le tensioni nella maggioranza

Renzi: se cade il Conte Bis ci sarà nuovo governo, non le urne. Noi all’opposizione

Continuano le tensioni nella maggioranza rispetto all'ipotesi di una “sostituzione” nella maggioranza del gruppo di parlamentari renziani. Ma Italia Viva partecipa al tavolo sull’agenda dell’esecutivo


Sì riforma penale con lodo Conte bis, scontro frontale con Renzi

2' di lettura

«Io non voglio andare a elezioni. Erano altri quelli che avevano già fatto l'accordo con Salvini. In più le elezioni non ci saranno per mesi (dopo il referendum di marzo vanno rifatti i collegi e dunque servono tempi tecnici). Per cui, se cade il Governo Conte Bis, ci sarà un nuovo Governo. Non le elezioni». Così il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, in un passaggio della sua enews. Un chiaro messaggio inviato alla maggioranza che per ora ha come replica solo un gelido silenzio.

Renzi: non hanno i numeri per il Conte ter
Ad ogni modo, chiarisce il leader di Iv, il suo partito non farà parte di un eventuale Conte-ter. «Da giorni - denuncia - molti nostri senatori sono avvicinati da inviti a lasciare Italia Viva. Alcuni di loro sono già stati indicati da taluni media come pronti alla fuga. Se dieci senatori di Italia Viva passassero dall’altra parte ci sarebbe il Conte Ter: terzo governo in tre anni, con terza maggioranza diversa. Io non ci credo, anche perché conosco i senatori di Italia Viva e non ne vedo dieci pronti ad andarsene (per adesso non ne vedo nemmeno uno, a dire il vero). Per me, non hanno i numeri e se ne stanno accorgendo proprio in queste ore. Ma se avranno i senatori che stanno cercando e i numeri per il conte Ter noi saremo felicemente all'opposizione».

«C'è chi ha lavorato a buttarci fuori»
«Una parte del Governo e della maggioranza ha lavorato per tutta la settimana per buttarci fuori e fare a meno dei nostri voti, perché noi sulla prescrizione non ci siamo accodati alla incomprensibile svolta giustizialista del PD. La nostra colpa? Difendere le garanzie per i cittadini dalle inefficienze dello Stato» aggiunge Renzi. E ancora: «Nessuno di noi ha detto che vuole sfiduciare Conte. Abbiamo detto che non condividiamo la battaglia sulla prescrizione. E che faremo valere su quella i nostri numeri. Punto. Noi su questo non torniamo indietro. Per noi, la prescrizione non vale la fine del Governo: ecco perché Bonafede farebbe bene a fermarsi lui, prima di combinare il patatrac.

I tavoli tematici
Toni battaglieri, insomma, da Renzi anche se oggi al primo tavolo di lavoro convocato a Palazzo Chigi nell'ambito dell'Agenda 2023 per fare il punto su Università, ricerca, Scuola e innovazione digitale il partito di Renzi è presente con una delegazione composta dalla senatrice Gelsomina Vono e il deputato Gabriele Toccafondi. Non si è ripetuta, insomma, la diserzione di giovedì scorso, quando le ministre di Italia Viva non si sono presentate al consiglio dei ministri sulla giustizia. Nel terzo tavolo della giornata, quello sulla modifica dei decreti sicurezza, per Italia Viva, ci sono Gennaro Migliore e Laura Garavini.

Gualtieri: governo stabile, durerà la legislatura
Parole tranquillizzanti arrivano dal ministro dell’Economia Roberto Gualtieri che afferma: «Il governo è stabile e andrà fino alla fine della legislatura e sono fiducioso che faremo ripartire il Paese. Gli italiani vogliono questo: un governo serio, pochi annunci e litigi ma molti fatti».

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