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Renault cancella il dividendo e punta a 5 miliardi dallo Stato

Il Cda di Renault nella serata di giovedì 9 aprile ha cancellato il dividendo per risparmiare liquidità dopo che le chiusure di impianti e concessionarie hanno paralizzato l’operatività del gruppo

di Alberto Annicchiarico

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(Afp)

Il Cda di Renault nella serata di giovedì 9 aprile ha cancellato il dividendo per risparmiare liquidità dopo che le chiusure di impianti e concessionarie hanno paralizzato l’operatività del gruppo


2' di lettura

Renault dopo il taglio del rating da parte di S&P e la rinuncia al dividendo cerca fino a 5 miliardi di euro in prestiti garantiti dal governo per resistere agli effetti devastanti della pandemia di coronavirus, ma respinge l’idea di una possibile nazionalizzazione. Oggi lo stato detiene il 15% della casa della Losanga.

«Stiamo lavorando all'idea di prestiti bancari che sarebbero garantiti dallo stato e sono destinati a essere rimborsati», ha commentato il presidente Jean-Dominique Senard venerdì 10 aprile in una intervista radiofonica. «Questo ci aiuterà a superare questo brutto periodo». Senard ha poi scartato la possibilità che lo stato riprenda il controllo della casa automobilistica in difficoltà, dicendo che «non è questa la prospettiva».

Il Cda di Renault nella serata di giovedì 9 aprile ha cancellato il dividendo per risparmiare liquidità dopo che le chiusure di impianti e concessionarie hanno paralizzato l’operatività del gruppo. La società francese ha dichiarato in precedenza di avere liquidità per 15,8 miliardi di euro e una posizione di cassa netta di 1,7 miliardi di euro a fine dicembre. Inoltre, il presidente e il ceo ad interim Clotilde Delbos hanno deciso di rinunciare al 25% del proprio compenso almeno per il secondo trimestre dell'anno e i consiglieri di amministrazione al 25% della loro remunerazione prevista per l'esercizio 2020.

Il ministro delle finanze francese Bruno Le Maire ha promesso di fornire un forte sostegno a società come Renault e Air France-KLM, minacciando al contempo di tagliare o trattenere il sostegno finanziario se le società pagano dividendi. Il governo è l'azionista più forte della casa automobilistica e, come è avvenuto in molti altri Paesi nel mondo, ha promesso miliardi di euro per aiutare le aziende a superare la crisi innescata dal coronavirus. Renault sta lavorando al riavvio delle fabbriche in Portogallo, Romania e Russia, ha aggiunto Senard.

Prima dell'inizio dell'epidemia in Cina, la redditività della Renault era già in declino e la casa automobilistica era impegnata nel riprendere il filo delle sue relazioni con il partner giapponese Nissan, deteriorate dopo l'arresto dell’ex presidente, Carlos Ghosn, nel 2018. Nell’intervista, Senard ha confermato una volta di più che le partnership con Nissan e Mitsubishi Motors (anche la seconda fa parte dell’Alleanza) resta estremamente importante.

Giovedì S&P ha tagliato il rating di Renault a “junk”, aspettandosi un ulteriore peggioramento del profilo finanziario del gruppo nel 2020 a causa della crisi provocata dal coronavirus. L'agenzia ha abbassato Renault a “BB+/B” da “BBB-/A-3”, con outlook negativo. La revisione del rating di Renault da parte di S&P era iniziata il 19 febbraio scorso, quando la società era stata messa in creditwatch negativo.

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