CAMBIO AL VERTICE

Renault: salta Thierry Bollorè. Si riaprono i giochi con Fca?

Il consiglio di amministrazione della Régie nationale porta al vertice il direttore finanziario Clotilde Delbos. Bene i titoli in Borsa

di Mario Cianflone


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3' di lettura

Il terremoto era previsto ed è avvenuto, a tre giorni da un’analoga rivoluzione in Nissan. Il Cda della casa auto francese ha infatti rimosso dalle sue funzioni il ceo Thierry Bolloré. L'attuale direttore finanziario della Renault, Clotilde Delbos, è stata incaricata di ricoprire l'incarico ad interim.

Si tratta di un nuovo sequel del caso Carlos Ghosn in casa Renault. La decisione è stata decisa in un Cda straordinario. Il siluramento di Bolloré, anticipato nei giorni scorsi, è avvenuto per iniziativa del presidente, Jean-Dominique Senard, con l'appoggio dello stato francese, che detiene il 15% del capitale del gruppo. Da mesi, le voci sulle divergenze fra Bolloré e Senard erano all'ordine del giorno. Bolloré ha parlato di un «colpo di mano clamoroso e inquietante».

La casa francese è stata sottoposta a costanti scosse telluriche dopo l’allontamento ad aprile di Carlos Ghosn da numero uno di Renault e dell’alleanza Renault-Nissan-Mitsubishi, a seguito dell’arresto in Giappone per frodi ed illeciti. A fine maggio si aprì il capitolo della fusione con Fca che sembrava data per fatta e poi naufragò nel giro di qualche giorno per i freni posti dallo stato francese e a causa di resistenze interne a Renault e anche esterne causate dagli attriti con gli alleati giapponesi.

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La fusione avrebbe dovuto dar vita ad una realtà industriale in grado di coprire la quasi totalità dei segmenti di mercato, partendo dalle citycar elettriche, passando per i pick-up e arrivando al settore premium e delle supercar. Con la fusione tra Fca e Renault, l'Alleanza (incluse quindi Nissan e Mitsubishi) avrebbe superato i 15 milioni di veicoli prodotti annualmente staccando di oltre quattro milioni il gruppo Volkswagen, attualmente al primo posto.

Al momento una riapertura dei dialoghi con Fca non è sul tavolo anche se nulla può essere escluso e il mercato ha dato segnali di apprezzamento in questo senso, premiando sia il titolo Renault che quello Fiat Chrysler. Un mese fa Bollorè aveva dichiarato al Sole 24 Ore: «Non parliamo più con Fca. La partnership non è più sul tavolo. Guardiamo avanti e ci spiace molto. Credo che dispiaccia anche a loro, che rimpiangeranno la nostra tecnologia come quella che è dentro la nuova Captur, (facendo un sottointeso riferimento alla piattaforma modulare e alle tecnologie che Fca non ha, ndr). Con Nissan lavoriamo per sostenere l'Alleanza».

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E ora è da capire come si muoveranno i nuovi vertici (anche quelli dell’alleato giapponese) perché il consolidamento nel settore automotive è cruciale per uscire dal deserto dei margini in cui si trova.

E in effetti secondo gli analisti di Citi gli avvicendamenti alla guida di Nissan e Renault potrebbero riaprire i giochi per un'alleanza tra Fca e il costruttore francese. Citi ricorda come sia Senard, che l'interim ceo, Clotilde Delbos, sono stati sostenitori di una fusione con Fca mentre il nuovo management team di Nissan vorrà probabilmente costruire la sua eredità e «una mega fusione transcontinentale potrebbe essere proprio» la strada per farlo.

«Questa è la vita delle aziende. Ci sono momenti in cui è utile per un'azienda trovare nuova linfa, non c'è nulla di personale». Così Senard, ha commentato la decisione. Il cambio al vertice «era necessario per il rinnovo dell'alleanza» con Nissan, ha detto. Proprio il presidente di Renault aveva fatto pressioni per un'uscita di Bolloré, con il consenso del Governo francese (confermato oggi dal ministro delle Finanze, Bruno Le Maire), che detiene una partecipazione del 15% nella casa automobilistica. L'estromissione di Bolloré dovrebbe migliorare i rapporti con Nissan e rilanciare un'alleanza che negli ultimi tempi si è appannata a causa di una serie di tensione interne.

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