primo semestre

Renault, utile dimezzato. Bolloré: sogno ancora la fusione con Fca

Il gruppo francese ha tagliato la previsione dei ricavi per il 2019, che vede ora vicini al risultato dello scorso anno anziché in crescita. Intanto le vendite sono in calo del 6,7% a 1,94 milioni di unità

di Alberto Annicchiarico


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(Ap)

2' di lettura

Se si escludono Volkswagen e Psa è lunga la scia delle case automobilistiche che pagano dazio, nei primi sei mesi dell'anno, alla debolezza del mercato mondiale e alla fase di profonda trasformazione dell'industria. Non fa eccezione Renault (che comprende oltre alla stessa Renault i marchi Alpine, Dacia, Lada e Samsung Motors). Il gruppo francese ha tagliato la previsione dei ricavi per il 2019, che vede ora vicini al risultato dello scorso anno anziché in crescita. Intanto le vendite sono in calo del 6,7% (1,94 milioni di unità) «in un mercato mondiale in calo del 7,1%».

L'utile netto si è attestato a 1.048 milioni di euro (rispetto ai 2.040 di un anno prima), penalizzato dalla flessione del contributo di Nissan, in calo di 826 milioni di euro (giovedì la casa giapponese ha annunciato il crollo degli utili e il raddoppio del taglio dei dipendenti a 12.500). Vendite in calo del 6,7% (1,94 milioni di unità) «in un mercato mondiale in calo del 7,1%». L'utile operativo è sceso a 1,654 miliardi di euro da 1,914 miliardi, con il margine sceso al 5,9% dal 6,4% del primo semestre 2018. L'utile per azione è calato a 3,57 euro da 7,24 euro. Il free cash flow delle attività automotive è stato negativo per 716 milioni di euro, «soprattutto a causa degli investimenti», mentre nei primi sei mesi del 2018 era stato positivo per 418 milioni di euro.

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«In un contesto più difficile del previsto, - ha dichiarato il ceo Thierry Bolloré - il gruppo Renault ha mantenuto la rotta e registrato performance in linea con le attese per la prima parte dell'anno. L’introduzione di numerosi nuovi modelli (su tutti la quinta serie della Clio, l’auto francese più venduta nel mondo e la prima realizzata con la piattaforma Cmf-b sviluppata dall'Alleanza Renault-Nissan, ndr), la maggiore competitività e la grinta dei team consentono al gruppo di confermare gli obiettivi di redditività dell'anno».

Guardando al futuro, Bolloré, ha detto anche, rispondendo a Bloomberg Tv, di condividere con il presidente Jean Dominique Senard, «lo stesso sogno» di far rivivere le trattative con Fca per una fusione, anche se al momento non ci sono più discussioni in corso con il gruppo italo-americano.

«I fondamentali per questa operazione ci sono - ha aggiunto Bolloré - anche se «la nostra priorità è assicurarci che l'alleanza» con Nissan «stia funzionando nel modo più salutare», aiutando l'alleato giapponese «a uscire» dalla difficile situazione in cui si trova.

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