Famiglie e studenti

Regole ad hoc per l’istruzione parentale e domiciliare

di Laura Virli

3' di lettura

Quale iter seguire nel caso di alunni adottati o in fase di preadozione? Per rispondere al quesito vengono in aiuto le linee di indirizzo, pubblicate dall’Istruzione a dicembre 2014, per favorire il diritto allo studio degli alunni adottati, integrate da circolari (cm 251/14) e faq successive.

Il minore può arrivare in famiglia in ogni momento dell’anno scolastico, ma è sempre possibile l’iscrizione cartacea anche dopo la chiusura delle procedure online, presentando la domanda di iscrizione direttamente alla scuola prescelta. Le linee guida suggeriscono alle scuole di inserire un alunno adottato internazionalmente nel gruppo classe non prima di dodici settimane dal suo arrivo in Italia, per quanto riguarda la fascia d’età di scuola del primo ciclo, periodo che si riduce a massimo sei settimane nel caso del secondo ciclo. Per i bambini arrivati in Italia in età scolare rimane possibile l’iscrizione fino ad una classe inferiore rispetto all’età anagrafica al fine di favorire il benessere del minore in un momento cruciale e delicato nel quale sono prioritariamente impegnati a costruire ed intessere legami profondi con i propri genitori e familiari.

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Istruzione parentale

I genitori che intendono provvedere direttamente all’educazione dei figli, avvalendosi dell’istruzione parentale, devono comunicarlo preventivamente, anno per anno, a una scuola del territorio di residenza, dichiarando di possederne le competenze tecniche e i mezzi materiali. Il dirigente scolastico, oltre al dovere di accertarne la fondatezza, deve comunicare loro che, entro il 30 giugno di ogni anno, l’alunno deve sostenere un esame di idoneità per il passaggio alla classe successiva. Questo, fino all’assolvimento dell’obbligo di istruzione. Le domande per l’esame di idoneità devono pervenire alle istituzioni scolastiche entro il 30 aprile di ogni anno. La scuola che riceve la domanda di istruzione parentale, ma anche il sindaco, sono tenuti a vigilare.

Scuola in ospedale

Agli studenti che, per motivi di salute, sono ricoverati in ospedale o devono rimanere a casa per un periodo piuttosto lungo, viene data la possibilità di continuare a studiare, rimanendo in contatto con insegnati e compagni. La scuola in ospedale e l’istruzione domiciliare sono la risposta del sistema scolastico a questo bisogno. La famiglia non deve fare nulla, sono i docenti a prendere in carico il minore, nel rispetto delle priorità terapeutico-assistenziali.

La scuola in ospedale è una struttura con una sua precisa identità, diffusa e nei principali ospedali e reparti pediatrici del territorio nazionale, dove vengono create delle vere e proprie classi, sezioni distaccate di scuole statali di tutti gli ordini e gradi di scuola con docenti e personale proprio.

La scuola in ospedale consente la continuità degli studi e garantisce ai piccoli pazienti ricoverati il diritto di conoscere e apprendere in ospedale, nonostante la malattia. Viene, quindi, assicurato agli alunni ricoverati un sostegno didattico così da evitare le difficoltà tipiche del rientro nella classe di provenienza e di prevenire eventuali situazioni di abbandono.

Istruzione domiciliare

L’istruzione domiciliare (degenza casalinga) è, invece, erogata nei confronti di alunni che, a causa di gravi patologie certificate, sono sottoposti a terapie domiciliari che impediscono la frequenza regolare della scuola per un periodo non inferiore ai 30 giorni (anche non continuativi). L’avvio dell’attività avviene su richiesta della famiglia e dopo delibera del consiglio di classe che elabora un progetto formativo personalizzato, indicando anche il numero dei docenti coinvolti.

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