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Dalla vittoria di Zingaretti alla sconfitta di Salvini: chi ha vinto e chi ha perso le elezioni

Metà dei voti pentastellati in Toscana e in Puglia sono andati al candidato dem garantendogli la probabile vittoria

di Barbara Fiammeri

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Metà dei voti pentastellati in Toscana e in Puglia sono andati al candidato dem garantendogli la probabile vittoria


3' di lettura

Nicola Zingaretti lo ha ripetuto anche in queste ore: «Se ci fossimo alleati avremmo vinto quasi ovunque». Forse il segretario dem esagera. Ma è evidente che nella vittoria del centrosinistra in Toscana e in Puglia un ruolo decisivo lo hanno avuto quegli elettori pentastellati che hanno deciso di convergere sul candidato del Pd sconfessando la linea del vertice M5S che ha puntato sulla corsa in solitaria. Un risultato che rafforza il Governo e mette in difficoltà il centrodestra.

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I voti decisivi per la vittoria di Giani ed Emiliano

Sono i numeri a confermarlo. Alle ultime europee del maggio 2019 in Toscana il Pd aveva mantenuto il primato con il 33% (ancora non c’era stata la scissione renziana e la nascita di Italia viva) ma la coalizione di centrodestra era oltre il 42%, mentre il M5s aveva fatto registrare il 12,7. Ancora più evidente in Puglia. Lì i partiti del centrosinistra erano andati malissimo, sotto il 30%, mentre quelli del centrodestra erano al 45% e il M5s, pur avendo perso una valanga di voti, era rimasto il primo partito con il 26%. Ebbene, tanto in Toscana che in Puglia i candidati M5s hanno ottenuto la metà dei voti rispetto a un anno fa. Buona parte di questi voti sono stati decisivi per far vincere Eugenio Giani e Michele Emiliano.

Zingaretti rivendicherà con forza il risultato

È questo il dato politico che emerge dal voto. In che modo questo si rifletterà sull’Esecutivo e sui rapporti tra i soci di maggioranza è però un’altra storia. Certamente Zingaretti si farà sentire su temi come il Mes e i decreti Salvini sulla sicurezza. Alla vigilia del voto era ritenuto quello più a rischio, adesso il segretario del Pd rivendicherà con forza il risultato.

Di Maio e la leadership del movimento

Luigi Di Maio lo ha già capito. Pur enfatizzando il risultato del referendum ha espresso un giudizio critico sul suo partito per come ha deciso di presentarsi alle Regionali, ovvero di non fare l’alleanza con il Pd. E non basterà a confutarla ricordare che in Liguria, dove l’alleanza si è fatta, a prevalere è stato il centrodestra. Che le Regioni in bilico fossero Puglia, Toscana e Marche era noto. Ma soprattutto queste erano le Regioni governate dal loro alleato, il Pd. Una presa di posizione con cui Di Maio si presenterà ai prossimi Stati generali programmati da M5s e nei quali si deciderà la leadership del Movimento.

Conte dovrà fare i conti con l’alleato galvanizzato

Anche il premier tira un sospiro di sollievo. Se il Pd fosse crollato gli effetti sul Governo si sarebbe fatto sentire. Adesso però Giuseppe Conte dovrà fare i conti con un alleato galvanizzato, che già alla vigilia del voto chiedeva “un cambio di passo” : Recovery fund e Mes sono in cima alla lista ma dietro le quinte forse già si lavora per qualche new entry.

Meloni a metà

Conseguenze ci saranno anche nel centrodestra. Giorgia Meloni ha perduto la posta più importante: conquistare una delle principali regioni del centro sud ovvero la Puglia anche se in parte è stata compensata dalla vittoria di Acquaroli nelle Marche. Contrariamente a quanto raccontavano i sondaggi pre-voto non c'è stato nessun testa a testa in Puglia. Già dopo la seconda proiezione la distanza tra il Governatore uscente Michele Emiliano e quello fortemente voluto dalla presidente di Fdi, Raffaele Fitto, a rappresentare il centrodestra, era tale da rendere scontata la sconfitta. In compenso Meloni può rivendicare il successo del suo partito che non solo in Puglia ma anche in Campania si gioca il posto di primo partito della coalizione.

Salvini e il fuoco amico

Comunque andrà a finire la sfida interna al centrodestra sul primato nel Mezzogiorno appare evidente che il grande sconfitto di queste regionali sia Matteo Salvini e il suo progetto di sfondamento al Sud. Il leader della Lega adesso si deve guardare attentamente alle spalle. Luca Zaia lo ha surclassato. La lista del Governatore del Veneto è andata oltre 30 punti quella del suo stesso partito. Zaia ovviamente tace e si gode il risultato. Ma dopo la sconfitta in Emilia Romagna ora quella in Toscana mettono in forte dubbio il mito dell'invincibilità del Capitano.

Anche perché pur continuando a ripetere che questo non è un risultato a valenza nazionale, anche Salvini è consapevole che il voto di queste regionali favorisce il Governo. Adesso si apre dentro la Lega e tutto il centrodestra una pausa di riflessione. A Meloni verrà imputata la scelta del candidato in Puglia (stando ai primi dati Fitto avrebbe avuto meno voti della coalizione) ma per Salvini sarà ancora più duro perché a metterlo in discussione potrebbero essere i suoi stessi colleghi di partito.

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