Auto

Renault, Nissan e Mitsubishi, maxi-piano dell’Alleanza per l’auto elettrica

Giovedì sarà presentato il piano Alliance to 2030. Investimenti triplicati, per un totale di oltre 20 miliardi di euro nel corso dei prossimi cinque anni

di Redazione Finanza

(Reuters)

2' di lettura

Renault si è accodata al pessimo andamento delle Borse europee e dell’indice di settore (lo Stoxx 600 Automobiles & Parts ha perso oltre il 5%) - dopo un avvio in controtendenza rispetto alla retromarcia del mercato - nonostante le indiscrezioni circa un maxi-piano di investimenti sull'auto elettrica, assieme alle alleate di vecchia data Nissan e Mitsubishi. Attorno alle 11 il titolo della casa automobilistica francese metteva a segno un progresso del 2,4% a 34,12 euro, mentre l'indice di Parigi, il Cac 40, cedeva l'1,6% (ha chiuso a -4%). Secondo l’agenzia Reuters, il trio presenterà giovedì il piano “Alliance to 2030”, che prevede investimenti triplicati, per un totale di oltre 20 miliardi di euro nel corso dei prossimi cinque anni, per sviluppare congiuntamente veicoli elettrici.

Entro il 2030 l'Alleanza dovrebbe proporre oltre 30 nuovi veicoli elettrici a batteria prodotti sulla base di cinque piattaforme comuni, di cui quattro già sviluppate e parzialmente utilizzate dall'alleanza franco-giapponese. Nel quadro del piano saranno effettuati investimenti congiunti per produrre in Francia, Gran Bretagna, Cina e Giappone un totale di 220 gigawattore di capacità di batterie entro il 2030. Nessun commento dai tre gruppi automobilistici.

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Positive le reazioni degli analisti. Jp Morgan ha mantenuto la sua raccomandazione positiva per la casa della Losanga guidata dal ceo Luca de Meo, con un obiettivo di prezzo di 62 euro e Exane Bnp Paribas ha alzato il suo consiglio a overperform.

Soltanto tre giorni fa aveva suscitato clamore il via alla partnership in Corea e sul mercato cinese tra Renault e il gruppo Geely. Con un de Meo che aveva manifestato il suo disappunto per i dati di vendita molto deludenti in Cina. Ma che soprattutto riguardava il futuro della coreana Samsung Motors.

Renault e Nissan, tuttavia, hanno una storia ed economie di scala che le tiene legate a dispetto dei mal di pancia. Hanno adottato una strategia leader-follower nel maggio 2020, con una spartizione delle regioni da coprire. Nei piani sarebbe stato un piano di rilancio per aumentare la competitività dei rispettivi marchi. Qualcosa non ha funzionato, e de Meo ha guardato a Geely, anche solo per cominciare a creare un rapporto. Geely garantisce un’ottima dotazione di piattaforme. «L'intera strategia di Renault in Cina si è rivelata sbagliata», aveva detto il manager a Bloomberg News a margine di un evento mediatico la scorsa settimana.

Giovedì scorso Makoto Uchida, ceo di Nissan, aveva però dichiarato che «l'Alleanza avrà sempre una partnership strategica insieme. Abbiamo alle spalle già 21 anni di successo nel raggiungimento di collaborazioni e sinergie. Questo spirito e questa mentalità continueranno e questo slancio deve essere rafforzato». Renault ha venduto soltanto 19.229 veicoli in Cina l'anno scorso, riducendo la quota di mercato nel paese a un impalpabile 0,08%. Le vendite di Nissan in Cina sono diminuite del 5,2% a 1,38 milioni di unità. In base a un accordo quadro di cinque mesi fa, Geely aiuterebbe Renault a vendere veicoli ibridi in Cina, dove il primo è il più grande gruppo automobilistico privato. Renault, a sua volta, aiuterebbe Geely ad entrare nel mercato sudcoreano con la sua unità Lynk & Co, dove Renault opera da più di due decenni con il gruppo Samsung.

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