IL NUOVO GOVERNO

Regno Unito, Johnson: Brexit al 31 gennaio e sistema di immigrazione a punti

Un divorzio dalla Ue entro gennaio 2020 e un sistema di immigrazione «all’australiana» per controllare gli ingressi. Sono i punti salienti del tradizionale discorso della Regina, un testo preparato dal governo e letto dalla sovrana per inaugurare la sessione parlamentare

di Nicol Degli Innocenti

Gb, Johnson accelera su Brexit, ma Ue: possibili proroghe

Un divorzio dalla Ue entro gennaio 2020 e un sistema di immigrazione «all’australiana» per controllare gli ingressi. Sono i punti salienti del tradizionale discorso della Regina, un testo preparato dal governo e letto dalla sovrana per inaugurare la sessione parlamentare


2' di lettura

Una Regina senza corona, senza diamanti e senza carrozza trainata da cavalli. Elisabetta II, in cappotto e cappellino verde acqua, è arrivata in auto a Westminster per inaugurare la sessione parlamentare e presentare il programma di Governo per la seconda volta in due mesi con meno fanfara e cerimonia.

La monarca ha tenuto il tradizionale «discorso della Regina», un testo scritto dal governo e letto dalla sovrana al Parlamento, considerato come una bussola sulle strategie del nuovo esecutivo. Quello di quest’anno ha puntato come previsto su due temi principali: Brexit e Sanità. Il Governo intende uscire dall'Unione Europea entro il 31 gennaio 2020 come previsto e concludere il periodo di transizione il 31 dicembre, escludendo per legge un rinvio.

«Il nostro primo compito è concludere Brexit -, ha detto Johnson -. Libereremo il Paese dalla morsa dell'indecisione, riportando la fiducia ai cittadini e alle imprese. Eviteremo la trappola di altri rinvii e ritardi, eliminando la possibilità di una proroga del periodo di transizione oltre il 2020».

Il discorso «più radicale» da decenni
L'accordo di recesso concordato con la Ue verrà ripresentato in Parlamento già domani per assicurare un'approvazione definitiva entro gennaio. Johnson ha definito il discorso della Regina di oggi «il più radicale da decenni», che impegna il Governo a invertire la rotta dopo un decennio di austerità e aumentare la spesa pubblica, soprattutto per la Sanità e le scuole. Per la prima volta nella storia britannica il Governo dovrà per legge aumentare i finanziamenti al Servizio sanitario nazionale (Nhs), da tempo in crisi, con un incremento del 3,4% all'anno, pari a 33,9 miliardi di sterline, entro il 2023.

Johnson promette anche investimenti nelle scuole e in progetti infrastrutturali soprattutto al Nord per «ripagare la fiducia» degli elettori delle zone economicamente più depresse del Paese, storicamente roccaforti laburiste, che la settimana scorsa avevano votato Tory per la prima volta da decenni. «Voglio trasformare e migliorare il nostro Paese» ha detto il premier. Dalla lista di intenzioni letta oggi dalla Regina a Westminster emerge anche l'ambizione del Governo di “rivedere in modo radicale il nostro ruolo nel mondo”. Verranno riesaminate e riviste la politica estera, della difesa e della sicurezza.

Al via il sistema di immigrazione «all’australiana»
Il primo gennaio 2021 entrerà in vigore un nuovo sistema di immigrazione «a punti», ispirato all'esperienza australiana, che concederà permessi di lavoro solo a persone con abilità e qualifiche giudicate necessarie all'economia britannica. La libera circolazione cesserà, i cittadini europei perderanno ogni privilegio e avranno un trattamento identico a quello dei cittadini di ogni altro Paese al mondo.

Sul fronte interno il partito conservatore promette condanne più severe per i criminali, la fine del «rilascio facile» di carcerati e una riforma del sistema giudiziario per renderlo «più efficiente». Il discorso della Regina deve essere approvato dal Parlamento ma si tratta di una mera formalità, data la maggioranza schiacciante di 80 seggi che i conservatori hanno conquistato alle elezioni della settimana scorsa.

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