Lettera al risparmiatore

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Reply, più ricavi esteri con l’M&A Focus sull’intelligenza artificiale

di Vittorio Carlini


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5' di lettura

Intelligenza artificiale e blockchain. Senza dimenticare, poi, i computer quantistici. Sono tra i focus tecnologici di Reply. Una frontiera dell’innovazione che, unitamente ad attività quali l’M&A (essenzialmente all’estero), è finalizzata a sostenere il business. In alcuni casi, come la blockchain e l’Artificial intelligence (Ai), il business ha una valenza concreta. In altri, in particolare il quantum computing, il livello è invece più sperimentale. Di là dalle specifiche distinzioni il gruppo realizza non pochi sforzi per cavalcare (se non anticipare) le diverse “onde” dell’innovazione. Una condizione che Reply ritiene essenziale per riuscire a mantenere i tassi di crescita degli ultimi anni.

Così, rispetto all’Ai, la società, in qualità di System Integrator (cioè di soggetto che integra le soluzioni innovative di terzi, adattandole alle esigenze delle singole imprese), è presente nell’automazione dei processi amministrativi aziendali. Una “meccanizzazione” che, oltre ad accelerare la dematerializzazione degli stessi, è contraddistinta da un’autonoma capacità di apprendimento.

Non solo. Reply, di cui la “Lettera al risparmiatore” ha incontrato i vertici aziendali, punta sull’Artificial intelligence, anche nel mondo degli oggetti fisici. Un esempio? In ipotesi gli algoritmi che, all’interno di un frigorifero, consentono la lettura della data di scadenza dei diversi prodotti alimentari. Un sistema che permetterà al consumatore, attraverso la tempestiva informazione, di limitare gli sprechi e gestire la spesa con più efficienza. Quell’efficienza che, peraltro, può essere incrementata dall’Ai applicata ai big data nel gestire, ad esempio, il rapporto rischio-rendimento di un portafoglio di asset.

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Dall’Artificial Intelligence alla blockchain. Qui Reply e CeTif, insieme ad un gruppo di banche e compagnie assicurative, vanno studiando l’uso della “catena di blocco” nell’ “insurance”. In tal senso, a breve, sarà lanciato un progetto pilota che riguarda micro-polizze per i viaggi turistici. Il sistema (a copertura del rischio maltempo, del ritardo del volo aereo e del de-routing del bagaglio) dovrà permettere l’apertura del sinistro, e l’eventuale sua liquidazione, in automatico, con alti livelli di trasparenza e sicurezza.

Infine: i computer quantistici. Si tratta, in parole semplici e non esaustive, di calcolatori che non usano il linguaggio binario e hanno una potenza computazionale esponenziale. Di fatto potranno risolvere operazioni che, allo stato attuale, sono considerate praticamente impossibili. Reply ha costituito un team per lavorare su questa tecnologia di frontiera che, nel momento in cui si diffonderà a livello industriale porterà profondi cambiamenti, tra le altre cose, nella crittografia.

Espansione estera e acquisizioni

Ma non è solo una questione di innovazione. Il gruppo punta anche ad una maggiore internazionalizzazione. Tanto che la società conferma, anche e soprattutto grazie all’M&A, l’obiettivo nel medio periodo di arrivare al 50% di ricavi esteri.

Già, ricavi esteri. Quali allora, al netto della volontà di crescere in tutti i Paesi dove è presente, i mercati cui l’azienda guarda con maggiore attenzione? Un focus è la Germania. Nello Stato tedesco la crescita è organica ma anche per linee esterne. In tal senso non è da escludersi un’attività di M&A che può riguardare le tre linee di business del gruppo: la “Tecnologia (System integrator), le “Applicazioni” (soluzioni verticali per le aziende) e i “Processi” (cioè la consulenza). Altra area rilevante, sempre per spingere l’internazionalizzazione, è la Francia e i Paesi di lingua francofona (dal Belgio al Lussemburgo). La strategia d’espansione è simile a quella prevista per la Germania, ad eccezione dell’eventuale M&A ipotizzabile soprattutto nelle “Tecnologie”. Dalla Francia agli Stati Uniti. In America, a ben vedere, la volontà è continuare ad incrementare il business nel Mid-West e nel comparto industriale. Anche qui le operazioni straordinarie (sempre nelle “Tecnologia”) possono dare una mano. Come un aiuto potranno darlo nella Gran Bretagna dove, da una parte, Reply vuole espandere la sua quota di mercato; e, dall’altro, punta (in ipotesi anche nel breve periodo) sullo shopping nel mondo delle “Tecnologie”. Sennonchè, proprio con riferimento alla Gran Bretagna, può sorgere un dubbio. Il timore è che la sempre più probabile “hard Brexit” possa impattare negativamente sulla crescita aziendale. Reply non condivide la preoccupazione. In primis perchè l’attività è locale su locale. Quindi, viene spiegato, non ci sono problemi conseguenti alle esportazioni da e per l’Unione europea. Inoltre, attualmente, il prezzo medio dei potenziali target per le acquisizioni è calato. Di conseguenza la stessa eventuale espansione per linee esterne è agevolata. A fronte di ciò Reply non vede particolari problemi rispetto alla “Brexit”.

Il rischio Italia

Di là dalle specificità dei singoli mercati, l’espansione estera è, comunque, una priorità. Una condizione, in merito alla quale, il risparmiatore realizza il seguente ragionamento. Il giro d’affari generato in Italia è stimato intorno al 60%. Si tratta di una percentuale importante che, viste le prospettive di stagnazione della nostra economia, fa ipotizzare l’esistenza del rischio del calo della domanda di servizi e soluzioni offerti da Reply. Certo: il gruppo è impegnato a ridurre l’incidenza dell’Italia sul business. E però il peso del mercato domestico non è da poco. La società, rispetto al tema in oggetto, fa professione d’ottimismo. Dapprima, viene spiegato, la quota di mercato del gruppo in Italia è comunque limitata. Di conseguenza c’è spazio per crescere. Inoltre, afferma sempre Reply, le aziende italiane per affrontare la globalizzazione, anche e soprattutto in periodi di congiuntura difficile, devono necessariamente investire nella digitalizzazione. Con il che, come peraltro documenta la salita dei ricavi domestici nel primo trimestre del 2019, la domanda in questo comparto è contraddistinta da un’importante resilienza alla congiuntura. Infine, ricorda sempre il gruppo, nel nostro Paese non si riescono a trovare tutte le competenze per soddisfare le richieste di settore. Quindi, conclude la società, non c’è alcun rischio specifico su questo fronte.

Fin qui l’internazionalizzazione e l’innovazione tecnologica. Il risparmiatore è però interessato a comprendere quale sarà l’evoluzione concreta delle attività di reply. Alla fine del primo trimestre del 2019, chiuso con ricavi e redditività in aumento, la divisione del fatturato per tipologia di business è la seguente: il 60,3% è appannaggio delle “Tecnologie”, il 30,4% delle “Applicazioni” e il 9,3% è riconducibile ai “Processi”.

Ebbene: si tratta di una ripartizione che, al netto dell’obiettivo di crescere in tutti e tre i segmenti, potrà modificarsi nel medio periodo? La società risponde negativamente: in linea di massima la fotografia rimane uguale. Eventualmente il mondo delle “Tecnologie”, principale attività dell’azienda, potrebbe finanche aumentare la sua incidenza. Il motivo? Il fatto che, in generale, è l’area dove la società considera più probabile il concretizzarsi dell’M&A.

Quelle acquisizioni che, nelle intenzioni di Reply, hanno ad oggetto società di piccole dimensioni e riguardano soprattutto l’estero. Team di 50-150 persone per un fatturato compreso tra 10 e 50 milioni. Aziende che, come già indicato alla “Lettera al risparmiatore”, da un lato consentono una più facile integrazione, riducendo il rischio di esecuzione; e, dall’altro, non implicano il pericolo di trasformare le caratteristiche di un business “labour intensive”.

IL GRUPPO REPLY IN NUMERI
IL GRUPPO REPLY IN NUMERI
IL GRUPPO REPLY IN NUMERI

Infine uno sguardo alla Posizione finanziaria netta (Pfn). Al 31 marzo scorso il valore positivo della Pfn si è assestato a 50,037 milioni. Vale a dire in calo rispetto ai 66,5 milioni di fine 2018. La dinamica fa storcere il naso al risparmiatore. La società non condivide il disappunto. Il dato, viene spiegato, è la conseguenza meramente contabile dell’applicazione del nuovo principio Ifrs 16. Senza tale effetto, dice il gruppo, il valore positivo della Posizione finanziaria netta sarebbe di 134,309 milioni.

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