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Renault, rosso da 8 miliardi nel 2020. E la crisi dei chip peserà sul 2021

Sui conti il peso della performance di Nissan. La casa francese ha affermato che l'attività è migliorata in modo significativo durante gli ultimi sei mesi dello scorso anno, quando ha generato un margine operativo del 3,5% e un flusso di cassa positivo

di Al.An.

(Reuters)

2' di lettura

Meno 8 miliardi contro profitti per 19 miliardi del 2019. E le vendite sono diminuite di oltre un quinto lo scorso anno a 2,95 milioni di veicoli. Ecco in poche cifre la performance di Renault nell’anno della pandemia. La casa di Boulogne-Billancourt ha presentato i risultati del 2020 ed ha già avvisato gli investitori: nonostante la recente presentazione del piano strategico Renaulution il 2021 sarà un altro anno impegnativo poiché le persistenti restrizioni sul coronavirus e le sfide delle supply chain (a partire dalla crisi produttiva dei semiconduttori, che sta danneggiando da dicembre l’intera industria) minacciano anche la casa automobilistica francese, reduce da questa perdita annuale record, perfino peggiore delle stime degli analisti, che si aspettavano -7,85 miliardi.

Gran parte del danno è stato fatto durante la prima metà dell’anno, quando i lockdown hanno paralizzato le spedizioni di auto.«Il 2021 è destinato a essere difficile, date le incognite riguardanti la crisi sanitaria e la carenza di forniture di componenti elettronici - ha affermato in una nota l'amministratore delegato Luca de Meo -. La priorità è la redditività e la generazione di cassa». Renault ha affermato che l'attività è migliorata in modo significativo durante gli ultimi sei mesi dello scorso anno, quando ha generato un margine operativo del 3,5% e un flusso di cassa positivo. Il risultato della Losanga è stato appesantito principalmente dall’alleato giapponese Nissan, per quasi 5 miliardi di euro, in maggioranza accumulati nel primo semestre.

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De Meo è subentrato a luglio dopo che il suo predecessore Thierry Bolloré, oggi alla guida di Jaguar Land Rover, è stato sostituito anche come in conseguenza dell'arresto dell'ex leader Carlos Ghosn. Ora de Meo sta portando avanti piani volti a rafforzare i profitti, rilanciare la travagliata partnership con Nissan Motor e tagliare i costi chiudendo siti produttivi ed eliminando 14.600 posti di lavoro.

Il mese scorso il nuovo ceo di Renault ha presentato un piano di inversione di tendenza mirato a un margine operativo di oltre il 3% entro il 2023 e almeno del 5% entro la metà del decennio. Gli analisti hanno affermato che il piano manca di ambizione considerando il rendimento del 4,8% nel 2019, prima della pandemia. Tuttavia Renault ha fatto sapere di avere ottenuto già il 60% dei 2 miliardi di euro previsti in tagli dei costi programmati sin dalla metà del 2020, dalla precedente gestione. Sebbene la società non abbia fornito una guidance per il 2021, ha avvertito che un collo di bottiglia globale nella produzione di chip per auto potrebbe ridurre la sua produzione di auto di 100.000 veicoli quest'anno, con un picco nel secondo trimestre.

Renault in Borsa ha perso fino all’8,5% nei primi scambi a Parigi per poi ritracciare al 4,4. Il saldo dell’anno resta positivo di circa il 5%.

Per approfondire

Luca De Meo: «Così Renault uscirà dalla crisi. Fondamentale sostenere l'Alleanza con Nissan»

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