il presidente non è eletto direttamente dai cittadini, ma solo successivamente dal consiglio regionale), sarà una sfida tra Pd e alleati di centrosinistra (ma senza i renziani di Italia Viva in Liguria, Veneto e Puglia) e il centrodestra che vede uniti Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia. Con il M5S destinato a giocare un ruolo marginale.

Centrosinistra: leadership di Zingaretti alla prova

A rischiare di più è il centrosinistra, che potrebbe dover cedere al centrodestra Marche e Puglia (e, nello scenario più infausto per i dem, anche la Campania). In caso di sconfitta 5-1 (mantenendo la sola roccaforte Toscana) o anche 4-2, la leadership di Nicola Zingaretti rischia di essere messa pesantemente in discussione. Da verificare il ruolo dei renziani di Italia Viva, che si sono presentati da soli nelle regioni in cui il centrosinistra ha meno possibilità di vincere (Liguria, Veneto e Puglia). Occhi puntati sulla Toscana, patria di Matteo Renzi, dove Iv punta a stare tra il 5 e il 10% risultando determinante per la vittoria del candidato di centrosinistra.

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Centrodestra: l’occasione di Fratelli d’Italia

Se si esclude la riconferma di Luca Zaia in Veneto, l’unico candidato governatore leghista in gioco è Susanna Ceccardi in Toscana. Una sfida improba per Matteo Salvini, che rischia una sconfitta sonora come quella della sua Lucia Borgonzoni in Emilia Romangna del 26 gennaio scorso. Ma Salvini si rifarà nelle amministrative del prossimo anno, avendo ottenuto dagli alleati la scelta dei candidati nelle principali città al voto. Per Fratelli d’Italia, invece, l’occasione per il salto di qualità è grande: i suoi due candidati governatori, Francesco Acquaroli nelle Marche e Raffaele Fitto in Puglia, potrebbero strappare le due Regioni al centrosinistra. In questo caso la leader di FdI Giorgia Meloni diventerebbe un serio concorrente di Salvini per la leadership del centrodestra. Più difficile appare la sfida di Stefano Caldoro, voluto da Forza Italia, in Campania.

Veneto: Zaia verso la vittoria boom

Il Veneto la riconferma del leghista Luca Zaia, appoggiato da tutto il centrodestra, non è in discussione. Da verificare è l’entità della vittoria, che spinta anche dalla popolarità guadagnata con la gestione dell’emergenza Covid, potrebbe arrivare tra il 70 e l’80%. Percentuali che potrebbero anche portare Zaia a contendere a Salvini la leadership del Carroccio. È indicativo che nel centrosinistra nessun big sia sceso in capo per sfidare Zaia, che dovrà vedersela con il civico ex vice sindaco di Padova Arturo Lorenzoni, che non sarà sostenuto da Italia Viva, che corre con la senatrice Daniela Sbrollini. La scelta di un candidato civico per il Pd non ha avuto alcun effetto sui 5 stelle, che correranno da soli con l’ex deputato Enrico Cappelletti (comunque con poche chance di incidere sulla contesa).

In Liguria Toti in vantaggio sull’intesa M5S-Pd

La Liguria, patria di Beppe Grillo (sponsor principale del governo giallorosso di Conte), è l’unica regione in cui è stata raggiunta l’intesa tra M5S e Pd, che hanno deciso di convergere sul giornalista Ferruccio Sansa. Una decisione che ha portato Italia Viva alla rottura: l'ex preside della facoltà di Ingegneria di Genova, Aristide Massardo, sarà il candidato dei renziani. Tuttavia sarà difficile spodestare il governatore uscente Giovanni Toti, appoggiato da tutto il centrodestra (anche da Fi, nonostante Toti, tra gli azzurri considerati più vicini al Carroccio, abbia lasciato il partito di Silvio Berlusconi per fondare il suo movimento “Cambiamo!”).

Nelle Marche possibile ribaltone

Regione da sempre amministrata dal centrosinistra, nelle Marche il Pd ha deciso di non riconfermare il governatore uscente Luca Ceriscioli. In nome di un cambiamento che aveva anche l’obiettivo di una alleanza locale con il M5S. Tuttavia, il candidato scelto, Maurizio Mangialardi, sindaco uscente di Senigallia e presidente dell'Anci regionale, non ha convinto i 5 stelle locali, che hanno puntato su Gian Mario Mercorelli, consigliere comunale a Tolentino. Mangialardi ha invece avuto l’appoggio di Italia Viva. Il centrodestra, sondaggi alla mano, ha ora la possibilità di strappare la Regione al centrosinistra, mettendo in campo il deputato di Fratelli d’Italia Francesco Acquaroli, sostenuto anche da Lega e FI.

Campania, De Luca vede la riconferma

Il Campania il Pd in un primo momento aveva pensato di non ricandidare il governatore uscente Vincenzo De Luca, per cui era già pronto un incarico di governo, con l’obiettivo di far convergere anche il M5S su un nome comune. Ma la popolarità guadagnata dal governatore-sceriffo (anche nel centrodestra) ha spinto il Pd a riconfermarlo (sostenuto anche da Italia Viva). Il M5S ha deciso di candidare Valeria Ciarambino, già capogruppo del Movimento 5 Stelle nel Consiglio regionale della Campania. Il centrodestra prova a sfidare De Luca con Stefano Caldoro, voluto fortemente dal leader di Forza Italia Silvio Berlusconi.

Toscana roccaforte del Pd

Il centrosinistra spera che in Toscana si replichi lo stesso risultato di gennaio in Emilia Romagna: un Matteo Salvini impegnato in prima persona a sostenere il suo candidato, sconfitto però alle urne. Il centrosinistra, che da sempre governa la Regione, ha affidato a Eugenio Giani il compito di raccogliere il testimone di Enrico Rossi. Già presidente del Consiglio regionale e vicino a Renzi, Giani ha ricompattato tutto il centrosinistra. Dovrà respingere gli attacchi della pupilla di Salvini, Susanna Ceccardi, già sindaco di Cascina e dall’anno scorso eurodeputata, sostenuta da tutto il centrodestra e che nelle ultime settimane ha visto il distacco da Giani ridursi. Il M5S candida invece la consigliera regionale uscente Irene Galletti.

Puglia, sfida in salita per la riconferma di Emiliano

Anche in Puglia in centrosinistra ha sperato fino all’ultimo di far convergere il M5S sul sostegno alla riconferma di Michele Emiliano (quest’ultimo è sempre stato nell’ala dialogante verso i pentastellati). Tuttavia, le forti opposizioni degli attivisti locali hanno portato i 5 stelle a scegliere come candidato governatore la capogruppo regionale Antonella Laricchia. Ma a insidiare Emiliano c’è anche la discesa in campo del sottosegretario agli Esteri Ivan Scalfarotto, supportato da Italia Viva. La riconferma di Emiliano è quindi fortemente a rischio, a vantaggio di Raffaele Fitto, ex governatore della Puglia e attuale eurodeputato di Fratelli d’Italia.

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