Settore automotive in crisi

Renault verso il taglio di 14.600 posti di lavoro

La riduzione riguarderà sia gli stabilimenti francesi, per circa 4.600 lavoratori, sia quelli in altre parti del mondo

di Corrado Canali

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La riduzione riguarderà sia gli stabilimenti francesi, per circa 4.600 lavoratori, sia quelli in altre parti del mondo


2' di lettura

Il Gruppo automobilistico francese Renault ha annunciato che sta avviando delle trattative con i sindacati per la arrivare alla ristrutturazione di alcuni stabilimenti francesi e la potenziale chiusura di altri, confermando l'intenzione di tagliare circa 14.600 posti di lavoro in tutto il mondo per fronteggiare un crollo delle vendite registrare nel 2020.
Dovendo affrontare un calo della domanda accentuato dalla crisi del coronavirus, Renault ha come obiettivo risparmi per 2 miliardi di euro nei prossimi tre anni tagliando sia la produzione e puntando sui modelli più redditizi. Renault ha dichiarato che le misure di ristrutturazione, compresi i tagli ai posti di lavoro e i trasferimenti che coinvolgeranno poco meno del 10% della forza lavoro mondiale, costeranno 1,2 miliardi di euro. «Abbiamo pensato troppo in termini di vendite», ha dichiarato il ceo ad interim di Renault Clotilde Delbos, aggiungendo che la casa automobilistica «sta tornando alle sue basi» dopo aver investito e speso troppo negli ultimi anni.

Il Gruppo, di proprietà per il 15% dello Stato francese, ha affermato che alcuni stabilimenti come quello di Flins, vicino a Parigi, dove vengono prodotti i suoi modelli di vetture elettriche come Zoe, potrebbero smettere di assemblare auto e concentrarsi, invece, su attività di riciclo. Gli stabilimenti di Douai e Maubeuge nel nord della Francia diventerebbero “centri di eccellenza” per veicoli elettrici e veicoli commerciali leggeri, rispettivamente, secondo quanto riferito dal costruttore automobilistico.

Sei siti in totale, tra cui fabbriche di componenti, verranno presi sotto esame. Renault, come il partner giapponese Nissan, era da tempo sotto pressione già prima dell'emergenza da coronavirus, avendo registrato le prime perdite nel 2019 da dieci anni a questa parte. Come altri gruppi dell'auto, cerca adesso di contrastare il calo dei ricavi attraverso innovazioni comuni a tutto il settore come, ad esempio, l'aumento degli investimenti per le auto più ecologiche.

Renault ha dichiarato che abbatterà i costi attraverso il taglio in aree come l'ingegneria, riducendo il numero delle componenti che utilizza, congelando i piani di espansione in Romania e Marocco e riducendo in maniera significativa la manifattura delle scatole di cambio in tutto il mondo. L'azienda ha di conseguenza in programma di ridurre la capacità produttiva a livello globale a 3,3 milioni di veicoli nel 2024 dai 4 milioni attuali, concentrandosi su aree come gli sport utility vehicles o le vetture a propulsione elettrica.
Per quanto riguardo il piano strategico dei prossimi tre anni toccherà al nuovo amministratore delegato del Gruppo francese Luca De Meo ,che lo annuncerà all'indomani dell'insediamento il prossimo 1 luglio.

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