Dopo Brexit

Regno Unito, permesso di residenza post-Brexit: decine di migliaia di italiani mancano all’appello

Il sistema di registrazione è stato un successo: accettate 4,98 milioni di richieste su 5,3 milioni di domande. Tra i cittadini europei oltre 472mila italiani hanno ottenuto il permesso

di Nicol Degli Innocenti

3' di lettura

La scadenza incombe e decine di migliaia di italiani mancano all'appello. Entro il 30 giugno i cittadini europei che vivono in Gran Bretagna devono ottenere il diritto di residenza per poter restare nel Paese dopo Brexit.

Accolte quasi 5 milioni di domande

Il sistema di registrazione è stato un successo: secondo gli ultimi dati dell'Home Office aggiornati al 15 aprile 4,98 milioni di richieste sono state accettate sui 5,3 milioni di richieste ricevute. Tra le domande andate a buon fine il 53% dei richiedenti ha ottenuto il “settled status”, che è il diritto di residenza permanente che permette di continuare a vivere, studiare o lavorare nel Regno Unito. Il 44% ha ottenuto il “pre-settled status”, che concede il diritto di residenza temporaneo a chi ha vissuto in Gran Bretagna per meno di 5 anni.

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Italiani numerosi ma alcune migliaia mancano all’appello

Tra i cittadini europei gli italiani si sono fatti avanti numerosi: oltre 472mila hanno ottenuto il permesso di residenza, un numero superato solo da polacchi e rumeni. La buona notizia è che il 98% dei nostri connazionali in Gran Bretagna ha effettuato la registrazione. La brutta notizia è che qualche decina di migliaia manca ancora all'appello e ora ha solo poche settimane per mettersi in regola. Per questo il Consolato Generale d'Italia a Londra e Comites, il Comitato degli italiani all'estero, oggi hanno lanciato l'allarme avviando una campagna di informazione e mobilitazione mirata soprattutto ai cittadini sopra i 65 anni.

Da sinistra Pietro Molle presidente Comites Londra e Marco Villani Console generale a Londra

“Caccia” ai ritardatari

Secondo l'Home Office infatti solo il 2% di chi ha presentato domanda rientra in questa fascia d'età, quindi circa 111mila persone. Un numero troppo basso per non pensare che molti aventi diritto non abbiano fatto richiesta. I motivi possono essere diversi: la mancanza di informazioni, la convinzione errata di essere già in regola (magari perchè sposati a un/a cittadino/a britannico/a), la scarsa familiarità con internet. La domanda al Settlement Scheme infatti va fatta online ed è semplice se si ha un passaporto biometrico e uno smartphone.

Anziani categoria a rischio

La situazione è stata aggravata dalla pandemia, dato che i centri che erano stati allestiti in vari comuni per aiutare le persone senza accesso a internet sono stati chiusi. Il rischio è che a fine giugno, al termine dell'ultimo giorno utile per presentare domanda, decine di migliaia di persone anziane si ritrovino in una posizione non regolare agli occhi del Governo britannico, anche se vivono qui da molto tempo. È il caso di moltissimi italiani emigrati nel Regno Unito decenni fa, che in passato avevano ottenuto l'“indefinite leave to remain”, il certificato di residenza che allora era una garanzia ma che, post Brexit, non è valido ai fini del diritto alla permanenza.

Regole cambiate dopo Brexit

Non tutti sanno che le regole sono cambiate dopo l'uscita della Gran Bretagna dall'Unione Europea. Decenni di vita e lavoro nel Paese non contano nulla se non si ottiene il “settled status”. Anche il matrimonio è irrilevante ai fini del diritto alla residenza se si è rimasti cittadini italiani. Secondo i dati del Consolato Generale d'Italia a Londra, sono più di 41mila gli over 65 italiani iscritti all'AIRE che non si sono ancora registrati.

A tutti è stata spedita una lettera per chiedere loro di chiarire la loro posizione verso l'Home Office facendo domanda per ottenere il Settlement Status. In aggiunta alle lettere ora è stata avviata una campagna di informazione sul web e sui social media con infografiche dedicate. L'obiettivo è sensibilizzare i loro familiari con più consuetudine con la tecnologia a invitare i loro parenti più anziani a presentare domanda.

Il 21 aprile riapre lo sportello Settled Status

Inoltre da mercoledì 21 aprile verrà riaperto dopo una pausa dovuta alla pandemia lo sportello “Settled Status” presso la sede del Consolato Generale di Londra: uno strumento che permette ai connazionali che hanno meno familiarità con il digitale di registrarsi gratuitamente alla procedura introdotta dalle autorità britanniche in materia di immigrazione.

«Gli italiani hanno risposto molto positivamente all'invito del governo britannico a registrarsi al Settlement Scheme, ma non dobbiamo lasciare indietro nessuno -, ha detto Marco Villani, Console Generale a Londra -. Per questo insieme al Comites, abbiamo lanciato una serie di iniziative per sensibilizzare la popolazione più anziana. La scadenza è dietro l'angolo e queste ultime settimane sono fondamentali per non rischiare che molti connazionali si trovino in una situazione di irregolarità».

L’importanza di registrarsi

Essere irregolari vuol dire perdere il diritto all'assistenza sanitaria gratuita e a molti altri diritti e in teoria potrebbe portare alla deportazione. L'ufficio del primo ministro ha detto che non ci saranno «deportazioni automatiche» ma non ha dato informazioni ulteriori. Secondo Pietro Molle, presidente del Comites Londra, «è importante registrarsi al Settlement Scheme perchè dobbiamo poter dimostrare a tutte le autorità del Paese che abbiamo il diritto a vivere qui».

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