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Renault, il sindacato firma l’accordo per 2.500 uscite volontarie

L’accordo con i sindacati riguarda funzioni ingegneristiche e terziarie del gruppo in Francia. Restano da negoziare i 2.100 tagli previsti nelle fabbriche francesi.

di Al.An.

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(Afp)

L’accordo con i sindacati riguarda funzioni ingegneristiche e terziarie del gruppo in Francia. Restano da negoziare i 2.100 tagli previsti nelle fabbriche francesi.


2' di lettura

Il sindacato CFE-CGC di Renault ha deciso di firmare l'accordo per la soppressione di 2.500 posizioni nelle funzioni ingegneristiche e terziarie del gruppo in Francia, tramite uscite volontarie. La firma del sindacato rende valido l'accordo, già firmato dall'altra sigla sindacale FO. Si tratta di un accordo previsto dal piano per risparmiare oltre 2 miliardi in tre anni, annunciato a fine maggio dal management, che prevede circa 15.000 tagli di posti di lavoro nel mondo, di cui 4.600 in Francia. Restano da negoziare i 2.100 tagli previsti nelle fabbriche francesi.

Lo scorso maggio era intervenuto il ministro francese dell'economia, Bruno Le Maire (lo Stato è primo azionista con una quota del 15%) che aveva commentato il momento della casa della Losanga parlando di «seria difficoltà finanziaria» e aggiungendo che bisogna agire «urgentemente», perché Renault «può scomparire».

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Una settimana dopo era stato presentato il piano, pensato per affrontare un forte calo della domanda accentuato dalla crisi del coronavirus. Renault ha come obiettivo risparmi per 2 miliardi di euro nei prossimi tre anni tagliando sia la produzione e puntando sui modelli più redditizi. La casa francese ha dichiarato che le misure di ristrutturazione, compresi i tagli ai posti di lavoro e i trasferimenti che coinvolgeranno poco meno del 10% della forza lavoro mondiale, costeranno 1,2 miliardi di euro. «Abbiamo pensato troppo in termini di vendite», aveva dichiarato l’allora ceo ad interim di Renault Clotilde Delbos, aggiungendo che la casa automobilistica «sta tornando alle sue basi» dopo aver investito e speso troppo negli ultimi anni.

Renault prevedeva nel piano di abbattere i costi proprio attraverso il taglio in aree come l'ingegneria, riducendo il numero delle componenti che utilizza, congelando i piani di espansione in Romania e Marocco e riducendo in maniera significativa la manifattura delle scatole di cambio in tutto il mondo. L'azienda ha in programma di ridurre la capacità produttiva a livello globale a 3,3 milioni di veicoli nel 2024 dai 4 milioni attuali, concentrandosi su aree come gli sport utility vehicles o le vetture a propulsione elettrica.

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