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Renault verso il sì all’offerta di matrimonio con Fca

Fca e Renault, un accordo storico per l’industria dell’automobile

2' di lettura

Il cda di Renualt ha deciso di riunirsi ancora oggi per esaminare la proposta di fusione di Fca. «Il cda ha deciso di continuare a studiare con interesse l’opportunità di una tale combinazione e di allungare le discussioni sul tema», si legge in una nota di Renault.

Il governo francese e Fca hanno trovato un’intesa sugli ultimi nodi da sciogliere per far decollare la fusione con Renault: lo riporta l’agenzia Reuters. L’intesa prevede che allo Stato francese spetti uno dei 4 posti nel board riservati a Renault, controbilanciati da 4 posti per Fca. Renault inoltre cederebbe allo Stato francese uno dei due posti che occuperà nel Comitato nomine, formato in tutto da 4 membri. In questo modo lo Stato francese potrà avere voce in capitolo nella scelta dei vertici aziendali.

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Parigi, che controlla il 15% della casa transalpina, chiede inoltre che la sede operativa del neonato gruppo sia in Francia e vuole un dividendo straordinario per gli azionisti di Renault.

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Intanto, secondo quanto riporta il Financial Times, i due rappresentanti di Nissan nel cda di Renault si asterranno dal voto sulla proposta di fusione di Fca, ancora all'esame del board del gruppo francese.

Riunito il Cda di Renault
Il Cda si è svolto a Boulogne-Billancourt, alle porte di Parigi. Iniziato poco dopo le 15 di ieri, è stato aggiornato a oggi. Se il consiglio darà il proprio via libera condizionato alle grandi linee del progetto, potrebbe decidere l'apertura di negoziati esclusivi con Fca che potrebbero durare anche diversi mesi. L’obiettivo è formare il terzo colosso mondiale nel settore dell'auto nel quadro della fusione “tra eguali”, 50-50, proposta dal gruppo italo-americano. Se necessario, una nuova riunione del Cda potrebbe essere convocata a Boulogne-Billancourt entro il fine settimana.

Le garanzie chieste da Parigi
Ieri mattina (martedì) il presidente di Renault, Jean-Dominique Senard, ha telefonato al capo di Nissan, Hiroto Saikawa. Lunedì, il gruppo giapponese ha fatto sapere di non essere contrario all'unione ma ritiene che se il matrimonio si farà, allora sarà necessaria «una fondamentale revisione» delle sue relazioni con Renault. Il ministro dell'Economia, Bruno Le Maire - che nel week-end ha
visto John Elkann a Parigi - ha ribadito più volte che il progetto «è una reale opportunità per Renault e per l'industria automobilistica francese». Ma al tempo stesso ha invocato con forza una serie di garanzie nella fusione allo scopo di evitare tagli occupazionali e difendere l'interesse nazionale, tra cui il quartier generale operativo del nuovo gruppo a Parigi, un dividendo straordinario per gli azionisti di Renault e un posto al governo in Cda sul quale, secondo indiscrezioni di stampa, ci sarebbe una sostanziale intesa.

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Fca sarebbe primo azionista con il 14,5%
Il progetto prevede la creazione di una holding con sede ad Amsterdam (dove Fca ha già la sua sede legale), divisa al 50-50 tra Renault e Fca, e quotata a Parigi, New York e Milano. La famiglia Agnelli, che controlla il 29% di Fiat-Chrysler, vedrebbe la sua parte automaticamente diluita al 14,5%,restando comunque primo azionista della nuova società, mentre lo Stato francese scenderebbe al 7,5% dall'attuale 15% che detiene attualmente.

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