Enti territoriali

Regioni, agli investimenti verdi 4,3 miliardi nei progetti bandiera

La ministra Gelmini: «Mezzo essenziale per condividere il Piano con i cittadini»

di Andrea Carli e Gianni Trovati

Osservatorio Pnrr: ecco i bandi in scadenza dei Comuni

2' di lettura

La Transizione ecologica batte in volata la ricerca nelle priorità dei “progetti bandiera” delle Regioni, che si dedicano anche a infrastrutture , sanità e digitale. L’agenda delle priorità è disegnata dal valore di questi progetti, che emergono nel censimento del ministero per gli Affari regionali: le scelte regionali sulle misure caratterizzanti come previsto dal Dl 152/2021 si concentrano sulla transizione verde per 4,3 miliardi, seguiti a ruota dai 4,1 miliardi collegati agli interventi riferibili al ministero dell’Università e ricerca. Più ridotte le dimensioni degli interventi che completano questo quadro, dal valore complessivo vicino ai 9 miliardi:  tre Regioni hanno scelto di puntare sulla transizione digitale, per interventi che valgono nel complesso circa 457 milioni, mentre sono due le amministrazioni che hanno puntato sul ministero della Salute scegliendo progetti per 335 milioni in tutto.

L’informativa della ministra Gelmini in Cdm

Il censimento è ancora in corso. Ma giovedì 31 marzo la ministra per gli Affari regionali Mariastella Gelmini ha offerto una prima informativa ai colleghi riuniti nel consiglio dei ministri. «Le scelte delle Regioni - ha commentato - dimostrano la piena condivisione degli obiettivi e delle missioni del Pnrr. La collaborazione con gli enti territoriali è fondamentale realizzare gli investimenti e per accrescere la condivisione del Piano con i cittadini».

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L’obiettivo dei “Progetti bandiera”

L’idea dei progetti bandiera nasce proprio per incentivare questo protagonismo territoriale nel Pnrr. A ogni Regione è stato chiesto dal Dipartimento per gli Affari Regionali di individuare progetti di particolare rilevanza strategica per il proprio territorio. La fase due dell’attuazione dei 21 progetti, uno per ogni Regione o Provincia autonoma, si svilupperà con un Protocollo dello stesso ministero degli Affari regionali con i ministri titolari di missioni, componenti e interventi del Pnrr. A questo Protocollo seguiranno accordi bilaterali, alcuni già in via di formalizzazione: il primo già sottoscritto è quello con il ministro della Salute Speranza; a breve seguirà quello con il responsabile del Mite Cingolani.

Le proposte sulla transizione ecologica

Le proposte indirizzate al ministero della Transizione ecologica vanno dal contrasto alla dispersione della rete idrica e alla depurazione delle acque (Abruzzo, Calabria e Molise) alla gestione del rischio di alluvione e per la riduzione del rischio idrogeologico (è il caso della Toscana). Ben cinque Regioni (Basilicata, Friuli-Venezia Giulia, Piemonte, Puglia e Umbria) guardano alle risorse del Pnrr per creare tecnologie e soluzioni per la produzione e lo stoccaggio dell’idrogeno. E se la Campania propone “Azioni integrate per il monitoraggio ambientale”, la Sicilia gioca la carta della transizione energetica e della decarbonizzazione.

Tra i progetti di competenza del ministero dell’Università e della ricerca, c’è quello della Sardegna: un consorzio scientifico europeo per la realizzazione di un osservatorio di onde gravitazionali di terza generazione. Anche questo è Pnrr.

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