No allo stop

ReiThera, il destino del vaccino italiano dopo lo stop ai finanziamenti

Senza un intervento del Governo verranno cercate fonti di finanziamento alternative. Per ora nessun impatto sul proseguimento della sperimentazione

Reithera va avanti, si cercano le risorse per la fase 3

3' di lettura

Non si fermerà il progetto del vaccino italiano ReiThera. Dopo il blocco della Corte dei conti al decreto che attivava i fondi per la azienda biotecnologica, i vertici hanno scritto ai centri che hanno preso parte finora alla sperimentazione sottolineando che si continuerà a credervi «come prima e più di prima, con determinazione ed impegno». Intanto la politica si muove alla ricerca di soluzioni, non facili, che consentano di non rinunciare a un bene reputato strategico dalla comunità scientifica nazionale.

ReiThera, stop «per un vizio di forma»

Intanto la notizia sullo stop «per un vizio di forma del contratto di sviluppo non avrà alcun impatto sul regolare proseguimento e svolgimento della fase II a cui tutti voi avete già dato un contributo e un supporto straordinario», assicurano i vertici in una mail inviata ai centri che hanno preso parte finora alla sperimentazione del suo vaccino anti-Covid.
Il pronunciamento della Corte «non riguarda la bontà del progetto o del vaccino, ma aspetti tecnico-giuridici legati al contratto di finanziamento». La decisione non avrà alcun impatto sul regolare proseguimento e svolgimento della fase 2 del vaccino. Per lo svolgimento della fase III, in mancanza di intervento da parte del governo, Reithera cercherà fonti di finanziamento alternativi.

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Nessun passo indietro dallo Spallanzani

Dal canto suo Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dello Spallanzani, spiega che non c'è stato alcun passo indietro dell’Istituto nazionale malattie infettive (Inmi) «ma solo complessità organizzative e logistiche anche dovute alle molteplici attività in corso presso l’Istituto sul piano sia scientifico che clinico in una fase di emergenza come quella attuale». La fase 2 si è di fatto conclusa, adesso verranno raccolti e pubblicati i dati sui volontari. «Per la fase 3 vedremo cosa succederà, prima di tutto dipenderà dall’azienda che detiene il brevetto e dalle capacità economiche della stessa. Spero che venga presa una decisione chiara e nel minor tempo possibile. La corsa ai vaccini non può aspettare: è un progetto strategico».

Giorgetti: avanti ricerca in modi diversi

Una soluzione, secondo il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri «dovrà essere trovata. Avere una possibilità di un vaccino fatto in casa è un’opportunità per tutta l’Italia». Intanto il ministro per lo Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti, annuncia che «il Governo continuerà ad andare avanti nella ricerca. Lo farà magari in forme diverse rispetto alla forma usata in passato». Parole in sintonia con quelle del presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, che in precedenza aveva sottolineato come l’esecutivo dovrà sostenere lo sforzo e le capacità della ricerca italiana per avere un ruolo nel mondo.

I passaggi dei giudici contabili

Quello che è incappato nelle maglie dei magistrati contabili è il decreto per la produzione del vaccino italiano, che prevedeva un finanziamento di 50 milioni su un totale di 81 milioni previsti dal decreto rilancio. Ma il confronto con l’ufficio di controllo della Corte ha portato alla richiesta di chiarimenti e i magistrati contabili - è scritto nero su bianco in un comunicato - «ritenendo che le risposte fornite dall’Amministrazione non fossero idonee a superare le osservazioni formulate nel rilievo, hanno deferito la questione all’esame del Collegio della Sezione centrale controllo di legittimità». Il decreto è stato «ricusato e l’atto on è stato quindi ammesso alla registrazione». Nella nota la Corte dei conti ha spiegato tutti i passaggi del confronto col Mise, durato oltre due mesi da marzo, per sostenere la produzione del vaccino ReiThera presso lo stabilimento di Castel Romano.

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