lavoratori impatriati

Residenza e lavoro in Italia per almeno due anni

di Antonio Longo


1' di lettura

Condizioni di accesso e agevolazione
Ecco condizioni - e destinatari - per applicare l’articolo 16 del Dlgs 147/2015 “Disposizioni recanti misure per la crescita e l’internazionalizzazione delle imprese”:
• lavoratori (dipendenti, autonomi, imprenditori individuali) residenti fiscali all’estero per almeno 2 anni che trasferiscono la residenza fiscale in Italia e si impegnano a restare in Italia per almeno 2 anni lavorando prevalentemente nel territorio italiano;
• chi ha una laurea, e ha svolto in modo continuato attività di studio fuori dall’Italia negli ultimi 24 mesi o più, conseguendo un diploma di laurea o una specializzazione post lauream.

L’esempio
Italiano residente nel Regno Unito, lavora presso società di ingegneria a Londra da 5 anni, decide di tornare in Italia a febbraio del 2020 presso una società di consulenza come manager. Nel primo anno, ottiene un reddito di 65 mila euro, con imponibile del solo 30% (19,5 mila euro) su cui corrisponderà Irpef secondo aliquote ordinarie, con carico fiscale di circa 4.600 euro (24%) vs circa 21.300 euro (33%) in assenza di agevolazione. L’agevolazione sarà applicata dall’impresa direttamente in busta paga con applicazione delle ritenute sull’imponibile ridotto, al quale saranno commisurate le detrazioni.

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