Intermediazione immobiliare

Remax punta su tecnologia e mutui per rilanciare il ruolo dell’agente

Nel corso del 25° Congresso della società, a Bologna, il ceo e founder Dario Castiglia ha annunciato oltre 700 agenzie e 8mila addetti entro il 2025. Secondo cui, bonus, mutui under 36 e ricerca del “bene rifugio” manterranno il mercato immobiliare interessante per transazioni e valori

di Laura Cavestri

3' di lettura

«La tecnologia non sostituirà mai gli agenti immobiliari. Ma agenti immobiliari dotati di tecnologia sostituiranno quelli che non ce l’hanno». Tra le musiche dei Rolling Stones, di Neil Young e un ricordo di Kurt Kobain, il ceo & founder di Remax Italia, Dario Castiglia, ha aperto, a Bologna, il 25° Congresso della società tra quasi mille delegati giunti da tutta Italia. Con obiettivi ambiziosi. Portare, entro il 2025, le agenzie a oltre 700 e a 8mila gli addetti. Se ai primi di febbraio Castiglia aveva previsto, per questo 2022, un ulteriore aumento delle compravendite, oggi fare previsioni è molto più difficile.

Il trend e l’incertezza di fare previsioni

«In questi mesi – spiega – abbiamo visto un forte risveglio delle periferie e delle città medio-piccole. La scelta “emotiva” di una casa più grande dove vivere – come conseguenza delle restrizioni della pandemia – o di una seconda casa per lo smart working e i weekend si è effettivamente tradotta in compravendite. Spesso che voleva allargarsi non aveva necessariamente anche più budget a disposizione, ecco perchè le aree periferiche o “satellite” rispetto alle città principali hanno visto una buona dinamica. Questo effetto si sta oggi un po’ sgonfiando. Ma ritengo anche – ha concluso Castiglia – che in tempi di un aumento dell’inflazione, dei costi delle materie prime, di incentivi alle ristrutturazioni e a restituire valore alla casa, questa si confermi un “bene rifugio”. Sono reentemente stato in Sicilia e in Liguria, dove ho visto un’effervescenza sulle seconde case e una forte presenza di stranieri, europei in primis».

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Non solo. «La gente cerca qualità, case nuove, prodotto innovativo o anche ristrutturazioni “intelligenti”. L’offerta è molto scarsa e la poca che c’è è a prezzi alti. È l’assenza di prodotto che fa alzare i valori. Inoltre, sappiamo che molti cantieri stanno esitando a mettere sul mercato “sulla carta” le unità in costruzione, perchè in un momento di aumento repentino delle materie prime e dei costi energetici, non sanno prevedere sino a che punto arriveranno i costi e quindi a quale prezzo fissare la richiesta. Questo contribuisce a frenare l’immissione sul mercato del nuovo».

Con una crescita del 36% del fatturato aggregato e un transato che ha superato i 3,6 miliardi nel 2021, Castiglia si spinge a dire che forse una flessione potrebbe esserci quest’anno. Ma sono troppi i fattori – anche e soprattutto piscologici – in gioco: «Presto e molto complesso fare previsioni ora».

I mutui? Verso un variabile a rata fissa

«Negli ultimi 24 mesi il tasso fisso ha giocato il ruolo principale in un mercato finanziario che ha continuato ad essere ai minimi storici – ha affermato Riccardo Bernardi, chief development officer di 24Max – . Nel 2021, infatti, quasi il 90% dei mutui erogati è stato a tasso fisso. E a marzo – nonostante la guerra in Ucraina fosse già esplosa – abbiamo avviato un numero di record di pratiche mutui».
Se a inizio anno lo scenario già inquinato dalla pandemia non faceva prevedere un rialzo dei tassi, ora lo scoppio del conflitto in Ucraina costringe a rivedere queste previsioni.
«In questa situazione di incertezza, per quanto riguarda i mutui, l’Euribor è ancora in negativo ma l’Eurirs che regola i tassi fissi è in aumento, e per il futuro sarà determinante l’andamento dell'inflazione. Se il livello attuale diventerà strutturale potrebbe essere inevitabile un intervento da parte della Bce sui tassi di interesse. E questo avrebbe un impatto diretto sulle rate dei nuovi mutui e su quelli a tasso variabile, mentre i fissi manterranno stabilità indipendentemente dagli eventi. Se per i tassi variabili la situazione è ancora stabile – ha aggiunto Bernardi – oggi i mutui a tasso fisso sono già più costosi di quanto non fossero un anno fa, ma ancora a livelli bassi, destinati però a crescere. In generale, anche per il 2022, potrebbe essere interessante optare per eventuali tassi variabili con rate protette».

L’identikit di chi richiede il mutuo

Dall’analisi del transato di 24Max tra chi ha richiesto un mutuo nel 2021, il 48,3% è coniugato. Il 36,1% è single, con una prevalenza degli uomini (58,5%) sulle donne (41,5%), sostanzialmente stabile nel corso dell’anno. Analizzando il panel per fasce d'età, i dati raccolti evidenziano nella fascia 35-44 anni il maggior numero di richiedenti (34,8%), seguita da quella dei giovani tra i 25 e i 34 anni che rappresentano in media il 25,1% su base annua. Una piccola quota, seppur significativa (2,6%), si registra nella fascia d’età dei giovanissimi (18-24).
Le altre richieste si dividono equamente tra le fasce 45-54 per il 18,6% e over 55 per il 18,9%. La netta maggioranza (77,8%) sono lavoratori a tempo indeterminato, seguiti dalle partite Iva (8,4%), dai lavoratori a tempo determinato (7%) e dai pensionati (6,8 per cento).
Analizzando, infine, le pratiche raccolte nel 2021, oltre il 97,2% si conferma destinato all’acquisto della prima casa, mentre i mutui richiesti per comprarne una seconda rappresentano il 2,8 per cento.

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