veleni nel centrosinistra

Renzi: scissione ideata da D’Alema. E lui replica: ha distrutto e svilito il partito

(ANSA)

3' di lettura

Alla prima apparizione pubblica dopo il viaggio dalla California Matteo Renzi prende le distanze dalla durata del governo. «Le elezioni sono previste nel 2018. Se Gentiloni vorrà votare prima lo deciderà lui», ha sottolineato ieri l'ex premier in risposta alla domanda se oggi avrebbe scritto «paolostaisereno». E l'ex leader Pd osserva nel corso della sua intervista a Che tempo che fa anche come sia «giusto» che il ministro Padoan «abbia tutte le rassicurazioni» sul fatto che l'Italia eviterà una procedura d'infrazione.

Renzi: scissione ideata da D’Alema
La scissione del Pd come un disegno «di Palazzo scritto, ideato e prodotto da Massimo D'Alema». È soprattutto all'ex segretario dei Ds che Matteo Renzi indirizza i suoi strali. Scegliendo di non nominare né Pier Luigi Bersani né Enrico Rossi, ma derubricando gli attacchi di Roberto Speranza a discorsi che «non interessano i cittadini». L’invito, provocatorio, è «a non scappare ma a correre alle primarie». E «vediamo chi ha più voti». Anche perché, secondo Renzi, i problemi posti dagli scissionisti non riguardano l’Italia ma i «cavilli» e la sua stessa persona. «Nel mondo il problema della sinistra sono Trump e Le Pen, possibile che il problema della sinistra in Italia sia io?», chiede retoricamente l'ex premier dicendosi comunque «dispiaciuto» della scissione. «Abbiamo fatto di tutto per evitarla», afferma, ma «la sinistra deve accettare che se uno vince la competizione interna, anche se non ha la stessa storia dei capi di prima, ha diritto a fare il proprio lavoro».

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D’Alema: Renzi ha svilito e distrutto partito
A stretto giro la replica di D’Alema, per il quale Renzi «ha distrutto il Pd, lo ha svuotato di contenuti democratici e ne ha completamente svilito l'ispirazione ideale e politica». L’ex premier ha aggiunto che «per creare una grande forza di centrosinistra deve essere ridimensionato il ruolo del rottamatore». E ha concluso: « stato il rottamatore a rompere tutto. Non siamo stati noi».

Bersani: regista scissione è Renzi, ha fatto tutto lui
Su una lunghezza d’onde simile Pierluigi Bersani che, parlando a Modena alla prima iniziativa organizzata dal Movimento dei Democratici e progressisti, ha attaccato così Renzi: «Adesso lui ricerca il regista, ma non sia così umile: il regista è lui, ha fatto tutto lui, la disgregazione di questo partito ha un regista, e questo regista si chiama Renzi». E ha aggiunto: «Itempi stringono, dopo averle
provate tutte siamo usciti dal Pd. Perché, con Renzi, stiamo andando contro il muro».

Caos Pd, Emiliano sfida Renzi, Rossi attacca: strada dell'asino

Su temi delicati, come l'inchiesta Consip e la tenuta del governo, Renzi appare più prudente. Sulle indagini che coinvolgono anche il padre Tiziano e Luca Lotti, l'ex premier sottolinea: «Conosco mio padre e i suoi valori ma, essendo un personaggio pubblico, non posso che dire che sto con i magistrati. Però i tempi del processo devono essere brevi». Quanto alla possibilità che si torni alle urne già a settembre, invece, l’ex premier getta la palla nel campo ristretto dell'attuale inquilino di Palazzo Chigi. «Io sono fuori, riparto da zero con la forza delle idee», puntualizza, dando la «parola ai deputati» anche sulla legge elettorale. Ponendo tuttavia l'auspicio di un traguardo minimo, quello del Mattarellum. Dalla California, inoltre, Renzi è tornato con la proposta del lavoro di cittadinanza. «Il reddito di cittadinanza vuol dire “tranquillo, ci pensa papi, che è lo Stato”. Così l'Italia muore», annota bocciando una delle bandiere del M5S. Un altro punto del suo programma sarà il taglio dell'Irpef, sul quale Renzi sceglie di non mettere alcuna pressione al governo («è una proposta per i prossimi cinque anni»). Anche se, in vista della manovra in aprile, lancia un invito: «Non è che
se c'è un problema si va sempre dai cittadini a dire alziamo la benzina o le sigarette».

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