su taglio parlamentari apertura ai M5s

Renzi: folle votare subito, ora governo istituzionale

La proposta è subito respinta dal segretario dem Nicola a Zingaretti «per non dare uno spazio immenso a Salvini», mentre Luigi Di Maio detta le sue condizioni, rilanciando la priorità dei grillini: approvare subito il taglio dei parlamentari. Richiesta accettabile, secondo Renzi, dal momento che «se si discute del futuro dell'Italia, dico a tutti i partiti di buona volontà: mettiamo a posto i conti e tagliamo i parlamentari»

di Vittorio Nuti


Manovra subito o 'tecnici' per blindare conti. Nodo Iva

6' di lettura

L’ex premier Matteo Renzi si iscrive al partito di chi non vuole andare subito alle urne, a cui punta invece la Lega. Dopo l’appello sul blog di Grillo («Salviamo l'Italia dai barbari, no alle elezioni») oggi è la volta del senatore dem: andare a votare subito sarebbe «folle». Adesso - spiega - ci vuole un governo istituzionale, che permetta agli italiani di votare il referendum sul taglio dei parlamentari, che eviti l’aumento dell’Iva, e che gestisca le prossime elezioni politiche senza strumentalizzazioni.

Lega: manovra pronta
La proposta è subito respinta dal segretario dem Nicola a Zingaretti «per non dare uno spazio immenso a Salvini», mentre il leader della Lega Matteo Salvini ribatte riepilogando i capitoli della manovra della Lega «già pronta»: dalle «tasse ridotte al 15%» alla «pace fiscale con Equitalia per milioni di Italiani». Poi «nessun aumento dell'Iva ma riduzione delle tasse sulla casa». A Renzi, conclude, «interessa solo perder tempo per salvare la poltrona». Il capo politico M5S Luigi Di Maio detta le sue condizioni, rilanciando la priorità dei grillini: approvare subito il taglio dei parlamentari. Richiesta accettabile, secondo Renzi, dal momento che «se si discute del futuro dell'Italia, dico a tutti i partiti di buona volontà: mettiamo a posto i conti e tagliamo i parlamentari». Contraria alla proposta Renzi è la leader di FdI Giorgia Meloni: «Fratelli d’Italia rivolge un appello al Presidente Mattarella: non consenta una vergogna di questo tipo».

Le manovre per unire il centrodestra
«Conto di vedere sicuramente gli alleati a livello locale del centrodestra – ha detto Salvini – perché sicuramente alcune elezioni regionali ci sono: in Umbria sono fissate il 27 ottobre, in Emilia Romagna dovrebbero essere a dicembre e poi ci saranno Calabria, Marche, Toscana. Sicuramente su questo l'alleanza che ha vinto tutte le elezioni negli ultimi mesi deve ritrovarsi e proporre candidati comuni prima possibile». Salvini – che ieri è stato contestato durante il suo tour, tanto che a Siracusa è dovuta intervenire la polizia per allontanare i manifestanti dal palco – ha spiegato: «Penso che già la settimana prossima ci ritroveremo con gli alleati per le regionali, ovviamente si parlerà anche di altro». Per il momento Lega, FdI, e Fi sono uniti nel chiedere subito elezioni, contro ogni governo di scopo. Anche se Silvio Berlusconi chiede garanzie in merito a una alleanza di tutto il centrodestra prima del voto.

GUARDA IL VIDEO: Salvini invoca: voto subito

Governo "salva-conti"
Per rimescolare le carte del gioco politico il senatore Renzi - che ancora controlla i gruppi parlamentari del Pd e influenza una buona fetta di elettori dem - ufficializza in una intervista al Corriere della Sera la sua proposta di un governo " di scopo" che lavori per salvare i conti italiani evitando l’esercizio provvisorio, già fatta circolare nella serata di ieri. E ne rilancia i contenuti sui social, portandola alla luce del sole per evitare l'accusa di tramare nell’ombra puntando a un "inciucio" con i 5 Stelle. «Io ritengo che andare a votare con questo sistema istituzionale, con questo ministro dell’interno, con il rischio dell’aumento dell’Iva sia assurdo. Faccio un appello a tutte le forze politiche - quelle più vicine e quelle più lontane, ma tutte - perché prevalga il senso delle istituzioni», spiega sul suo account Instagram.

Sì a un esecutivo istituzionale
«Per chi come noi pensa prima all'Italia che alla Ditta è il momento di dare una mano: una mano per evitare l'aumento delle tasse con un esecutivo istituzionale che impedisca la crisi economica e finanziaria - prosegue il post - sappiamo come gestire i conti pubblici, non sarà una manovra lacrime e sangue». Salvini - chiude il ragionamento Renzi - «ha preso il 17% e vuole decidere tutto da solo: non funziona così. E non ha senso trasformare l'Italia in un campo di battaglia per chi si odia. Prima mettiamo in sicurezza il nostro meraviglioso Paese, poi confrontiamoci in campagna elettorale e che vinca il migliore».

Pd in imbarazzo
La proposta lanciata da Renzi crea un evidente imbarazzo nel Partito Democratico. La cui linea ufficiale, votata all’unanimità dalla direzione nazionale, è quella del «non esistono le condizioni politiche per un altro governo, almeno con il Pd», come ribadito appena ieri vicesegretaria Paola De Micheli. Che ha anche sottolineato come la manovra da 23 miliardi «debba essere fatta dopo un chiaro mandato popolare: se ci sono le elezioni, come auspichiamo, siamo pronti».

Zingaretti: no a governo M5s-Pd, darebbe spazio a Salvini
«Ho ben chiara la minaccia dell'iniziativa di Salvini, addirittura per la tenuta della democrazia liberale, ma il sostegno a ipotesi pasticciate e deboli ci riproporrebbe ingigantito lo stesso problema tra poche settimane», mette in chiaro il segretario dem Nicola Zingaretti, che replica alla proposta di Renzi sull'Huffington post. No quindi, «con franchezza» a «una esperienza di governo Pd-M5s per affrontare la drammatica manovra di bilancio e poi magari dopo tornare alle elezioni», anche per il «timore che questo darebbe a Salvini uno spazio immenso».

Calenda: proposta di Renzi è folle
«È folle quello che tratteggia Renzi, è un tentativo di prendere qualche mese in più, nel frattempo levare le castagne dal fuoco con un governo tecnico che dovrebbe fare una manovra lacrime e sangue, votandola assieme al Movimento 5 Stelle e a Forza Italia per avere infine Salvini al 60%», ha ha detto Carlo Calenda. Dario Franceschini, che già in passato aveva inviato a dialogare con i grillini, è parso più aperturista: «Dopo l’intervista di Matteo Renzi, invito tutti nel Pd a discutere senza rancori e senza rinfacciarsi i ca€mbiamenti di linea. Io lo farò. Anche perché in un passaggio così difficile e rischioso, qualsiasi scelta potrà essere fatta solo da un Pd unito e con la guida del Segretario». Intanto il vicepresidente della Camera Ettore Rosato chiede che i gruppi Pd votino la proposta di Renzi.

Di Maio: priorità M5S è il taglio dei parlamentari
Giocando di sponda con l'appello lanciato ieri dal leader carismatico Grillo il capo politico e vicepremier Luigi Di Maio preferisce ribadire via Facebook i «tre punti fondamentali» che orientano la linea dei 5 Stelle, non interessati ai «giochi di palazzo». La priorità - questo è il messaggio a Renzi e a chiunque, in Parlamento e fuori, teme le urne - è l’approvazione immediata da parte della Camera del taglio di 345 parlamentari. «Dopo che questa riforma ha già passato 3 voti di 4 necessari», scrive Di Maio, «ne manca solo uno. Ci vogliono solo due ore ed è fatta. Solo due ore. E il mio appello è rivolto a tutte le forze politiche in Parlamento».

Il mantra del «nessun inciucio, nessun giochetto»
Una volta approvata la riforma del numero dei parlamentari (cui peraltro il Pd si è sempre opposto) Di Maio propone un confronto in Aula «per capire chi abbia davvero intenzione di sfiduciare Giuseppe Conte». Lasciando uno spiraglio, sembra di capire, all’ipotesi di un governo alternativo a quello Conte. Il terzo punto è la stella polare Mattarella: «Ci affidiamo alle decisioni del Presidente della Repubblica». «L'unica apertura da fare è al buon senso. Tagliamo 345 poltrone. Nessun inciucio, nessun giochetto. Solo mezzo miliardo in meno di sprechi da investire in scuole, strade e ospedali», conclude il vicepremier M5S.

GUARDA IL VIDEO: Non basta dire «al voto»: ecco il timing della crisi

Renzi insiste e apre ai 5S: sistemiamo i conti e tagliamo i parlamentari
La replica di Renzi al segretario arriva a strettissimo giro con una intervista al TG5: «Dopo aver messo i conti a posto, si vada a votare e le assicuro che noi e i Cinque Stelle staremo da due parti diverse». Il suo appello - aggiunge - «è a tutti: Grillo, Cinque stelle, a Leu, Forza Italia, la Lega, destra, sinistra, autonomie. Prima di andare a votare si mettano a posto i conti», mentre il nome del governo dovrebbe essere «governo istituzionale», ma «dopo il governo no tav e non tap» meglio chiamalo governo «no tax». « Se ragionassi di pancia direi "coi grillini nemmeno un caffè. Ma se si discute del futuro dell'Italia, dico a tutti i partiti di buona volontà: mettiamo a posto i conti e tagliamo i parlamentari», conclude Renzi. Parole che lasciano la porta aperta ad una convergenza con i 5 Stelle sulla priorità indicata da Di Maio, primo passo verso un governo "no tax" che allontani le urne a favore di una legge di bilancio gestita dai «partiti di buona volontà».

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