AUTO

Renault, sì al prestito da 5 miliardi garantito dallo Stato

L'apertura di credito, che potrà essere utilizzata integralmente o parzialmente, consentirà di garantire il finanziamento del fabbisogno di liquidità del gruppo in un contesto di crisi senza precedenti

di Al.An.

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(Epa)

L'apertura di credito, che potrà essere utilizzata integralmente o parzialmente, consentirà di garantire il finanziamento del fabbisogno di liquidità del gruppo in un contesto di crisi senza precedenti


2' di lettura

Ampiamente annunciato da giorni è arrivato per Renault anche il momento del prestito garantito dallo Stato. Cinque miliardi di euro per sostenere la Regie in uno dei momenti più difficili della sua storia, soprattutto per effetto della crisi dell’Auto scatenata dalla pandemia . Per la casa guidata dal presidente jean-Dominique Senard e dalla ceo ad interim Clotilde Delbos (dal 1 luglio subentrerà Luca De Meo, in arrivo da Seat) una convenzione di apertura di credito per un importo totale massimo di 5 miliardi di euro con un pool di banche, potendo, appunto, contare sulla garanzia dello Stato francese. L'apertura di credito, che potrà essere utilizzata integralmente o parzialmente, consentirà di garantire il finanziamento del fabbisogno di liquidità del gruppo in un contesto di crisi senza precedenti. Renault la scorsa settimana ha annunciato un piano di contenimento dei costi che vale 2 miliardi e tagli per 14.600 posti di lavoro, di cui 4.600 in Francia.

Ecco le principali caratteristiche dell'apertura di credito: importo totale massimo di 5 miliardi di euro, usufruibile integralmente o parzialmente e in un'unica soluzione o in più volte entro il 31 dicembre 2020; scadenza iniziale di 12 mesi per ogni prelievo, con la facoltà per Renault di prorogare la scadenza di ulteriori tre anni; garanzia dello Stato francese sul 90% dell'importo totale del prestito; pool di banche composto da cinque istituti: BNP Paribas, Crédit Agricole, HSBC France, Natixis e Société Générale.

«Accompagniamo Renault in una delle più gravi crisi della sua storia, per questo bisogna accettare che ci sia una parte di ristrutturazioni», ha commentato la segretaria di Stato francese all'Economia, Agnès Pannier-Runacher, intervistata da radio France Inter, dopo il via libera del prestitogarantito dallo Stato al gruppo automobilistico.

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