avvicendamento l’1 maggio

«Reiwa», ordine e armonia nella nuova era giapponese

di Stefano Carrer


default onloading pic
(AP Photo/Eugene Hoshiko)

2' di lettura

L’attesissimi annuncio sul nuovo calendario imperiale è stato dato lunedì mattina dal capo di gabinetto Yoshihide Suga, che ha innalzato davanti alle telecamere un quadro con dipinti due ideogrammi. “Kanji” apparentemente di uso comune, ma Suga ha chiarito che sono stati scelti in quanto presenti in un poema del “Manyoshu”, la più antica raccolta di poesie giapponesi (compilata oltre 1.200 anni fa). Difficile una traduzione univoca e immediata: comunque il secondo ideogramma è quello di armonia o pace, il primo indica qualcosa come “decreto”, “ordine”, con sfumature di buon auspicio nel poema da cui è stato preso. Il passaggio poetico in questione si riferisce a un prugno in piena fioritura all'inizio di primavera, dopo esser sopravvissuto al lungo inverno.

Se pure la denominazione della nuova era, fino all’ultimo, ha costituito un segreto di Stato gelosamente custodito, hanno avuto conferma alcune indiscrezioni circolate nelle ultime settimane, secondo cui, per la prima volta, gli ideogrammi sarebbero stati tratti dalla letteratura giapponese classica e non, come succedeva di solito, da testi classici cinesi. Il premier Shinzo Abe, in una conferenza stampa, ha dichiarato di sperare che il nuovo “gengo” (nome dell’era imperiale) sia accolto con grande favore dalla popolazione: il Manyoshu - ha aggiunto - simbolizza l’unità dei membri della società giapponese. Ordine e armonia, più messa in sordina della storica “dipendenza” culturale dalla Cina: un insieme che appare decisamente in linea con gli orientamenti del premier…

L’avvio dell’epoca Reiwa – la numero 248 nella storia del calendario giapponese - metterà fine agli oltre 30 anni dell’era Heisei, iniziata l’8 gennaio 1989 con l’ascesa al trono di Akihito, che sta per diventare il primo imperatore giapponese in oltre 200 anni ad abdicare, secondo un suo desiderio espresso nel 2016 (connesso al peso dell’età avanzata: oggi ha 85 anni) largamente approvato dalla popolazione. Il governo ha preso, senza fretta, le misure necessarie per consentirgli le “dimissioni”. Così, per la prima volta in epoca moderna, il nome della nuova era è stato annunciato con l’imperatore ancora in vita. Solo dalla fine Ottocento, peraltro, una singola denominazione prese a identificare l’intero regno di un imperatore nel calendario tradizionale: nel 1868, dopo la fine dello shogunato, iniziò l’era Meiji, durata fino al 1912 e seguita dall’era Taisho (fino al 1026) e Showa (fino al 1989).

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti