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Renato Campora: «Così porto nel mondo l’arte italiana dell’acconciatura»

di Enza Moscaritolo

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2' di lettura

La sua ultima fatica “mondana” sono stati i Golden Globes. Per Renato Campora (nella foto con Jessica Chastain e Kate Winslet), hairstylist palermitano trapiantato a Los Angeles da più di venti anni, è ormai consuetudine lavorare con le star del cinema. Tra le sue clienti più affezionate figurano Jessica Chastain, Jennifer Lopez, Margot Robbie, Katy Perry, Julianne Moore, Kate Bosworth, Kate Winslet, Jennifer Connelly, Jessica Alba, Reese Witherspoon, January Jones, Naomi Watts, Gwyneth Paltrow: nessuna di loro rinuncia all'arte tutta italiana dell'acconciatura.

Figlio d'arte (suo padre aveva un salone a Palermo), Campora ha saputo farsi conoscere e apprezzare oltreoceano. I suoi lavori compaiono frequentemente sulle copertine e nelle pubblicazioni di moda. Le sue mani lavorano per numerosi fotografi come Norman Jean Roy, Patrick Demarchelier, Annie Leibovitz, Greg Kadel, Peggy Sirota and Cliff Watts. Ha iniziato questo percorso a Parigi dove si è specializzato per un decennio (dal 1987 al 1997) proprio nella figura del parrucchiere di moda nel dietro le quinte.

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Campora, perché ha deciso di trasferirsi a Los Angeles?
Durante gli anni passati a Parigi ho capito che, per continuare a lavorare come hairstylist di moda, l'Italia non era così internazionale come lo era la capitale francese. E poi il mio sogno era andare a vivere a New York, dove ho avuto la possibilità di lavorare con Liv Tyler che mi ha fatto conoscere Hollywood. Di lì ho capito che per continuare a lavorare in quel mondo dovevo viaggiare tra New York e Los Angeles, dove attualmente vivo tutto l'anno.

Tra le sue clienti figurano dive di Hollywood e personaggi del jet set internazionale: che cosa le chiedono come hair stylist?
Prima di lavorare i capelli mi inspiro sempre agli abiti che indossano, e ovviamente alla base c'è sempre uno scambio di idee tra l'attrice e il team. In molti casi, le idee migliori mi vengono durante il processo di preparazione tra il trucco e l'acconciatura, e poi, nella fase finale, quando le vedo pronte. In quel momento cerco sempre di adattare il look finale dei capelli con originalità e fantasia.

L'Italia è famosa nel mondo per la moda, l'arte, il cibo e anche per gli hairstylist. Che cos'ha, secondo lei, un parrucchiere italiano in più rispetto agli altri?
Il vantaggio di essere italiano mi ha aiutato al di fuori dell'Italia, ma non come parrucchiere di moda. Ho dovuto imparare tecniche che non conoscevo, mi sono immerso in un mondo che era lontano dal mio, come la fotografia, la pittura, la scultura, la musica, conoscere la storia della moda, ed imparare a guardare lo stile di strada. Londra è stata una grande fonte di ispirazione per me, quando passeggiavo per strada.

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