SMALL CAP IN BORSA

Reno De Medici cresce all’estero. Focus sull’efficienza operativa

di Vittorio Carlini


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5' di lettura

Sfruttare la dinamica, sempre più concreta, della sostituzione, negli imballaggi, della plastica tradizionale con materiali biodegradabili. Tra cui il cartoncino. Poi: proseguire nella digitalizzazione e efficientamento della propria filiera produttiva. Ancora: spingere ulteriormente, pur rimanendo essenziale l’Italia, l’internazionalizzazione del business.

Sono tra le strategie di Reno De Medici a sostegno della sua attività. Si tratta di focus, in particolare il primo, che per essere compresi richiedono di ricordare l’oggetto sociale del gruppo. Reno De Medici, di cui la “Lettera al risparmiatore” ha incontrato i verti, articola l’attività in due grandi aree. La prima, quella storica e maggiormente rilevante, è il cosiddetto “White lined chipboard” (Wlc) Cioè: la realizzazione, attraverso carta riciclata, di cartoncino patinato per l’imballaggio. La seconda invece è il “Folding box board segment” (Fbb), cui si riconduce il cartoncino per astucci pieghevoli prodotto da fibre vergini.

Onda ecologista
Ebbene: l’azienda sottolinea che, proprio nel Wlc, un key driver rilevante è la sempre maggiore richiesta d’imballaggi costruiti con materiale biodegradabile, in sostituzione della plastica tradizionale. In tal senso Reno De Medici ha istituito, al suo interno, la funzione di “packaging design” che ha anche lo scopo di contribuire allo sviluppo di prodotti più eco-sostenibili. Ma non è solo questione di ambiente. Altro fattore che, secondo l’azienda, sostiene il business del Wlc è la crescita del commercio elettronico. L’e-commerce, per sua stessa natura, richiede la spedizione dell’oggetto acquisito in un imballaggio. Ecco, nuovamente, il trend da sfruttare per sviluppare l’attività.

Ciò detto, con riferimento alla concreta attività di Reno De Medici, può ricordarsi che alla fine del 2018 il peso delle fibre riciclate era oltre l’80% dei ricavi e quello da fibra vergine un po’ meno del 20%. La domanda è: nel medio periodo la fotografia cambia? La società risponde positivamente. Il gruppo, al netto dell’obiettivo di crescere in entrambi i settori, indica che il “White lined chipboard” è destinato ad incrementare la sua incidenza. Dapprima perchè nel mondo delle fibre vergini, dove la capacità produttiva di Reno De Medici è satura, per fare crescere il business, attraverso le economie di scala, sarebbero necessari investimenti considerati troppo elevati. Poi perchè l’attività di M&A, anche grazie ai prezzi di mercato inferiori rispetto a quelli dell’Fbb, è più facile possa concretizzarsi nel comparto delle fibre riciclate. Infine perchè il gruppo, puntando sull’internazionalizzazione, vuole espandersi soprattutto stando vicino ai fornitori di materia prima e ai clienti. Una duplice condizione che è fattibile soprattutto nel settore della carta riciclata. Con il che, inevitabilmente, quest’ultima assumerà maggiore peso.

Crescita organica debole?
Già, maggiore peso. L’accennato M&A della cartiera spagnola, più in generale, ha contribuito ad espandere il giro d’affari di Reno De Medici. Nel primo trimestre del 2019, contraddistinto anche dalla salita del Mol, i ricavi netti si sono assestati a 183,7 milioni(+16,5% rispetto allo stesso periodo del 2018). Sennonchè, senza considerare il contributo della neoacquisita (Barcelona Cartonoboard), il fatturato risulterebbe in calo. Questo induce il risparmiatore a ipotizzare che l’attività organica sia caratterizzata da debolezza. Reno De Medici rigetta la preoccupazione. Dapprima, ricorda l’azienda, il settore di riferimento è piuttosto maturo. Quindi i tassi di crescita sono comunque contenuti. Inoltre, sottolineando che il business aziendale è parzialmente ciclico, Reno De Medici rammenta che l’economia nella prima parte del 2018 è stata più forte di quella di inizio 2019. Quindi il confronto è poco significativo. Infine, tiene a precisare la società, il focus di Reno De Medici non è sulla crescita fine a se stessa, bensì sulla dinamica della marginalità. Di conseguenza il gruppo non vede particolari problemi sul fronte in oggetto. Ciò considerato, però, può sottolinearsi un ulteriore aspetto: l’Ebitda margin dei primi tre mesi dell’anno, seppure in doppia cifra, è risultato inferiore a quello di un anno prima. Vero, dice Reno De Medici. E, tuttavia, la multinazionale tascabile sottolinea che si tratta dell’effetto dell’acquisizione di Barcelona Cartonoboard, contraddistinta da un rapporto Mol sui ricavi inferiore a quello del gruppo. La cartiera spagnola però, viene spiegato, è in linea con il programma d’integrazione. Un iter che la porterà anch’essa ad avere, nel 2021, l’ Ebitda margin a doppia cifra. Insomma: pure rispetto alla marginalità Reno De Medici non vede particolari problemi.

I settori di business
Fin qui alcune considerazioni riguardo la produzione di cartoncino con carta riciclata e l’M&A. Quali, però le concrete strategie nel “Folding box board segment”? La società in questo segmento, da un lato, non ipotizza per l’appunto grandi investimenti; ma dall’altro, oltre a proseguire nella realizzazione di prodotti di nicchia a valore aggiunto, continua nel pressing sull’efficienza operativa.

Quest’ultima strategia, a ben vedere, è trasversale all’intero gruppo e costituisce una priorità. Così Reno De Medici punta, tra le altre cose, sulla flessibilità produttiva. Ad esempio: viene sfruttata la maggiore uniformità delle specifiche tecniche dei prodotti di modo da trasferire, ove possibile, la produzione in funzione della domanda. Non solo. È rilevante la stessa ottimizzazione del mix di prodotto. In tal senso è stato deciso di spostare la realizzazione in fibra vergine proprio dalla cartiera spagnola, focalizzando quest’ultima sulle soluzioni da carta riciclata. Il risultato? L’incremento della produzione a 200.000 tonnellate l’anno senza nuovi investimenti. Infine non va dimenticata l’operatività del team di “Integration & Continuos improvement”. Vale a dire: l’organo che deve gestire al meglio la programmazione produttiva. Da un lato mantenendo stretto il contatto, grazie all’incremento del portafoglio prodotti e dei servizi, con la clientela; e dall’altro, anche con l’aiuto di sistemi di statistica predittiva, adeguandosi alla domanda. La strategia, unitamente all’informatizzazione e digitalizzazione dei processi, ha tra gli obiettivi quello di rendere il business più resiliente alla congiuntura. Tanto che il target è arrivare ad avere l’Ebitda margin strutturalmente, cioè indipendentemente dalla volatilità del Pil, oltre il 10% nel 2021.

Dalla marginalità ai mercati geografici. Alla fine del 2018 i ricavi generati in Italia valevano il 33% del totale; quelli realizzati in Europa (ex Italia) incidevano per il 55% mentre i Paesi extra europei pesavano il 12%. Si tratta di una divisione che, nel medio periodo, è destinata a cambiare? A livello di crescita organica, in linea di massima, il break down resterà tale. Tuttavia con l’M&A, finalizzato anche soprattutto alla maggiore internazionalizzazione, l’incidenza del mercato domestico è destinata scendere.

Il rischio Italia
A fronte di un simile contesto, però, il risparmiatore esprime il seguente timore. Certo: il peso dell’Italia, come mostra il dato del primo trimestre 2019, è in calo. Tuttavia la sua rilevanza è ancora indiscutibile. Il che, visto il rischio stagnazione cui andiamo incontro, non è positivo. Reno De Medici, pure consapevole della situazione, fa professione d’ottimismo. Dapprima perchè, per l’appunto, c’è la spinta alla crescita estera. Poi perchè, viene spiegato, grazie anache al programma sull’efficientamento la società acquisisce quote di mercato domestiche. Infine perchè il driver di sostituzione della plastica aiuta comunque il business. In conclusione, quindi, Reno De Medici sottolinea di essere in grado di gestire la situazione.

A fronte di un simile contesto, quali le prospettive economico contabili sull’intero 2019? Reno de Medici afferma che, in un anno comunque non facile, ricavi e Mol sono previsti in rialzo rispetto al 2018. I Capex invece sono stimati, al netto di operazioni straordinarie, tra 26-28 milioni. Di questi circa 10 milioni sono appannaggio della manutenzione. Il rimanente è indirizzato ad un mix d’attività: dal risparmio energetico alle maggiori efficienze.

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