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Renzi: spread ai massimi, colpa di Salvini-Di Maio. E il Pd si mobilita (sui social)

di V.N.

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2' di lettura

La falsa partenza del premier incaricato e la “tempesta perfetta” alle porte (differenziale Btp/Bund alle stelle, Borsa in caduta e la prospettiva concreta di un passo indietro del rating Italia) mobilita l'opposizione al governo che (ancora) non c'è. Questa mattina torna a farsi sentire l'ex segretario dem Matteo Renzi che prende spunto dalla risalita dello spread «ai massimi dal 2013» per mettere in guardia i cittadini. «Dai prossimi giorni - scrive su Facebook Renzi - i mutui per le famiglie costeranno di più, l'accesso al credito per le piccole imprese sarà più difficile e pagheremo di più gli interessi sul debito pubblico. Chi è il colpevole? Non c'è nessun complotto, non guardate Bruxelles, non è colpa dei mercati finanziari. Il responsabile ha sempre un nome, in questo caso due cognomi: Salvini e Di Maio».

La linea di Renzi è la stessa del segretario reggente del Pd, Maurizio Martina, che stamani twitta una replica al messaggio in cui ieri sera il leader della Lega
si diceva «davvero arrabbiato» per il veto del Colle sul nome di paolo Savona per il ministero dell’Economia: «Caro Salvini, state giocando sulla pelle del Paese per i vostri miseri interessi. Invece governare è prendersi cura dell'Italia».

Ceccanti: iniziative di mobilitazione «proporzionate al pericolo»
«Salvini e Di Maio ritengono il Presidente del Consiglio incaricato un loro mero esecutore, senza nessuna autonomia, e di poter abbattere il portone del Quirinale con l'ariete di status e like su Facebook, costi quello che costi, compreso il default dell'Italia», è invece l'analisi del costituzionalista e deputato Pd Stefano Ceccanti, che sul suo sito spiega che «essendoci di mezzo Palazzo Chigi e il Quirinale» la crisi «da politica sta diventando a tutti gli effetti istituzionale. È quindi in gioco - conclude - niente di meno che l'Italia e il futuro dell'Eurozona. E forse sarebbe meglio studiare le opportune iniziative di mobilitazione, proporzionate al pericolo».

Calenda e l’appello a creare un «fronte civile di resistenza»
Fare qualcosa è quanto propone anche il ministro uscente dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, da pochi mesi iscritto al Pd ma da tempo fustigatore via social dei difetti della sinistra. «Se mostriamo paura abbiamo già perso. Se un bullo dice “o si fa come dico io o elezioni” la risposta è: elezioni. Non si cede il passo a chi minaccia. Mai. E se qualche fascistello minaccia la presa della Bastiglia, chi ha a cuore l'Italia si mobilita. Subito. Altro che congresso», si legge sul suo profilo twitter.

In un altro tweet, Calenda incalza: «L'agenda Salvini-Di Maio è ormai chiara, mira a portare l'Italia fuori dall'Europa e dall'Occidente distruggendo le istituzioni e 70 anni di storia. Bisogna creare un fronte civile di resistenza a questo progetto mobilitando il paese e non aver paura delle elezioni».

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