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Regole mature, ora migliora la user experience

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(Looker_Studio - stock.adobe.com)


3' di lettura

Un quadro di regole ormai assestato, grazie agli interventi comunitari. E un mercato maturo, con numeri in crescita continua negli ultimi anni, che ha trovato nella sottoscrizione da remoto lo strumento più comodo e sicuro da utilizzare. Parlando con gli uffici dell’agenzia per l’Italia digitale (Agid), la situazione della firma digitale appare questa.

Di fronte a un meccanismo stabilizzato, allora, il lavoro dei prossimi mesi e dei prossimi anni punterà soprattutto in una direzione: migliorare la semplicità di utilizzo dello strumento per gli utenti, per limare dettagli che possono consentire alla firma digitale di avere una diffusione ancora più ampia.

«La firma digitale - spiegano dall’Agid - è normata da regole europee. Il suo impianto, al momento, è sostanzialmente stabile e, anche volendo, non potremmo intervenire per integrarlo. Bisogna, poi, sottolineare che, tra gli Stati membri, siamo quello che ha il maggiore livello di utilizzo di questo strumento. Quindi, in questa fase ci concentriamo soprattutto sulla gestione del sistema, che richiede grande impegno, e su alcune innovazioni che puntano a migliorare la user experience».

Queste innovazioni vengono materialmente proposte dai certificatori ed esaminate dall’Agid, che verifica la loro sicurezza e la possibilità di integrarle nei sistemi esistenti.

Maggiore sicurezza
In generale, si lavora soprattutto sul meccanismo della firma digitale da remoto, che ormai ha una quota nettamente prevalente del mercato, destinata a confermarsi anche in futuro.

«Sulla firma da remoto - spiegano dall’agenzia - non ci attendiamo stravolgimenti futuri, perché si tratta di un sistema comodo per gli utenti, che è anche più sicuro rispetto ai sistemi tradizionali». La firma digitale remota viene, infatti, generata attraverso il server del certificatore: in questo modo, l’utente può essere avvertito ogni volta che viene apposta una sottoscrizione digitale. Eliminando il rischio di utilizzo a sua insaputa. In caso di sottrazione di una smart card e di un pin, invece, è impossibile avere una notifica di questo tipo al titolare della firma.

Il caso delle scuole
Si lavora, così, su casi nei quali la firma digitale va utilizzata con modalità particolari. E che, per limitazioni oggettive, rendono necessari degli aggiustamenti. Succede per gli istituti scolastici. «Non è pensabile - dicono dall’Agid - fornire a tutti gli insegnanti e dirigenti scolastici delle smart card o dare loro dei cellulari di servizio per utilizzare la firma da remoto».

In questo caso, allora, è stata valutata una procedura particolare, che prevede di autorizzare con modalità più leggere, rispetto a quelle classiche, la generazione di una firma digitale. Concretamente, nelle scuole non serve una smart card o uno strumento che genera una Otp (one time password). Basta avere una “user id”, una password di utenza e una password specifica per avviare il processo di firma.

In questo modo, anche le scuole possono usare la firma digitale. Tenendo, comunque, presente che, attraverso questo sistema semplificato, non è possibile firmare qualsiasi documento (sarebbe troppo rischioso in termini di sicurezza), ma solo quelli legati all’attività degli istituti.

La verifica dell’identità
Le ultime innovazione allo studio, infine, riguardano la verifica dell’identità dell’utente, al momento del rilascio del certificato che consente di apporre la firma digitale. «Stiamo studiando delle modalità di verifica dell’identità che siano basate sull’intelligenza artificiale», dicono ancora dall’agenzia.

Questo, in concreto, significa che, anziché lasciare a un operatore umano la verifica dell’identità, ci saranno dei software che lavoreranno per identificare gli utenti e rivelare eventuali truffe. Che, ad esempio, potrebbero passare dall’uso di sistemi di “deep fake”. Sul punto, addirittura, si sta verificando che questi strumenti consentono di ottenere una sicurezza maggiore rispetto a un operatore umano. Il lavoro di preparazione, comunque, è ancora in corso.

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