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Relazioni tecniche sui viadotti «addolcite»: nuova inchiesta su Autostrade

di Ivan Cimmarusti


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4' di lettura

L’ipotesi che le relazioni tecniche fossero studiate a tavolino per celare lo stato «disastrato» dei viadotti ha portato la Procura della Repubblica di Genova a istruire un nuovo fascicolo su Autostrade per l’Italia e sulla controllata Spea Engineering, che si occupa di compiere le verifiche tecniche. L’accusa è di concorso in falsità ideologica e nel registro degli indagati sono finiti una dozzina di dirigenti delle due società, tra i quali spiccano Gianni Marrone, direttore del VII-VIII Tronco di Aspi e il manager di Spea Massimo Giacobbi, già indagato nell'inchiesta sul tragico crollo del ponte Morandi, 43 morti lo scorso 14 agosto.

Inchiesta per falsità ideologica
L’inchiesta è del procuratore capo di Genova Francesco Cozzi e dell’aggiunto Paolo D’Ovidio, che indagano su cinque viadotti: il Gargassa e il Pecetti sull’A26 (Liguria), il Moro sull’A14 (Abruzzo), il Paolillo sull’A16 (tra la Puglia e la Campania) e il Sei Luci, che si collegava al Morandi. Secondo gli investigatori del primo gruppo della Guardia di finanza di Genova, al comando del colonnello Ivan Bixio, ci sarebbe stato un presunto trend teso ad «addolcire» le relazioni tecniche sullo stato dei cinque viadotti (su un totale di 1.943 gestiti da Autostrade per l'Italia). Un presunto «sistema», dunque, che avrebbe avuto lo scopo di «ammorbidire» determinati termini, così da rinviare o annullare gli interventi di ripristino o restauro. La tecnica - è l'ipotesi preliminare degli investigatori - sarebbe stata utilizzata anche nella gestione e manutenzione del ponte Morandi. Stando ai verbali di alcuni ingegneri di Spea, infatti, le relazioni «talvolta erano state cambiate dopo le riunioni con il supervisore Maurizio Ceneri (ingegnere di Spea, ndr) mentre in altri casi era stato Ceneri stesso a modificarli senza consultarsi con gli altri».

Spea: «I cinque viadotti sono sicuri»
«In merito ai 5 viadotti, su un totale di 1943, gestiti da Autostrade per l’Italia, che sarebbero considerati “a rischio”, le competenti Direzioni di Tronco della società ribadiscono che non esiste alcun rischio per la sicurezza. Già lo scorso 4 dicembre, la società ha inviato al ministero delle Infrastrutture e Trasporti un report sui viadotti in questione – Gargassa, Pecetti (A26), Moro (A14), Paolillo (A16), Sarno (A30) – contenente il dettaglio degli interventi manutentivi già realizzati o in corso, nonché delle verifiche effettuate. In nessun caso è stato riscontrato alcun problema riguardante la sicurezza di tali opere che, peraltro, sono state oggetto di verifica anche da parte dei competenti uffici ispettivi del Ministero. Per quanto riguarda invece il viadotto Sei Luci, la Direzione di Tronco di Genova conferma di aver eseguito in 4 giorni (23-27 dicembre 2018) un intervento di ripristino locale del calcestruzzo copriferro, che non comportava alcuna influenza sotto il profilo statico. Anche questo intervento è stato formalmente comunicato a tutte le autorità competenti. È quindi del tutto destituita di fondamento qualsiasi informazione che consideri tali viadotti a rischio».

La mappa degli interventi sui viadotti
Ma andiamo per gradi, analizzando la condizione dei cinque viadotti sotto indagine.
Paolillo - Il difetto era localizzato su una porzione limitata della trave di bordo destro sottostante la corsia di emergenza. All’epoca dell’ispezione del Mit (22 novembre 2018) era già presente un cantiere con l’esclusione della corsia di emergenza installato per l’imminente avvio dei lavori, la cui progettazione era stata affidata un mese prima. In data 7 dicembre la Direzione di Tronco ha consegnato al Mit una verifica di sicurezza sviluppata con modalità disposte dallo stesso, che avrebbe confermato l’idoneità delle limitazioni di cantiere già a suo tempo adottate.
Moro - È in corso un intervento di manutenzione programmato in due fasi, di cui una sugli impalcati di 13 campate (su 25) e la seconda per la restante parte dell’opera. L’importo complessivo è di circa 13 milioni di euro. All’epoca dell’ispezione Mit (inizio novembre 2018), era già presente un cantiere funzionale all’esecuzione dei lavori sui difetti oggetto di verifica, che garantiva la piena sicurezza dell’opera, della circolazione e degli addetti alla esecuzione dei lavori. A fine novembre 2018 la Direzione di Tronco ha consegnato al Mit una verifica di sicurezza sviluppata con modalità disposte dallo stesso, che avrebbe confermato l’idoneità delle limitazioni di cantiere già a suo tempo adottate.
Pecetti - Alla data dell’ispezione Mit (seconda metà novembre) era già presente un cantiere con l’esclusione della corsia di marcia per lavori in corso dall’11 ottobre sui difetti oggetto di verifica. Nel successivo sopralluogo del 30 novembre il Mit avrebbe preso atto dello stato dei lavori in corso sulla trave, riscontrando, sulle altre parti dell’opera, l’assenza di difettosità rilevanti.
Gargassa - Nel corso delle ispezioni Mit del 19 e 30 novembre 2018, il ministero stesso prescriveva l’esecuzione di rimozione di alcune porzioni superficiali di calcestruzzo degradato, puntualmente eseguite. I difetti riscontrati sarebbero privi di qualsiasi influenza statica e di sicurezza. Sono attualmente in corso gli interventi di ripristino delle porzioni asportate. Sono attualmente in corso gli interventi di ripristino delle porzioni asportate. Si segnala che sull'opera la Concessionaria ha pubblicato in data 16/11/2018 sulla Gazzetta Ufficiale il bando di gara relativo ai lavori di manutenzione ordinaria concernenti il ripristino conservativo del viadotto.
Sei Luci - Si tratta di una piccola opera di svincolo tra l’A10 e l’A7 vicino al Morandi. La Direzione di Tronco di Genova conferma di aver eseguito dal 23 al 27 dicembre 2018 un intervento di ripristino del calcestruzzo copriferro che non comportava alcuna influenza sotto il profilo statico. Anche questo intervento è stato formalmente comunicato a tutte le autorità competenti.

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