Competitività

Regole armonizzate e procedure online per le dogane mondiali

Le imprese riunite nel B20 chiedono agli Stati semplificazioni e definizioni uniformi per le merci e benefici per gli operatori «affidabili»

di Marco Felisati * e Benedetto Santacroce

Minenna (Agenzia delle dogane): "Il contrabbando e' una minaccia per utenti e produttori"

4' di lettura

Misure concrete per facilitare gli scambi internazionali di beni e servizi, con un focus particolare sulle regole doganali, che devono avere lo scopo di incentivare in sicurezza e con effettive certezze il commercio transfrontaliero. Sono quelle che il B20 (l’engagement group ufficiale del G20 riservato alle imprese ed alle loro organizzazioni di rappresentanza) chiede ai governi e alle principali istituzioni e organizzazioni internazionali. Sotto questo profilo le misure hanno lo scopo di portare nelle dogane del mondo regole armonizzate, facilitazione nelle procedure di sdoganamento e digitalizzazione dei processi accessibili e attivabili in remoto dalle imprese.

Il quadro di partenza

La governance e la regolamentazione internazionali del commercio e degli investimenti hanno costituito l’oggetto delle raccomandazioni del B20 sin dalla sua istituzione nel 2011. In questo decennio, ogni presidenza di turno ha invitato il G20 ad affrontare sfide come il protezionismo, la riforma dell’Organizzazione mondiale del commercio (in inglese Wto), l’inclusione delle Pmi nel commercio internazionale, la relazione fra commercio e ambiente.
La centralità della presidenza italiana del G20 in una congiuntura così complessa e la determinazione di Confindustria a lasciare un segno tangibile del proprio contributo imponevano di innalzare il livello generale di ambizione del B20 e rendere le sue proposte più concrete. Per raggiungere questi 2 obiettivi, oltre a superare alcune divergenze fra sistemi industriali e modelli di sviluppo, occorreva aggiungere al binomio governance-regolamentazione la dimensione dell’impresa, estendendo il campo a soluzioni tecnico-operative vitali per l’accesso ai mercati internazionali, la sicurezza, la sostenibilità, la conformità e la concorrenza.
Le richieste formulate a governi e organizzazioni internazionali spaziano dalla rimozione delle restrizioni agli scambi, soprattutto su vaccini e beni essenziali, alla rigenerazione del sistema commerciale multilaterale, dalla mobilità delle persone alla capacità degli investimenti esteri di promuovere più elevati standard di sostenibilità sociale e ambientali, dalla resilienza delle catene globali del valore alla finanza per l’export.

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Le misure doganali

La scelta più innovativa del B20 2021 presieduto da Emma Marcegaglia per Confindustria è consistita nell’affrontare per la prima volta le criticità dei processi doganali su scala globale per ridurre gli oneri a carico di imprese e amministrazioni. Semplificare e digitalizzare le attività transfrontaliere, migliorare il sistema armonizzato della nomenclatura internazionale, rendere più chiare le regole per l’origine dei prodotti, assicurare il mutuo riconoscimento di figure chiave come gli Aeo (operatori economici autorizzati), accrescere la trasparenza e l’interoperabilità tra i sistemi, consentire la standardizzazione e la condivisione dei dati in ambienti digitali più sicuri e meno.

Le richieste delle imprese

Andando nel dettaglio delle misure proposte il B20 chiede:
- l’attuazione del Trade Facilitation Agreement, accordo doganale, già ratificato, in seno al Wto da 115 Paesi tra cui l’Unione europea, che si propone di rendere più veloce il transito, aumentare la trasparenza e semplificazione delle procedure di sdoganamento e la standardizzazione dei documenti richiesti agli operatori;

- l’allineamento di tutti i Paesi aderenti al Wto nell’interpretazione della classificazione delle merci e quindi della nomenclatura combinata per rendere certe le conseguenze tributarie ed extra tributarie delle operazioni di importazione ed esportazione;

- l’armonizzazione delle regole di dettaglio di conferimento dell’origine dei prodotti, specialmente sul piano non preferenziale con effetti positivi sul made-in dei prodotti commercializzati. Questo è un obiettivo particolarmente sentito dalle imprese italiane. La mancanza di regole uniformi a livello di singolo Paese crea un forte ostacolo all’export soprattutto in determinati mercati;

- il mutuo riconoscimento dello status di Aeo, che consentirebbe alle imprese di essere indentificati quali partner affidabili delle dogane. A questo riconoscimento deve, però, corrispondere un alto livello di benefici concreti che agevolino il movimento dei beni tra le diverse giurisdizioni;

- la digitalizzazione delle attività transfrontaliere con abbandono totale del supporto cartaceo in tutte le procedure. In effetti, l’utilizzo della carta nelle procedure di sdoganamento genera distorsioni sul mercato e concrete difficoltà alle aziende. Si pensi, ad esempio, alla farraginosa procedura collegata alla certificazione dell’origine preferenziale, procedura per la quale l’amministrazione doganale nazionale si sta battendo, a livello internazionale, per renderla definitivamente paperless.

I 3 punti chiave

1 - «Aeo» con mutuo riconoscimento
L’affidabilità doganale delle imprese passa dal rilascio da parte delle autorità dello status di operatore economico autorizzato (Aeo), che dà benefici nello sdoganamento delle merci. La sua utilità (divenuta centrale, ad esempio, all’interno del codice doganale unionale) andrebbe incrementata tramite l’estensione a tutte le giurisdizioni del mutuo riconoscimento, oggi limitato a specifici partenariati. Il mutuo riconoscimento, anche a seguito dell’approvazione a giugno del 2021 da parte del Wco della Aeo Mutual Recognition Strategy Guide (MRA) può divenire universale

2 - Classificazione delle merci
Il sistema armonizzato della classificazione delle merci (Harmonized system) è ampiamente accettato a livello di commercio internazionale e di singole dogane quale tariffa a 6 digit. Non tutti i Paesi del Wto hanno però adottato l’attuale versione della nomenclatura doganale/commerciale e, cosa più grave, ci sono interpretazioni difformi, che generano incertezza per l’applicazione delle regole tributarie ed extratributarie.
Il G20 dovrebbe promuovere l’implementazione della versione 2017 da parte
di tutti i Paesi e l’adozione della nuova HS2022

3 - Regole d’origine per settori
L’armonizzazione delle procedure doganali di conferimento dell’origine (e, in particolare, dell’origine non preferenziale) è di grande rilievo. Per armonizzare le regole speciali destinate a singoli beni sarebbe necessario lavorare per settori, lasciando al Wto la fissazione dei princìpi. L’invito del B20 al G20 è di sostenere il Wco nell’implementazione delle regole specifiche proposte in materia di origine preferenziale dall’Unctad e nell’aggiornamento delle regole d’origine sulla base della revisione della Convenzione di Kyoto (Revised Kyoto Convention)

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