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Renault Captur E-Tech: ecco come va il suv ibrido plug-in ispirato dalla F1

Sfruttando le esperienze fatte nelle corse la Renault ha sviluppato la sofisticata tecnologia ibrida E-Tech, che nella configurazione plug-in entra nel cofano del suv compatto

di Massimo Mambretti

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Sfruttando le esperienze fatte nelle corse la Renault ha sviluppato la sofisticata tecnologia ibrida E-Tech, che nella configurazione plug-in entra nel cofano del suv compatto


4' di lettura

La Captur E-Tech Plug-In Hybrid è un pilone portante dell'elettrificazione della Renault, che in questo periodo si manifesta anche con l'analoga Mégane Sporter che precede di qualche tempo la berlina e la Clio E-Tech (solo) Hybrid. L'offensiva a elettroni del brand francese si espande, per il momento, nell'ambito delle vetture compatte e delle medie sfruttando una tecnologia inedita nel mondo delle auto ibride, che si declina in due varianti accumunate però dallo stesso gruppo elettrificato.

Renault Captur E-Tech Plug-In Hybrid, l'energia gliela dà il modulo Multimode

L'interpretazione più potente dell'ibrido seriale-parallelo sviluppata dalla Renault sviluppa 160 cv. Il sofisticato modulo ibrido condivide soluzioni prese a prestito dal mondo della Formula 1, sfrutta le più avanzate logiche elettroniche ed è composto da due unità elettriche, una da 67 cv e una da 34 cv che hanno compiti differenti e da un motore a benzina di 1,6 litri con 91 cv. Il sistema promette un consumo medio di 1,4 litri per 100 chilometri ed emissioni di 32 g/km. I motori elettrici sono sistemati in un cambio elettroattuato a innesti frontali con quattro rapporti riservati al motore a benzina e due alla marcia elettrica, che è privo di sincronizzatori e di frizione. La loro assenza nel complesso battezzato Multimode, che muove anche la Clio Hybrid da 140 cv, è giustificato dal fatto che è sempre il motore elettrico principale a spinge da fermo la vettura, mossa solo in seguito secondo gli input di moltissimi parametri o della configurazione di guida impostata dall'unità termica che viene avviata dal motore elettrico meno potente. Quest'ultimo innalza il regime di rotazione al punto giusto per innestare la seconda marcia e, in seguito, replica l'operazione per le altre variazioni di rapporto.

Renault Captur E-Tech, le foto del suv alla spina

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Renault Captur E-Tech Plug-In Hybrid, tante modalità di funzionamento

Ma non è tutto, perché il powertrain ibrido sviluppato dalla Renault offre complessivamente quindici modalità di funzionamento, frutto dell'intreccio di tanti parametri gestiti dall'elettronica nonché del rapporto utilizzato. Inoltre, può funzionare in modalità parallela sfruttando il lavoro del motore a benzina e dell'elettrico più potente, in serie con l'unità termica che trascina l'elettrico più piccolo per fornire energia al più grosso cosicché aiuti a spingere la vettura e, infine, in tutti e due modi per rendere il 1.600 a benzina più efficiente. Per questo fine la Captur E-Tech mette in campo ovviamente anche la possibilità di potere marciare a emissioni zero in città per 65 chilometri e in ambito extra-urbano per 50 chilometri fino a 135 all'ora, ovviamente quando la batteria agli ioni di litio da 9,8 kWh è ben rifornita. La ricarica, autolimitata a 3,6 kW per rallentare l'invecchiamento dell'accumulatore, avviene secondo la presa utilizzata in tempi che vanno da tre o cinque ore, oltre che recuperando un po' di energia nei rallentamenti accentuandola anche con la funzione B della trasmissione.

Renault Captur E-Tech Plug-In Hybrid, fila via sempre bella liscia

L'attività dell'ibrido secondo Renault è gestita dalla rete elettronica che orchestra il funzionamento dei motori che compongono il powertrain con grande solerzia e linearmente, a prescindere dalla configurazione vettura impostata nel display touch centrale da 9,3”. Queste ultime sono la Pure per viaggiare a emissioni zero forzabile anche con la funzione Ev, My Sense che di fatto rende questa Captur un'ibrida pura e può interagire con la modalità E-Save per preservare la carica residua nella batteria e Sport, che mette all'opera tutti i motori. Dal punto di vista del rendimento questa Captur dimostra anche con la configurazione My Sense di essere propensa a utilizzare il più possibile gli elettroni, ovviamente se nella batteria ce n'è una buona scorta, tanto che anche nei percorsi extra-urbani per svegliare il 1.600 a benzina occorre pressare con determinazione l'acceleratore. Viaggiando in questo modo le fasi di scarica-carica della batteria si succedono rapidamente e in maniera piuttosto bilanciata, tanto che nel commuting di medio raggio si può viaggiare tranquillamente in elettrico anche senza impegnare la relativa configurazione. Il discorso cambia se la velocità sale o in Sport poiché, inevitabilmente, la carica della batteria scende piuttosto rapidamente. Giocando con tutte le modalità e senza badare allo stile di guida al termine della prova di una cinquantina di chilometri abbiamo conservato ancora energia per percorrere altri 19 chilometri e registrato un consumo di 3,3 litri per 100 chilometri. Un risultato decisamente apprezzabile considerando che il peso di questa Captur sfiora i 1.600 kg. Altrettanto apprezzabili risultano sia il confort, poiché non si avverte mai cosa combina il powertrain e quando funziona il motore termico, sia il comportamento dato che rispecchia quello delle altre Captur.

Renault Captur E-Tech Plug-In Hybrid, parte con due allestimenti

A queste ultime l'E-Tech si allinea anche con l'ampiezza e la presentazione dell'abitacolo, che si distingue solo per la specifica strumentazione digitale configurabile da 10,2”, mentre si distacca per la minore capacità sia del bagagliaio che spazia da 379 a 557 litri secondo l'avanzamento del divano posteriore scorrevole sia del serbatoio, che si attesta a 39 litri originata dall'ingombro della batteria. Al momento la Captur E-Tech è in vendita negli allestimenti più ricchi della famiglia, ovvero l'Intens e l'Initiale Paris a prezzi di 33.000 e 37.000 euro. Più avanti arriverà anche la versione nell'allestimento inferiore Zen.

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