il confronto nella MAGGIORANZA

Renzi sceglie Renew Europe, il gruppo Ue che corteggia il M5S

Italia Viva si è sganciata dal gruppo europeo dei Socialisti e democratici (S&D) per entrare in quello dei centristi di Macron e degli ex liberali dell’Alde. Lo stesso gruppo aveva deciso di rilanciare il confronto con M5S per un ingresso dei pentastellati , ma il braccio di ferro tra M5S e renziani ha complicato la trattativa

di Andrea Carli


Gli scontri nella maggioranza: non solo prescrizione

2' di lettura

Il braccio di ferro tra Italia Viva e M5S all’interno della maggioranza sulla riforma della prescrizione voluta da Alfonso Bonafede, il pressing di Matteo Renzi sul ministro della Giustizia pentastellato - che non ha escluso una mozione di sfiducia nei suoi confronti - hanno già avuto una conseguenza: hanno reso improbabile l’ipotesi di un’adesione dei 14 eurodeputati Cinque Stelle al gruppo Renew Europe, lo stesso al quale nelle ultime ore ha aderito Nicola Danti, ex Pd e (unico) esponente di Iv a Strasburgo. Danti, e quindi Italia Viva, si è sganciato dal gruppo europeo dei Socialisti e democratici (S&D). Del gruppo Renew Europe fanno parte i centristi di Macron e gli ex liberali dell’Alde.

La trattativa con i Cinque Stelle
La scelta ha spiazzato i Cinque Stelle: nonostante non ci fosse una vera e propria trattativa con i liberali europei, ma «un dialogo occasionale e informale tra colleghi al parlamento europeo», l’ipotesi di un’adesione dei pentastellati - allo stato attuale gli eurodeputati M5S rientrano nel gruppo di non iscritti del parlamento europeo, nel quale confluiscono i parlamentari che non intendono iscriversi ad alcun gruppo politico organizzato o la cui consistenza numerica complessiva non supera le venticinque unità o non rappresentano almeno un quarto degli Stati membri - ha perso inevitabilmente quota. Il 22 gennaio l’ufficio di presidenza di Renew Europe al parlamento europeo aveva deciso di rilanciare il confronto con i Cinque Stelle per un ingresso dei pentastellati nel gruppo liberale. Ora lo scontro tutto interno alla maggioranza con Iv ha cancellato con un colpo di spugna ogni ipotesi di trattativa.

Il precedente di tre anni fa
Già a settembre il capogruppo di Renew Europe Dacian Ciolos, commissario europeo per l’agricoltura e lo sviluppo rurale nella commissione Barroso II, aveva frenato sulla possibilità di far entrare in squadra i Cinque Stelle. Ancora forte il ricordo di quanto era accaduto nel gennaio 2017, quando l’accordo per far entrare i Cinque Stelle nell’Alde, sostenuto da Beppe Grillo e ratificato dagli iscritti al Movimento con una votazione online sul blog , era alla fine saltato per il no dei liberali. Tra i 28 e i 30 deputati, su un totale di 69, avevano bloccato la proposta del capogruppo di allora, l’ex premier belga Guy Verhofstadt. Dopo la fine dell’esecutivo Conte uno a trazione M5S-Lega e la nascita di quello più europeista Cinque Stelle-Pd-Italia Viva e Leu la sensazione era che la partita si potesse riaprire. Ma l’adesione di Italia Viva al gruppo europeo ha fatto sì che la finestra si chiudesse.

Per approfondire:
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