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REMEDi4ALL, la strategia europea di riposizionare farmaci già approvati

Nuove terapie e meno costi per la Sanità attraverso il drug repurposing

di Francesca Cerati

3' di lettura

Parte oggi e durerà 5 anni il progetto REMEDi4ALL, finanziato dall'Unione europea nell'ambito del programma Horizon Europe (HE) con 23 milioni di euro, che ha l’obiettivo di rendere disponibili terapie già in uso clinico e riposizionarle per altre indicazioni terapeutiche, in particolare tumore al pancreas, Covid e malattie rare, con grandi vantaggi economici e sociali.

I vantaggi

Il vantaggio sta nel fatto che questi farmaci hanno già superato il lungo e costoso percorso per arrivare all'approvazione dell'uso sull'uomo e quindi è necessaria solo la valutazione clinica della nuova indicazione terapeutica, risparmiando tempo.

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Si calcola che per lo sviluppo di una nuova molecola (dalla produzione all'approvazione, passando per le varie fasi della sperimentazione preclinica e clinica) generalmente sono necessari 12-15 anni e circa 2-3 miliardi di euro, invece per la valutazione di un riposizionamento occorrono dai 6 ai 7 anni utilizzando circa 300 milioni di euro. Questo tipo di indagine costituisce dunque un'alternativa più rapida ed economica al normale iter di sviluppo di un nuovo farmaco.

Il consorzio europeo

Il consorzio, guidato da Eatris, l’infrastruttura europea per la medicina traslazionale, coinvolge 24 istituzioni e centri di ricerca provenienti da 10 Paesi europei. In Italia sono sono coinvolte tre Istituzioni di ricerca - l'Istituto Nazionale Tumori Fondazione Pascale di Napoli, l'Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri e l'Istituto Ortopedico Rizzoli - nonché Dompé farmaceutici, l'unica azienda presente nel consorzio.

Il ruolo dell’Italia

L'Istituto Pascale e il Mario Negri hanno avuto un ruolo importante nella creazione dell’intero progetto, promosso dalla piattaforma Small Molecules di Eatris, presieduta dal Mario Salmona e da Alfredo Budillon.

«L’Istituto Nazionale Tumori Fondazione Pascale, oltre ad essere un partner del progetto REMEDI4all, grazie a un lungo impegno nell’approccio di riutilizzo dei farmaci in oncologia, è stato anche selezionato per sviluppare uno dei quattro progetti dimostrativi relativi alla fattibilità della piattaforma - ha dichiarato Alfredo Budillon, ricercatore principale per il Pascale e direttore scientifico dell’Istituto - In particolare, abbiamo proposto di valutare, preclinicamente e in uno studio clinico internazionale, una nuova strategia terapeutica basata sull’uso di due farmaci riproposti: l’agente anticonvulsivante acido valproico più simvastatina, un -agente del colesterolo, in associazione con la chemioterapia convenzionale, come approccio terapeutico di prima linea per il cancro del pancreas».

Il Mario Negri vanta un’ampia gamma di competenze lungo la catena di valore dello sviluppo e del riposizionamento dei farmaci, a partire dalla fase di scoperta fino allo sviluppo preclinico e clinico.

«In REMEDI4ALL - spiega Maddalena Fratelli, ricercatrice principale per il “Mario Negri” e capo dell'unità di Farmacogenomica dello stesso istituto - contribuiremo allo sviluppo della piattaforma, in particolare per gli strumenti di intelligenza artificiale e per la creazione dei piani di sviluppo dei progetti. Collaboreremo inoltre ai progetti dimostratori sul cancro del pancreas dell'Istituto Pascale e sul Covid-19 dell'Istituto svedese Karolinska, con studi genomici, farmacocinetici e farmacodinamici».

«L'Istituto Ortopedico Rizzoli, in qualità di centro di riferimento per le patologie muscoloscheletriche rare a livello italiano e internazionale, svilupperà uno studio sull'osteogenesi imperfetta, malattia che rappresenta la causa ereditaria più comune di fragilità ossea per il trattamento della quale nessun farmaco ha attualmente l’autorizzazione all’immissione in commercio – spiega Luca Sangiorgi, ricercatore principale in Remedi4all per il Rizzoli e direttore della Struttura di Malattie Rare Muscoloscheletriche dell'Istituto bolognese. – Il progetto di riutilizzo che coordineremo ha l'obiettivo di dimostrare che esiste un farmaco, il losartan, che può essere utilizzato come trattamento sicuro ed economico per l'osteogenesi imperfetta attraverso un nuovo approccio che non è stato ancora studiato in precedenza in un contesto clinico. Come Rizzoli coordineremo lo studio italiano, in parallelo con i colleghi britannici dello Sheffield Children's Hospital».

Dompé farmaceutici metterà a disposizione Exscalate, la più potente piattaforma di progettazione di farmaci basata su intelligenza artificiale e supercalcolo che, grazie alla sua capacità di elaborazione di oltre 3 milioni di molecole al secondo, è in grado di accelerare l’identificazione di nuove indicazioni per composti noti. Combinando la progettazione di farmaci in silico e una libreria virtuale di 2.000 miliardi di molecole, il team di Exscalate applicherà l'esclusivo approccio polifarmacologico per identificare le molecole più promettenti. Dompé farmaceutici supporterà inoltre l'intera catena di valore per lo sviluppo di candidati pre-clinici e clinici mettendo a sistema il proprio know-how in ambito clinico e regolatorio.

«Combineremo la potenza del supercalcolo con la nostra profonda esperienza scientifica per accelerare lo sviluppo di candidati pre-clinici e clinici - ha detto Marcello Allegretti, Chief Scientific Officer di Dompé - Supporteremo inoltre l’intera catena del valore per snellire gli aspetti clinici e normativi di questo sforzo collettivo e multidisciplinare di repurposing dei farmaci».

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