il focus

Renault sotto inchiesta a Parigi, titolo giù in Borsa

di Marco Moussanet


(AFP)

1' di lettura

PARIGI - DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
Nuovi guai in vista per Renault sul dossier dei sistemi di controllo delle emissioni. La Procura di Parigi ha infatti deciso di aprire un'inchiesta – affidata a tre giudici istruttori – ipotizzando il reato di «frode sui controlli che hanno reso il prodotto pericoloso per la salute». Il titolo del costruttore francese è immediatamente caduto in Borsa.

La vicenda risale all'autunno 2015, quando – in seguito allo scandalo Volkswagen – il ministero francese dell'Ambiente decise di costituire una commissione indipendente incaricata di effettuare dei test su un centinaio di veicoli commercializzati in Francia da una dozzina di case automobilistiche. I rapporti della commissione, resi noti nel luglio dell'anno scorso, avevano evidenziato il superamento delle soglie di emissione nella guida normale rispetto a quelle dei test di omologazione. Nel mirino, oltre al gruppo tedesco, era finita soprattutto Renault. La quale continua a ribadire di aver «sempre rispettato scrupolosamente la legislazione francese ed europea. I veicoli Renault sono sempre stati omologati conformemente alla legge e alle regolamentazioni».

Nel contempo una seconda serie di controlli era stata effettuata, su richiesta del ministero dell'Economia, dalla Direzione per la repressione delle frodi. Che nel quadro delle sue indagini, un anno fa aveva effettuato delle perquisizioni in alcuni centri di Renault, che già avevano avuto un impatto negativo sul titolo.
Tre mesi fa, la Direzione anti-frodi aveva trasmesso i risultati del suo lavoro alla Procura. La quale ha evidentemente deciso che ci fossero gli estremi per l'apertura di un'inchiesta.

Renault è il secondo costruttore, appunto dopo Volkswagen nel febbraio dell'anno scorso, a essere formalmente indagato dalla magistratura francese.

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