Auto

Renault-Fca: si tratta a oltranza. I francesi forzano i concambi

di Marigia Mangano


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(AP Photo/Christophe Ena)

3' di lettura

Renault chiede una revisione dei termini della fusione con Fca, prende un po' di tempo ma rinnova l'interesse per il progetto. Ieri il consiglio di amministrazione del gruppo francese che si è tenuto a Boulogne-Billancourt, alle porte di Parigi, ha comunicato che i lavori del board proseguiranno anche mercoledì in una nuova riunione . «Il cda ha deciso di continuare a studiare con interesse l'opportunità di una tale combinazione e di allungare le discussioni sul tema», si legge in una breve nota diffusa da Renault a fine giornata. Secondo indiscrezioni raccolte dal Sole24 Ore, il gruppo francese avrebbe fatto trapelare che il via libera all’operazione sarebbe condizionato al riconoscimento di un maggior valore per Renault nell’ambito della fusione.

Renault alza la posta
Insomma, se le grandi linee del progetto avrebbero già passato l'esame dei consiglieri, i valori dello schema sarebbero invece stati messi in discussione. Il gruppo transalpino vorrebbe di più in termini di valorizzazione, quanto basta per garantire a tutti gli azionisti, non solo quelli di Fca, un dividendo capace di colmare le valutazione finanziarie e non “reali”. Azionisti che, nel caso di Renault, sono prima di tutto lo Stato, con il 15%, e il partner giapponese Nissan, al 15% ma senza diritti di voto. Un concetto, peraltro, ieri ribadito per iscritto dal fondo attivista Ciam che in una missiva al cda ha sottolineato che la valorizzazione di Renault nell'ambito della prospettata fusione e pari a 15 miliardi esprime implicitamente un valore degli asset industriali della casa francese negativo per 3 miliardi di euro (vedere articolo in pagina).

Si potrebbe andare dunque verso l'apertura di un nuovo tavolo negoziale per valutare quali margini di manovra ci sono per trovare il grande accordo e poter così procedere all'apertura dei negoziati esclusivi con Fca. Obiettivo? Formare il terzo colosso mondiale nel settore dell'auto nel quadro della fusione «tra eguali», 50-50, proposta dal gruppo italo-americano e in prospettiva la costruzione del primo gruppo al mondo con oltre 15 milioni di veicoli nel caso in cui la fusione fosse estesa a Nissan.

Nissan attore cruciale
Proprio Nissan, spettatore interessato e interlocutore chiave dei due partner in trattativa, rappresenta il tassello cruciale del piano di Fca e Renault. Ieri mattina, il presidente di Renault, Jean-Dominique Senard, ha telefonato al capo di Nissan, Hiroto Saikawa. Questo dopo che il gruppo giapponese ha fatto sapere di non essere contrario all'unione tra Fca e Renault ma nello stesso tempo ha avvertito che il cambio di controllo del gruppo francese rimette in discussione il trattato che lo lega a Renault. Anche la politica ha chiesto rassicurazioni e ha posto importanti paletti, dato il doppio ruolo anche in veste di azionista che ricopre il Governo francese nel capitale di Renault con il 15%. Il ministro dell'Economia, Bruno Le Maire - che nel week-end ha visto John Elkann a Parigi - ha ribadito più volte che il progetto «è una reale opportunità per Renault e per l'industria automobilistica francese». Ma al tempo stesso ha invocato con forza una serie di garanzie nella fusione allo scopo di evitare tagli occupazionali e difendere l'interesse nazionale, tra cui il quartier generale operativo del nuovo gruppo a Parigi, un dividendo straordinario per gli azionisti di Renault e un posto al governo in Cda sul quale, secondo indiscrezioni, ci sarebbe una sostanziale intesa.

FCA-RENAULT / Le condizioni della Francia e di Nissan

Il piano di fusione
Il progetto prevede la creazione di una holding basata ad Amsterdam, divisa 50-50 tra Renault e Fca, e quotata a Parigi, New York e Milano. La famiglia Agnelli, che controlla il 29% di Fiat-Chrysler, vedrebbe la sua parte automaticamente diluita al 14,5%,restando comunque primo azionista della nuova entità, mentre lo Stato francese scenderebbe al 7,5% dall'attuale 15% che detiene attualmente in casa Renault al pari di Nissan che avrebbe i diritti di voto sbloccati. La governance prevede che John Elkann ricopra il ruolo di presidente e Senard quello di Ceo.

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