MAGGIORANZA A RISCHIO

Renzi: Conte torni indietro sul Recovery plan o pronti a far cadere il governo

Il leader di Italia viva a El País: se il premier vuole pieni poteri come Salvini, io dico no. Zingaretti: nessuno deve chiedere marcia indietro, non è lo spirito giusto

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Fino a dove vuole spingersi Matteo Renzi nella sfida lanciata a Giuseppe Conte? L’ex premier sembra pronto stavolta ad arrivare fino alla caduta del governo guidato dall’«avvocato del popolo». Intenzioni ribadite più volte, l’ultima in modo forse mai così esplicito in un’intervista al quotidiano spagnolo El País in cui dice che, se il presidente del Consiglio non farà marcia indietro sulla cabina di regia per la gestione del Recovery fund, l’appoggio di Italia viva verrà meno: «Perché - chiarisce il senatore di Rignano - questo non è un problema di posti, che pure mi hanno offerto» e «il meccanismo del dibattito sulle regole istituzionali non può essere compensato con un piccolo accordo». Per Renzi, «non si può accettare che in nome dell’emergenza, 10 mesi dopo il suo inizio» Conte «si arroghi tutti i poteri dello Stato per spendere questi 200 miliardi. Abbiamo rimosso Salvini per questo».

Zingaretti: nessuno deve chiedere marcia indietro

Parole che accendono subito le reazioni dentro la maggioranza. A partire dal segretario del Pd Nicola Zingaretti: «Nessuno - dice - deve chiedere marcia indietro a nessuno . Sul recovery oggi il ministro Amendola ha confermato che dopo l’ok al testo si apre una fase di confronto in cui chiamare tutti a contribuire per arricchire e migliorare la proposta. Questo è lo spirito giusto che si deve avere: impegnarsi a trasformare in realtà quanto il Governo ha conquistato in Europa. Questo è il senso delle scelte che abbiamo fatto insieme il 5 novembre al vertice a Palazzo Chigi, l’opposto che parlare di crisi, per altro in pieno Consiglio europeo, ma la scelta di affrontare».

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Bonafede: irrispettoso minacciare una crisi a Consiglio Ue in corso

Molto duro commento di Alfonso Bonafede, minitro della Giustizia e capo delegazione M5S: «È irresponsabile attaccare il governo di cui si fa parte, per di più da un quotidiano estero, minacciando addirittura una crisi mentre il Consiglio Ue è ancora in corso e l'Italia sta facendo valere le proprie ragioni. Questo vuol dire indebolire deliberatamente l'Italia a livello internazionale. Non solo non è accettabile ma è irrispettoso nei confronto di tutti gli italiani».

Le mosse di Renzi

Le critiche di Renzi si concentrano sulla task force tecnica pensata da Palazzo Chigi per la gestione dei progetti inclusi nel Recovery fund. «Non può sostituire il parlamento» ha spiegato anche nel suo intervento di mercoledì al Senato. C’è poi quello che l’ex premier è anche un problema di merito: il Piano di ripresa e resilienza Next generation Italia destina alla sanità 9 miliardi sui 196 complessivi. Una cifra giudicata da Renzi del tutto inadeguata: «Per me ce ne vogliono il doppio, il triplo».

L’ex premier ha chiarito che il suo obiettivo non è avere «una poltrona in più» e, in Aula, rivolgendosi a Conte, ha messo a disposizione i tre posti di Italia viva al governo (ministero dell’Agricoltura, ministero della Famiglia e sottosegretario agli Esteri). Renzi ha anche escluso di voler entrare a far parte dell’Esecutivo: tra le ipotesi circolate c’era quella di un suo incarico come ministro della Difesa in vista (altra ipotesi) di un futuro da segretario generale della Nato (il mandato del norvegese Jens Stoltenberg che doveva scadere nel 2020 è stato esteso fino al 2022).

L’ex segretario del Pd sembra piuttosto scommettere sulla possibilità di una nuova maggioranza che possa sostenere il Governo dopo la caduta di Conte. Il ricorso a nuove elezioni, nello schema del leader di Iv, non è affatto sconatato. «La bussola per il Presidente della Repubblica è la Costituzione - ha detto in un’intervista al Messaggero -. E la Costituzione dice che si verifica se c’è una maggioranza in Parlamento. Spero che non si arrivi a tanto ma se si arrivasse lì, scommetto sulla presenza di un’ampia maggioranza parlamentare. Penso che voteremo per le politiche nel 2023».

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